Kiwi: gustosi, saporiti e con pochissime calorie

kiwi gustosi saporiti e con pochissime calorie
Redazione Paginemediche
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Le piante di Mihoutao già da tempo immemorabile prosperavano nella Cina continentale ed orientale, specialmente lungo il corso dello Yang-Tse-Yang, in regioni caratterizzate da inverni freddi ed estati calde, comunque lungo le rive di fiumi o ruscelli, ed in varietà numerose, fra loro differenti per colore della polpa e grandezza del frutto, lo yang-tao.

Si trattava tuttavia di una circoscritta produzione locale, in gran parte riservata come autentica leccornia ad uso e consumo della corte o di classi altolocate. Alcuni esemplari di tali piante per varie vie e in vari modi giunsero in Europa alla fine del 1800, mentre poco dopo, agl’inizi del 1900, altre ne furono importate in Nuova Zelanda, ove trovarono un ambiente di acclimatazione oltremodo favorevole, specialmente nella regione di Bay of Plenty, nell’isola settentrionale: terreno fertile di origine vulcanica, molto sole, precipitazioni a sufficienza, inverni freschi, primavere senza brine.

Qui, nel mentre si avviava la produzione finalizzata alla commercializzazione, che si sarebbe successivamente diffusa anche in altre nazioni, si dava inizio alla selezione delle varietà: dalla Actinidia Chinensis, che è la denominazione scientifica della specie, venne realizzata anche la Actinidia Deliziosa. E già nel 1904, confezioni della Hayard, una specialità dai frutti più grandi e più saporiti, venivano regolarmente spedite negli Stati Uniti col logo 'Kiwi Fruit', da cui scaturì il nome di kiwi, in onore dell’uccello nazionale neozelandese, simbolo della nazione stessa.

Da un punto di vista puramente botanico, la pianta è costituita da una liana rampicante a foglie caduche in grado di spingersi anche a 10 metri di altezza; trattasi di una dioica: vi sono cioè piante maschio riconoscibili dai fiori 'a grappolo' e piante femmine con fiori distanziati fra i quali a tempo debito nascono i frutti.

Ed il riconoscimento, in questo caso, non è solo un vezzo ma è importante: le operazioni di potatura infatti devono essere eseguite prioritariamente sulle piante femmine e, solo a seguire, su quelle maschio poste di fronte. I frutti sono di forma ellissoidale, con buccia di color marrone chiaro e diffusa peluria in molte varietà, mentre la polpa, tenera, leggermente acidula, succosa, con contrasto di sapore dolce-aspro, è verde con striature più chiare e numerosi piccoli semi neri.

Oltre alla Hayard classica cominciano tuttavia ad essere reperibili sul mercato anche in Italia nuove varietà a polpa gialla, mentre una delle maggiori compagnie produttrici della Nuova Zelanda annuncia la disponibilità di tre nuove specialità:

  • a pasta gialla;
  • a pasta gialla e lunga conservazione;
  • a polpa verde dal gusto dolce.

La maggior produzione è oggi localizzata in Cina, che da poco e di poco ha superato l’Italia; altri paesi produttori sono il Cile, la Grecia, la Francia, il Giappone, l’Iran, gli USA, la Corea: tale è appunto la 'top ten' in ordine di in tonnellate/anno. È utile altresì ricordare che i kiwi provenienti da Asia e Stati Uniti non vengono esportati in Europa.

In Italia da novembre a giugno è disponibile sul mercato il prodotto nazionale, surrogato per gli altri quattro mesi dalla produzione dell’altro emisfero. Da qualche anno inoltre è stata lanciata sul mercato una nuova varietà di ananas-kiwi, frutto meno acido e più acquoso, a polpa gialla e buccia più spessa, dal sapore più o meno simile a quella della Hayward.

I kiwi si raccolgono precocemente, anche se non troppo per evitare l’accumulo di aldeidi che conferirebbero al prodotto uno sgradevole sapore di erba, e si conservano bene anche per un periodo variabile dai 4 ai 6 mesi, ad una temperatura compresa fra -1 e 0 C°, ad un’umidità del 98%, evitando dunque locali troppo caldi e poco ventilati oppure ambienti promiscui con altra frutta, la quale, col naturale rilascio di etilene darebbe una decisa accelerazione al processo di maturazione dei kiwi ivi stoccati.

Tali caratteristiche vengono messe a profitto anche nel quotidiano della vita: si è soliti infatti acquistare kiwi ancor 'duretti' e favorirne la maturazione in casa tenendoli insieme a mele, pere o banane, per poi consumarli gradualmente, in ragione della necessità e delle esigenze, se già maturi al contrario, possono essere conservati freschi anche 3-5 giorni tenendoli semplicemente in frigorifero, chiusi in un sacchetto di plastica atto a ridurre le perdite di umidità.

Altra caratteristica di questo tipo di frutta è di essere resistente alla manipolazione nelle varie fasi di raccolta, di stoccaggio e di distribuzione; nei punti vendita è possibile, pur con una certa delicatezza, sovrapporre i frutti o impilarne le confezioni: doti che vengono altresì messe a profitto nella quotidianità del consumo domestico.

La produzione mondiale di kiwi, pari nel 2010 a 1.857.583 tonnellate (fonte: FAO), è stata assorbita per il 60% dal mercato del prodotto fresco e per il 40% dall’industria della trasformazione e conserviera per la produzione di bibite, succhi di frutta, gelatine, confetture, conserve, frutta in scatola, macedonie, conserve di frutta allo sciroppo, ma anche dall’industria delle bevande alcoliche.

Nutrizionalmente parlando inoltre, essi vantano il maggior quantitativo di Vitamina C, ben superiore anche a quanto contenuto negli agrumi: 85 mg/100g a fronte delle 50-60 mg contenute in arance, limoni o pompelmi; mentre le calorie variano in rapporto al grado di maturità del prodotto, andando dalle 44 alle 61 Kcal/100g.

Notevole è anche la presenza di fibre, solubili ed insolubili, nonché di Calcio, fosforo, potassio, ferro e magnesio come si evince dalla acclusa tabella a fonte INRAN - Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione:

 

Componenti   Valori
Parte edibile % 87
Acqua g 84.6
Proteine g 1.2
Lipidi g 0.6
Zuccheri g 9
Fibra totale g 2.2
Energia Kcal 44
Ferro mg 0.5
Calcio mg 25
Fosforo mg 70
Sodio g 5
Potassio mg 400
Tiamina mg 0.02
Riboflavina mg 0.05
Niacina mg 0.4
Vitamina C mg 85

 

L’insieme di tali elementi, in un uso normale e costante, contribuisce notevolmente a preservare la salute ed in particolare:

  • le fibre, costituiscono un valido contributo contro la stipsi col loro intenso potere Lassativo, oltre al quale bisogna tenere in debita considerazione anche il potere diuretico;
  • calcio e fosforo, preziosi durante gli stati di gravidanza, proteggono le ossa prevenendo l’osteoporosi ed aiutando a combatterla;
  • ferro e magnesio aiutano a superare lo stress quotidiano, ed il magnesio in particolare favorisce la concentrazione e la produzione energetica del cervello;
  • potassio e magnesio inoltre agiscono come coadiuvanti nel controllo dei livelli del glucosio nel sangue, la bassissima presenza di sodio, infine, rende questa frutta consigliabile a chi ha problemi di elevata pressione arteriosa.

In tutto il discorso dei componenti tuttavia, pur essendo tutti i suddetti elementi importanti, il ruolo di regina tocca tutto e di buon diritto alla Vitamina C, che previene e cura raffreddori e influenze, allevia e previene i problemi circolatori connessi alla gravidanza, protegge il corpo dai radicali liberi, aiuta a combattere il colesterolo trasformandolo in sali biliari mediante la funzione dell’acido ascorbico, favorisce la salute dei denti, delle gengive e dei vasi sanguigni, tende a riequilibrare la carenza di ascorbato nel Sangue dei fumatori.

Quanti benefici apportano dunque i kiwi in un uso corretto e costante, tali da indurre a parafrasare un vecchio adagio, che in questo caso reciterebbe “un kiwi al giorno…”; ed in fondo, senza nulla voler togliere a quanto già espresso, si tratta sempre di mangiare frutta gustosa, gradita e saporita, e di pochissime calorie, avente anche la funzione di un regolatore delle funzioni intestinali, di un buon lassativo, di un aiuto valido e naturale per le donne incinte, grazie alla presenza di acido folico, di aiutare a tenere sotto controllo la pressione arteriosa.

E fra tanta abbondanza di vantaggi è il caso di accennare in conclusione anche all’importante studio condotto dalla Teihyo University di Tokyo sulle proprietà dei kiwi, nel quale si ribadisce a chiare lettere che essi contengono sostanze atte ad evitare l’ossidazione e che nel contempo risultano essere immunostimolanti: il che significa che mangiare kiwi aiuta a prevenire una serie di patologie quali neoplasie, aterosclerosi, insufficienza cardiaca, Morbo di Alzheimer e di Parkinson, dal momento che questo frutto aiuta a prevenire la morte delle cellule.

Gli studiosi Haruyo Iwasawa, Erika Morita, Satoru Yui, Masatoshi Yamazaki in 'Anti-oxidant Effects of Kiwi Fruit in Vitro and in Vivo' hanno dunque stabilito che mangiar kiwi aiuta ad apportare il giusto quantitativo di polifenoli che servono all’organismo a non morire a livello cellulare e dunque ad evitare l’insorgenza di malattie degenerative.

E allora? Che si aspetta a mangiarne? I modi non mancano! In cucina con pasta oppure crepe oppure un ottimo agnello al kiwi verde, in confetture o in bevande o in cocktail a base di kiwi, nei gelati, nelle torte, crostate, pizze dolci e quanto altro; il miglior modo di gustarli rimane tuttavia una bella affettata di kiwi o una golosa macedonia di frutta mista, sempre nell’ottica e nei limiti della inossidabile Dieta Mediterranea.

Vari esperti consigliano infine di non sprecare quell’inesauribile fonte di fibre che è costituita dalla buccia: esistono anche varietà glabre di ottimi kiwi. Ai consumatori il giudizio!

28/03/2017
15/10/2012
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