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Cozze, vongole, cannolicchi: le proprietà dei frutti di mare

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Con l'estate la voglia di mare, anche sulle tavole degli italiani, si fa sentire più prepotente. E allora via libera a cozze, vongole, cannolicchi e a tutti gli altri frutti di mare che il Mediterraneo può offrirci. Nonostante siano spesso definiti spazzini del mare, per la loro capacità di concentrare agenti batterici ed inquinanti nel proprio organismo, i molluschi hanno delle proprietà nutritive eccellenti.

Contengono, ad esempio, molte proteine, a fronte di bassi contenuti di grassi; apportano vitamine del gruppo B (soprattutto la rara B12), sali minerali essenziali quali lo iodio, il fosforo, il sodio ed il ferro. Non a caso, infatti, vengono indicati nell'Alimentazione degli anemici e dei depressi. Inoltre, la percentuale presente di omega 3, li rende ideali per chi soffre di malattie cardiovascolari.

E poi sono facilmente digeribili, non apportano grosse quantità di calorie, il loro sapore permette di limitare l'uso del sale da cucina e forniscono gli steroli che limitano l'assorbimento di colesterolo da parte del nostro Organismo. Hanno però anche delle controindicazioni: per il loro contenuto di sodio sono sconsigliati agli ipertesi e alle donne gravide e per il contenuto di iodio sconsigliati a chi soffre di ipertiroidismo.

Chi ha particolare sensibilità verso determinati alimenti, deve fare attenzione prima di consumare molluschi; di tutte le intolleranze alimentari, infatti, le più numerose sono causate dai frutti di mare, che possono indurre lievi reazioni allergiche, come l'orticaria, ma anche shock anafilattico.

È anche vero che i frutti di mare sono spesso additati come agenti portatori di malattie infettive. In realtà, il problema sta nel loro acquisto e nella loro consumazione. Il primo imperativo in assoluto è: mai mangiarli crudi! I microrganismi che vi si trovano, infatti, non vengono eliminati neanche con il limone, che non è un antibatterico. Consumare i frutti di mare crudi vuol dire essere facilmente esposti a malattie quali Epatite A e colera.

Quando li acquistate, assicuratevi innanzitutto che siano vivi. Basterà vedere se le valve, cioè le due parti della conchiglia, sono chiuse o se si chiudono immediatamente toccandole; se questo non accade, lasciate stare. Inoltre, il sacchetto in cui sono contenute deve riportare la provenienza, la specie, il marchio identificativo del centro di spedizione, la data del confezionamento e di scadenza.

Se avete un negozio di fiducia, meglio: sarete così sicuri di acquistare dei molluschi veramente freschi; se, invece, siete al ristorante, ordinateli soltanto se il luogo vi sembra ben adeguato in quanto a norme igieniche. Conservateli nella parte più bassa del frigo per non più di 5 giorni e non in acqua.

Quando li aprite, notate l'aroma che ne esce ed il liquido, segno di freschezza; fate anche attenzione al colore del mollusco, che deve sempre essere lucente e senza zone opache. Se volete, potete congelarli dopo averli cotti nel loro liquido di cottura, in un barattolo di vetro dopo aver eliminato il guscio.

05/08/2015
17/07/2013
TAG: Scienza dell'alimentazione | Nutrizione