Il 2020 è stato per la sanità l’anno del digitale

Il 2020 è stato per la sanità l’anno del digitale

La pandemia ha spinto la diffusione del digitale nel settore sanitario, accelerandone l’uso da parte di pazienti, medici e strutture sanitarie.
In questo articolo:

I risultati della ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, divulgata nel corso del convegno “Sanità Digitale oltre l’emergenza: più connessi per ripartire”, parlano chiaro: la pandemia ha spinto la diffusione di strumenti digitali nel settore sanitario, accelerandone anche la conoscenza e l’uso da parte di pazienti, medici e strutture sanitarie nelle diverse fasi del percorso di cura.

Nell’ultimo anno sono venute a galla tutte le fragilità del nostro sistema sanitario ma è proprio l’emergenza sanitaria che ha risvegliato il bisogno di una sanità più moderna e digitale. Tutti gli attori dell’ecosistema salute hanno dunque una grande responsabilità: collaborare insieme per disegnare un modello di cure più sostenibile, efficace e resiliente impiegando le risorse eccezionali offerte dalle nuove tecnologie.

Ed ecco che il nuovo PNRR rappresenta una grande occasione per realizzarlo davvero. Bisogna ripartire “connessi”!

Il processo di digitalizzazione del sistema sanitario: i dati 2020

Secondo quanto emerso dalla ricerca, la spesa per la Sanità Digitale è cresciuta del 5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un valore di 1,5 miliardi di euro.

La ricerca condotta dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità ha coinvolto 343 medici di medicina generale (MMG), 2867 specialisti, 1003 cittadini, 437 pazienti, 88 strutture sanitarie e numerosi enti istituzionali per ascoltare la loro opinione sul processo di digitalizzazione che sta interessando il comparto sanitario.

Tra i risultati è emerso che:

  • i cittadini utilizzano i canali digitali principalmente per informarsi online sui corretti stili di vita (73% rispetto al 60% del 2020), seguire la campagna vaccinale (43%) o scaricare i referti direttamente online (37%);
  • il 33% dei pazienti ha dichiarato invece di usare App per controllare il proprio stile di vita, per ricordarsi di prendere un farmaco (22%) o per monitorare i parametri clinici (21%).

Lo studio ha inoltre misurato le competenze digitali dei professionisti sanitari, evidenziando che il 60% dei medici specialisti e degli MMG ha sufficienti competenze digitali di base legate all’uso di strumenti digitali nella vita quotidiana come chat, videochiamate e acquisti online. Tale quota supera poi il 75% tra i dottori più giovani (under 44) mentre scende al di sotto del 50% tra gli over 65.

Nell’ambito poi delle competenze digitali più di settore, (ovvero quelle che riguardano la cartella sanitaria elettronica, documenti digitali, gestione delle ricette elettroniche, coinvolgimento del paziente ecc.) solamente il 4% degli specialisti ha rivelato possederle in maniera sufficiente.

Interessante poi il dato emerso dall’utilizzo di strumenti digitali nella comunicazione medico-paziente prima, durante e dopo la pandemia. L’email è risultato lo strumento più utilizzato sia dai medici (79% dei MMG e 85% degli specialisti) sia dai pazienti (55%), ma con l’emergenza è cresciuto rapidamente l’impiego di piattaforme di collaborazione da parte dei MMG (54%), dei medici specialisti (70%) e dei pazienti (30%).

Le soluzioni di telemedicina per medici e pazienti

Durante la pandemia si è triplicato l’uso della Telemedicina da parte dei medici: è il servizio di Teleconsulto con medici specialisti quello più sfruttato (lo usa il 47% degli specialisti e il 39% dei MMG), seguono la Televisita (39% degli specialisti e dei MMG) e il Tele-monitoraggio (28% specialisti e 43% MMG).

Ancora marginale invece è l’uso di servizi di telemedicina più strutturati da parte dei pazienti: solo l’8% prenota una televisita con lo specialista e solo il 4% la sfrutta per il telemonitoraggio dei parametri clinici da remoto.

In ogni caso le soluzioni di telemedicina sono state particolarmente apprezzate dai pazienti per la possibilità di evitare spostamenti (86%) e di avere un riscontro più rapido al momento del bisogno (64%). I medici invece ritengono che la telemedicina consenta di evitare sprechi di tempo e risorse (65% specialisti e 59% mmg) e di migliorare la qualità dell’assistenza (55% e 50%)

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), è invece ancora poco sfruttato: solo il 38% della popolazione ne ha sentito parlare e solo il 12% è consapevole di averlo utilizzato.

Premio Innovazione Digitale in Sanità

Sin dal 2010 il Politecnico di Milano premia l’Innovazione Digitale in Sanità ai progetti che si distinguono maggiormente per la capacità di sfruttare le tecnologie per l’innovazione e il cambiamento dell’universo sanitario. Quest’anno su 60 candidati sono state selezionate 11 realtà del territorio per gareggiare in quattro categorie:

  • servizi per l’integrazione ospedale-territorio;
  • servizi per la presa in carico di patologie specifiche;
  • servizi a supporto dei processi clinici e assistenziali;
  • servizi a supporto delle cure primarie.

Anche la Cooperativa Medici Milano Centro – insieme alla piattaforma Paginemediche – ha presentato il progetto “AI e Telemedicina in supporto della medicina territoriale organizzata in cooperative”.

L’idea – come spiegata dal dr. Davide Lauri, Pres. Coop. Medici Milano Centro – è nata nel 2019 dall’esigenza di gestione attiva dei pazienti cronici (complessivamente 24.000), e di cercare un supporto concreto ai servizi di prenotazione visite ed esami tramite soluzioni digitali che abilitassero il contatto agevole tra medico-paziente.

La soluzione è arrivata da Paginemediche – piattaforma di telemedicina – che ha fornito il supporto all’utilizzo di strumenti digitali durante la pandemia quali televista, telemonitoraggio e chatbot triage dei sintomi da Covid-19.

Nello specifico, i risultati hanno visto:

  • 50.000 chatbot triage effettuati, ovvero autovalutazioni online del rischio Covid in base ai sintomi. Il triage si è poi evoluto in uno “Smart access” che regolarizza gli accessi in ambulatorio proponendo un triage preliminare ai pazienti prima della visita;
  • 150 medici soci della cooperativa hanno operato tramite strumenti di telemedicina svolgendo circa 3.000 televisite, servizio di collegamento diretto con le agende online dei medici che ha consentito soprattutto in fase emergenziale di mantenere un contatto diretto medico-paziente;
  • l’adozione del telemonitoraggio domiciliare per il follow-up dei pazienti positivi al Covid che ha previsto di controllare da remoto i parametri clinici (pressione arteriosa, frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno nel sangue) integrata con un triage clinico e un servizio di alert attivo solamente in caso di alterazione dei parametri.

Graziella Bilotta, CEO di Paginemediche – a valle della premiazione ha dichiarato: “Siamo di fronte ad una grande opportunità per migliorare il modo di curarci. Noi crediamo che dall’esperienza pandemica si possa rendere virali i buoni esempi di telemedicina per far decollare il progetto di una sanità digitale”.