Guida all’uso appropriato e consapevole degli antibiotici

Guida all'uso appropriato e consapevole degli antibiotici

L'assunzione di antibiotici in modo inappropriato e senza una reale necessità rende le infezioni più resistenti e difficili da sconfiggere.

Sui media si leggono spesso allarmi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di grandi scienziati del tipo: “Gli antibiotici stanno perdendo la loro efficacia perché ne usiamo troppi e perché li usiamo male”.

Questo perché assumere antibiotici senza che ve ne sia una reale necessità non accelera la guarigione, ma espone soltanto al rischio che i microrganismi, soprattutto quelli responsabili di infezioni respiratorie, urinarie e setticemie, diventino sempre più resistenti e difficili da sconfiggere.

Secondo una serie di recentissimi opuscoli (18 novembre 2010), ideati dal nostro Ministero della Salute in occasione della Giornata Europea degli Antibiotici e liberamente scaricabili (Uso corretto degli antibiotici), “Se continueremo a consumare antibiotici al ritmo attuale, l’Europa potrebbe tornare all’era preantibiotica, quando una comune Infezione batterica poteva significare una condanna a morte. Come risultato dei nostri errori, quando avremo veramente in futuro la necessità di utilizzare un antibiotico, questo potrebbe non funzionare più”.

Il nostro Ministero della Salute insiste più volte sulla necessità di non assumere inutilmente antibiotici in caso di un semplice raffreddore o di un’influenza.

Il bambino o l’adulto influenzato potrà avere talora bisogno di un antibiotico, ma solo il medico potrà deciderne l’assunzione e, in ogni caso, occasionalmente: solo in caso di complicazioni come polmoniti e simili.

Questo perché il raffreddore, l’influenza, ma anche per esempio la varicella, sono malattie virali e gli antibiotici sono inutili contro i Virus: il riposo e qualche antinfiammatorio o antipiretico saranno tutto quello di cui avremo bisogno in questi casi.

Questo vale soprattutto per gli antibiotici utilizzati nelle infezioni respiratorie: le 'penicilline' come l’amoxicillina e l’amoxicillina/acido clavulanico, le 'cefalosporine orali' come il cefaclor e il cefixime, i 'macrolidi' come la claritromicina e l’azitromicina e i 'fluorochinoloni' come la levofloxacina.

E se proprio sarà necessario assumere un antibiotico, per esempio per una bronchite molto purulenta o per un’infezione delle vie urinarie, questo dovrà essere assunto per tutto il tempo indicato dal medico: sospenderlo troppo presto, per esempio alla scomparsa dei sintomi, può significare ancora una volta il rischio di selezionare microrganismi resistenti che sarà difficile controllare la prossima volta.

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