L'acqua e le sue proprietà

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Il nostro corpo è per il 60% costituito da acqua, percentuale che sale ad 80% nei lattanti. È quindi il nostro elemento vitale, più importante e non solo perché siamo soprattutto formati da tale sostanza.

L’acqua, infatti, facilita la digestione, apporta sali minerali, costituisce l’ambiente ideale per gli scambi metabolici e aiuta il trasporto dei Nutrienti e lo smaltimento delle scorie. Ma l’acqua deve essere sempre reintegrata perché ne perdiamo circa due litri al giorno attraverso la sudorazione, l’urina e la respirazione. Ognuno di noi dovrebbe bere almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno per reintegrare i liquidi persi.

Ma quale acqua? Quella del rubinetto o in bottiglia? E poi, quella leggermente gassata oppure quella 'liscia'? Quella minerale o oligominerale? Il mondo delle acque è densamente 'popolato' e per destreggiarsi tra i vari tipi di acqua bisogna saper leggere le etichette.

Rubinetto o bottiglia?

La prima grande differenza tra le acque è tra quella che esce dai rubinetti delle nostre case e quella imbottigliata. La prima, comunemente chiamata 'acqua potabile' viene prelevata da falde acquifere in superficie ed è soggetta, proprio per questo motivo, a trattamento antibatterico per renderla pura. Inoltre, per arrivare ai rubinetti, quest’acqua deve compiere un lungo viaggio nelle tubature cittadine, il che non può che aumentare i dubbi sulla sua purezza.

L’acqua minerale, cioè quella in bottiglia, proviene da falde acquifere sotterranee, è batteriologicamente pura e non può essere sottoposta a trattamenti di nessun tipo.
Ovviamente, un’altra grande differenza tra i due tipi di acqua è quello relativo al costo. L’acqua del rubinetto costa in media circa 0,001 euro a litro a fronte dei circa 26 centesimi di euro delle acque minerali.

Allora perché molti consumatori scelgono l’acqua imbottigliata nonostante tutto? In molte città, è la sfiducia nella purezza dell’acqua del rubinetto che porta ad un consumo spropositato dell’acqua imbottigliata. È anche vero però che non è raccomandabile utilizzare sempre lo stesso tipo o la stessa marca di acqua, ma bisognerebbe variare per un apporto diversificato dei sali minerali.

Consiglio a chi beve acqua in bottiglia: variare ogni 3-4 settimane il tipo di acqua che bevete; tenete conto che se è vero che le acque lisce non aggrediscono lo stomaco e non provocano dilatazione, è tuttavia anche vero che l’aggiunta di anidride carbonica preserva la purezza dell’acqua perché l’anidride ha una attività antibatterica.

Consiglio a chi beve acqua del rubinetto: se pensate che l’acqua della vostra città contenga troppo cloro (aggiunto per mantenere una certa purezza dell’acqua), installate sotto il rubinetto un filtro a carbone attivo e sostanze filtranti di cariche batteriche.

L’etichetta, questa sconosciuta

Non sempre si riescono ad interpretare le informazioni contenute nelle etichette apposte sulle bottiglie d’acqua. Spesso, chi compra un’acqua imbottigliata si basa sulle pubblicità o sul gusto. I valori riportati sull’etichetta, invece, costituiscono un importante strumento per conoscere i minerali disciolti in un litro d’acqua.

Innanzitutto, cosa riporta l’etichetta? Sull’etichetta ci sono scritti il nome della fonte e dell’imbottigliatore, la data di imbottigliamento e la data di scadenza, il codice a barre, il lotto di produzione, la quantità di acqua contenuta; inoltre, viene indicato il pH, i risultati delle analisi chimiche effettuate e l’Università che le ha effettuate, eventuali indicazioni su indicazioni terapeutiche particolari.

Qualche indicazione potrà rendere più facile la lettura dei risultati delle analisi. I valori entro i quali i risultati devono rientrare sono:

  • residuo Fisso
  • nitrati
  • sodio
  • solfati
  • cloruri
  • PH tra 6,5 e 7,5 (neutra).

C’è acqua ed acqua

Ci sono due modi per classificare le acque minerali: in base alla quantità e in base alla qualità dei sali minerali contenuti.

La quantità dei sali
In base alla quantità dei sali, le acque si distinguono in:

  • acque minimamente mineralizzate: contengono un residuo fisso minore di 50mg/l; facilitano la diuresi e sono indicate soprattutto in soggetti affetti da calcoli renali, ipertensione arteriosa ed in generale tutti quelli che seguono una dieta povera di sodio;
  • acque oligominerali: contengono un residuo fisso tra 50 e 500mg/l; sono la maggior parte delle acque imbottigliate, facilitano la diuresi e ad espellere i calcoli renali grazie alla loro attività antispastica sui muscoli delle vie urinarie;
  • acque medio minerali: contengono un residuo fisso tra 500 e 1500mg/l; sono indicate per chi ha bisogno di un forte apporto di sali, come in gravidanza, in allattamento e nella terza età;
  • acque fortemente mineralizzate: contengono un residuo fisso superiore a 1500mg/l; sono acque indicate soltanto a persone che hanno specifici problemi di salute e vanno assunte soltanto sotto controllo medico.

La qualità dei sali
In base alla qualità dei sali, le acque si distinguono in:

  • bicarbonate: contengono un tasso di bicarbonato superiore a 600mg/l e facilitano la Digestione se bevute durante i pasti, mentre combattono l’acidità se bevute a digiuno; inoltre, prevengono l’osteoporosi, se assunte nell’età adulta, e la crescita durante l’infanzia; è anche ideale per chi soffre di patologie epatiche e biliari;
  • solfate: contengono un tasso di solfati maggiore di 200mg/l; sono leggermente lassative, quindi consigliate a chi soffre di malattie epatiche e biliari e colite spastica; non sono indicate, invece, durante la crescita perché i solfati interferiscono con l’assorbimento di calcio;
  • calciche: hanno un tasso di Calcio superiore ai 150mg/l; sono indicate nei casi di malattie gastriche ed epatiche, per le donne in gravidanza ed in menopausa, per i bambini;
  • clorurate: hanno un tasso di cloruro maggiore di 200mg/l; indicate nelle malattie epatiche e biliari;
  • magnesiache: contengono un tasso di magnesio maggiore di 50mg/l; hanno un’azione purgativa e sono ideali nella prevenzione delle patologie ostetriche, ginecologiche e aterosclerotiche;
  • sodiche: hanno un tasso di sodio superiore a 200mg/l; vanno evitate dai bambini, dagli ipertesi e da chi segue una dieta povera di sodio;
  • fluorate: hanno una concentrazione di fluoro superiore a 1mg/l; vanno consumate con molta parsimonia perché c’è rischio di fluorosi;
  • ferruginose: hanno un contenuto di ferro bivalente superiore a 1mg/l; ideale nelle persone affette da anemia per carenza di ferro.
08/03/2017
17/10/2012