Si celebra anche quest’anno, il 26 settembre, la Giornata Mondiale della Contraccezione. L’appuntamento, promosso dalla OMS Organizzazione Mondiale della Sanità e diventato un evento fisso dal 2007, vuole essere un pretesto per accendere i riflettori su questo argomento, per migliorare la consapevolezza intorno ai metodi contraccettivi e rendere maggiormente responsabili soprattutto i più giovani e le donne sulla loro vita sessuale.

 

Giornata Mondiale della Contraccezione: come si comportano i giovani?

Secondo quanto riportato dallo Studio nazionale Fertilità del 2019, quasi il 90% dei giovani cerca su internet informazioni riguardanti la salute sessuale e riproduttiva, mentre ritiene che debba essere la scuola a garantire l’informazione su queste tematiche. 

Anche se l’uso dei metodi contraccettivi, principalmente il preservativo, tra i giovani è abbastanza diffuso, l’accesso ai consultori familiari è ancora molto basso: il 68% dei ragazzi e il 76% delle ragazze non si sono mai rivolti a queste strutture, pubbliche o private.

 

Contraccezione, a che punto è l'Italia?

I dati emersi dal report stilato da Aidos - Associazione italiana donne per lo sviluppo e diffusi a marzo 2020 delineano una situazione preoccupante: su 45 paesi europei presi in esame, il nostro Paese occupa il 26° posto in classifica per l’accesso e la diffusione della contraccezione.

Un’arretratezza causata dalla mancanza di una corretta informazione, soprattutto istituzionale, e la quasi totale assenza di politiche di rimborso per l’acquisto di contraccettivi.

"L’Italia è tra gli ultimi Paesi dell’UE per quanto riguarda l’uso della contraccezione ormonale, sebbene rappresenti per le donne un grande miglioramento della qualità della vita” ha affermato Franca Fruzzetti – Responsabile dell’ambulatorio di endocrinologia ginecologica dell’ospedale universitario Santa Chiara di Pisa e Presidente della Società Italiana di Contraccezione SIC – lo scorso 12 settembre a Milano durante la settima edizione de “Il Tempo Delle Donne”, l’evento organizzato da “Il Corriere della Sera”.

“Il dato di fatto è che, grazie alla contraccezione ormonale, abbiamo la possibilità di migliorare la nostra qualità di vita, non solo con la possibilità di decidere quando programmare una gravidanza, ma anche di gestire al meglio gli aspetti legati al ciclo mestruale per vivere la nostra quotidianità e giostrarsi in base alle proprie esigenze».