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Lampada abbronzante, come sceglierla e quali rischi si corrono

lampada abbronzante come sceglierla e quali rischi si corrono
Massimo Canorro
Scritto da:
Massimo Canorro
Giornalista & web content editor

Chi odia andare al mare sfoggiando la pelle bianca oppure chi ama avere un colorito dorato tutto l’anno ha un punto in comune: la lampada abbronzante. Dalla trifacciale, al lettino e alla doccia: ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche, ma di fatto le lampade abbronzanti funzionano tutte allo stesso modo, emettendo raggi UVA e UVB. In base alla quantità di una tipologia di raggi oppure dell’altra, si distinguono in lampade a bassa pressione e ad alta pressione.
Ad ogni modo, prima di addentrarci su quelli che sono vantaggi e svantaggi delle lampade abbronzanti, occorre precisare che dal 2011 le lampade abbronzanti e i solarium sono vietati ai minori di 18 anni, alle donne incinte e alle persone con particolari patologie di pelle oppure che si scottano con facilità al sole.

I rischi delle lampade abbronzanti

In base alla corposa letteratura in materia, i dermatologi concordano nel riconoscere che una lampada abbronzante una volta ogni tanto - ovvero ogni mese e mezzo/due mesi - non è dannosa, ma abusare delle lampade abbronzanti è sconsigliato. Gli studi sull’argomento sono cristallini: i danni dovuti a esposizioni incontrollate alle lampade non sono da prendere sotto gamba, e si manifestano attraverso eritemi, arrossamenti o irritazioni (simili a quelli provocati da una eccessiva esposizione al sole), riduzione delle difese immunitarie locali dell’epidermide, accelerazione dei processi di fotossidazione e invecchiamento (con comparsa anticipata e marcata di rughe e macchie scure sulla pelle).

Non stiamo parlando di inconvenienti isolati o remoti, ma di rischi tangibili, dimostrati da numerosi studi clinici internazionali. In merito agli svantaggi delle lampade solari, molte ricerche attestano che, utilizzare lampade abbronzanti di frequente comporta il 69% di probabilità in più di sviluppare una forma precoce di carcinoma della pelle, rispetto ai non patiti dell’abbronzatura artificiale. Il rischio raddoppia se la “frequentazione” di solarium dove dedicarsi alla lampada trifacciale, al lettino solare e alla doccia abbronzante supera i sei anni consecutivi.

Dipendenza dalle lampade solari?

Sembra assurdo, ma le lampade abbronzanti possono provocare dipendenza, con conseguenti danni alla salute. Vedersi abbronzati in un batter d’occhio, senza troppo sforzo, fa sentire meglio e aumenta autostima e umore. Tutto giusto all’apparenza, se non fosse che si rischia di entrare in un circolo vizioso (con esiti disastrosi): più ci si vede abbronzati più non si vuole smettere. Nei casi estremi si può parlare di allarme tanoressia, ovvero la dipendenza dai raggi solari per raggiungere un’abbronzatura sempre più completa.

I vantaggi delle lampade abbronzanti

Se utilizzate con intelligenza, le lampade abbronzanti - molto amate dagli appassionati dell’abbronzatura fuori stagione - danno alla pelle una sfumatura ambrata anche senza sole. Il consiglio è di avere particolare attenzione nella scelta del centro estetico, rivolgendosi a strutture con personale qualificato, senza dimenticare di scegliere la protezione solare adeguata in funzione del proprio fototipo optando, subito dopo l’esposizione al sole artificiale, per creme o fluidi idratanti ed emollienti validi da applicare sulla pelle. Proteggere la pelle è indispensabile. Perciò, prima di recarsi in un centro professionale per l’abbronzatura artificiale, è preferibile consultare il proprio medico o dermatologo.

Per approfondire guarda anche: “Sole e cura della pelle”

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TAG: Abbronzatura | Dermatologia e venereologia | Estate | Pelle | Cosmesi | Salute maschile | Salute femminile | Giovani | Adulti
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