Potassio: a cosa serve e quali alimenti lo contengono

potassio a cosa serve e quali alimenti lo contengono
Massimo Canorro
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Massimo Canorro
Giornalista & web content editor

Il potassio è uno dei minerali più importanti per il benessere dell’organismo, presente nelle cellule in grandi quantità. Poiché l’organismo non è in grado di produrre autonomamente il potassio, è basilare assumerne ogni giorno la giusta quantità attraverso l’alimentazione, per ripristinare le quantità perse con sudore, urina, feci.

A che cosa serve il potassio

All’interno dell’organismo il potassio risulta coinvolto in numerose funzioni biologiche. Qualche esempio? Partecipa alla contrazione muscolare (compresa quella del muscolo cardiaco), collabora alla regolazione dell’equilibrio dei fluidi e dei minerali sia all’interno sia all’esterno delle cellule, aiuta a mantenere la pressione nella norma attenuando gli effetti del sodio (nei paesi occidentali la dieta contiene, di frequente, eccessive quantità di sodio in relazione alle quantità di potassio, una condizione che può aumentare il pericolo di eventi cardiovascolari). E ancora, il potassio è in grado di ridurre il rischio di calcoli renali frequenti nonché l’eventualità di perdita di tessuto osseo che può verificarsi nel corso dell’invecchiamento.

Gli alimenti che contengono potassio

Contenuto in particolar modo in frutta, verdure e legumi – ne sono ricche soprattutto le verdure a foglia verde, i pomodori, la zucca, le zucchine, i cetrioli, le patate, le melanzane, le carote, i fagioli e la frutta secca – il potassio è presente (in quantità inferiori) anche nei latticini, nel pollame, nella carne rossa e nel pesce. In merito al fabbisogno quotidiano del potassio, per un adulto si considera consono un apporto di 2.000 mg di potassio al giorno.

Eccesso oppure carenza di potassio: quali conseguenze?

Il buon funzionamento dei reni consente di smaltire eventuali eccessi di potassio. Ad ogni modo, in caso di malfunzionamento renale e quando si assumono determinati farmaci è possibile andare incontro a iperkaliemia (eccesso di potassio nel sangue). Debolezza, rallentamento del battito cardiaco e aritmie sono alcune possibili conseguenze.

Di contro, la carenza di potassio è ritenuta un evento scarsamente probabile. Debolezza muscolare, irregolarità del battito cardiaco, sbalzi d’umore, nausea e/o vomito possono essere delle conseguenze.

Potassio e pressione del sangue

Bassi livelli di potassio sono stati collegati a pressione alta e malattie cardiovascolari. Un incremento dell’assunzione di potassio, se associato a una riduzione dell’apporto di sodio, potrebbe diminuire il pericolo di eventi avversi a svantaggio di cuore e arterie. Senza dimenticare che alcuni farmaci e determinate patologie sono in grado di alterare la quantità di potassio che entra ed esce dalle cellule e ciò condiziona, in modo sostanziale, la concentrazione di potassio nel sangue.

Per approfondire guarda anche: “Vitamine e minerali”

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