Gli italiani e il sole: esposizione consapevole e foto protezione

gli italiani e il sole esposizione consapevole e foto protezione

Gli italiani amano il sole, ne conoscono e apprezzano i benefici sia fisici sia psicologici e hanno migliorato il loro atteggiamento nei confronti dell’esposizione nelle situazioni di viaggio e vacanza – in particolare al mare. Ma non sono ancora sufficientemente attenti alla foto protezione quotidiana che difenda la pelle dai rischi del 'sole involontario' anche quando non si è in villeggiatura.

A dieci anni dalla prima ricerca commissionata nel 2001 da Eau Thermale Avène, l’indagine GFK Eurisko 2011 – tornata a indagare sulle abitudini e sulle conoscenze degli italiani in tema di foto protezione, ha rilevato una maggiore consapevolezza dell’importanza di proteggersi dal sole rispetto al passato: circa 2 italiani su 3 (4 milioni di italiani in più rispetto a 10 anni fa), infatti, utilizzano fattori protettivi in modo continuativo quando prendono il sole.

Le mamme, in particolare, si dimostrano in tutte le occasioni di esposizione notevolmente attente alla protezione della pelle dei loro figli. Merito dello sforzo informativo e di educazione sanitaria promosso dai medici dermatologi, dai farmacisti e dalle aziende dermocosmetiche di cui anche i media si sono fatti portavoce.

Stare al sole è piacevole e fa bene alla salute purché il sole sia 'filtrato' e ci si esponga adottando adeguate strategie preventive: la ricerca rivela una ormai diffusa consapevolezza che la protezione solare non impedisca l’abbronzatura.

Tuttavia, malgrado una maggioranza virtuosa, ancora oltre un terzo di connazionali non si protegge e in particolare non pensa a farlo nelle situazioni di esposizione non volontaria, soprattutto in città, mentre si fanno altre cose come lavorare, passeggiare o fare sport all’aria aperta perché si ritiene che si prenda poco sole o che i raggi UV siano meno dannosi.

E l’utilizzo di creme protettive – indispensabili fin dai primi giorni di sole, appare ancora meno diffuso in primavera quando, sebbene a livello teorico si abbia una buona consapevolezza della pericolosità del sole anche in questa stagione, solo una minoranza degli intervistati ammette di ricorrere alla protezione solare.

Informazione ed educazione: divulgare la cultura dell’'esposizione in sicurezza sempre e ovunque'

La ricerca GFK Eurisko 2011 conferma che pur avendo una buona attitudine alla protezione della pelle quando sono in vacanza, gli italiani non sono ancora sufficientemente informati sui rischi del sole preso in modo involontario. C’è dunque bisogno di favorire la cultura del sole in sicurezza in qualsiasi circostanza e luogo della quotidianità: in città come al mare e in montagna, e all’aria aperta – anche quando è nuvoloso, quando si lavora come quando si fa sport o qualsiasi altra attività.

Il ruolo del medico e del farmacista

Ai fini di un’esposizione protetta è necessario conoscere il proprio fototipo per scegliere la protezione solare idonea al proprio tipo di pelle e adattare tempi e modi di esposizione. In questo senso il ruolo della classe medica (dermatologi, pediatri, medici di famiglia) e dei farmacisti, riveste un ruolo decisivo nell’informazione preventiva, fondamentale per suggerire prodotti e comportamenti più corretti e per diffondere l’educazione dell’esposizione sicura perché consapevoli o no, siamo sempre a rischio radiazioni solari anche quando pensiamo di non esserlo.


Fonti:

  • Gli italiani, il sole e la foto protezione, GFK Eurisko
  • Comunicato Stampa Opinioni a confronto: gli italiani al sole

A cura di: www.benvenutosole.it

06/08/2015
06/06/2011