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Scompenso cardiaco: cause, sintomi e terapie

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Lo scompenso cardiaco è una malattia seria e rappresenta per le persone anziane la prima causa di ricovero in ospedale. Fortunatamente può essere prevenuto e trattato: essere correttamente informati è uno dei primi strumenti a nostra disposizione.

Qualche numero per capire di cosa stiamo parlando…

Lo scompenso cardiaco colpisce oltre 14 milioni di europei e oltre 1 milione di italiani; il numero di persone che andranno incontro alla malattia è in crescita e si stima che raddoppierà entro il 2030.
In Italia ogni hanno si hanno 170 mila nuovi casi di scompenso cardiaco e ogni giorno si verificano 500 ricoveri ospedalieri.
Negli ultimi 5 anni il numero di ricoveri per scompenso è aumentato del 40%. Lo scompenso cardiaco è molto più comune dei più frequenti tumori: mammella, testicoli, utero e intestino.

Cosa si intende per “scompenso cardiaco”?

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il Cuore non è più in grado di pompare Sangue in tutto il corpo in maniera adeguata alle richieste dell’organismo. Questo non significa che il cuore si è fermato o è a rischio di cessare di battere. Significa che non pompa più sangue come dovrebbe, cioè non si riempie adeguatamente o non ha una forza sufficiente per svuotarsi e non riesce ad immettere sangue in tutto il corpo, così come faceva prima della malattia.

Una minore quantità di sangue circolante comporta una minore disponibilità di ossigeno per i vari organi e la comparsa di sintomi.

Quali sono le cause principali dello scompenso cardiaco?

Lo scompenso cardiaco è spesso l’evoluzione finale comune a molte malattie cardiache:

Occhio ai tuoi parenti, perché alcune forme di cardiomiopatie e quindi di scompenso, riconoscono una componente familiare!
Nel caso di dimostrata familiarità sarà necessario estendere i controlli anche ai propri familiari più stretti in modo da “sorvegliarli” e permettere un’eventuale diagnosi precoce.

Come si manifesta?

Quando cominciano i primi sintomi di scompenso si può avvertire un senso di stanchezza/debolezza o difficoltà di respiro (mancanza di fiato/respiro corto) specie dopo uno sforzo fisico o quando si è distesi. Si possono accusare anche accessi di tosse, mancanza di fiato durante la notte ed episodi di vertigini associati a senso di confusione mentale.

Nelle fasi più avanzate della malattia i sintomi infarto peggiorano per frequenza ed intensità: si può avvertire difficoltà di respirazione anche dopo semplici attività, come vestirsi o muoversi in casa.
I sintomi respiratori sono segno di congestione e di accumulo di liquidi nel polmone.
Un eccessivo e rapido accumulo di liquidi nel polmone può portare ad una condizione pericolosa per la vita detta “edema polmonare acuto” che richiede un trattamento in emergenza.

Altri segni di accumulo di liquidi nel corpo sono la comparsa di gonfiore alle caviglie, piedi, gambe ed aumento rapido del peso corporeo. A volte si avverte il bisogno di urinare più spesso, soprattutto di notte.

Diagnosi dello scompenso cardiaco

È molto importante riferire al medico i tuoi sintomi, anche lievi.
clinicamente si verificherà l’eventuale accumulo di liquidi.

Poi con:

  • una radiografia del torace per confermare la presenza di liquidi nei polmoni
  • l’elettrocardiogramma per controllare la regolarità del battito cardiaco e per escludere eventuali patologie cardiache
  • l’ecocardiogramma per valutare le dimensioni del cuore, lo spessore delle pareti, la funzione delle valvole, la funzione di pompa
  • analisi del sangue tra cui il dosaggio del BNP o dell’ NT-proBNP che aumentano quando si è scompensati.

L’evoluzione dello Scompenso Cardiaco

STADIO A: pazienti non ancora malati ma con patologie a rischio di evoluzione verso lo scompenso (ipertensione arteriosa, diabete mellito, malattia coronarica, uso di farmaci cardiotossici, storia di malattia reumatica, storia familiare di cardiomiopatia).
STADIO B: pazienti con cardiopatia, senza sintomi di scompenso (precedente infarto miocardico, malattia delle valvole cardiache, ipertrofia delle pareti del cuore).
STADIO C: pazienti con cardiopatia che accusano sintomi di scompenso.
STADIO D: pazienti con scompenso avanzato o refrattario alle normali terapie che richiedono interventi di centri specializzati o sono in attesa di trapianto.
Per stabilizzare e rallentare il passaggio allo stadio successivo è importante oltre ad una diagnosi precoce e una corretta impostazione della terapia, una stretta collaborazione tra il paziente ed il proprio medico.

Vivere con lo scompenso cardiaco

Lo scompenso cardiaco è una malattia cronica a carattere evolutivo che può essere curata.
È importante sapere che i sintomi specie se non riconosciuti o non valutati appieno, possono peggiorare nel tempo: conoscerne le manifestazioni aiuta a riconoscere e a trattare in tempo le complicazioni.

Una serie di semplici regole ed accorgimenti ti aiuterà a stabilizzare la malattia e a migliorare la qualità di vita:

  • se fumi, smetti
  • tieni sotto controllo i valori della pressione arteriosa, del colesterolo e la glicemia se sei diabetico
  • segui un regime dietetico controllato, riduci l’apporto di sale ed evita il sovrappeso
  • limita al massimo l’assunzione di bevande alcoliche controlla il peso e l’assunzione di liquidi
  • Per lo scompenso il detto “bevi molto per urinare molto” non vale assolutamente
  • inizia un programma di esercizio aerobico inizialmente sotto controllo medico (programma riabilitativo) e successivamente autogestito

Come si cura?

Lo scompenso cardiaco è una malattia cronica che non guarisce mai del tutto. È però una condizione che può essere stabilizzata e curata, specie se affrontata per tempo in modo da evitare le fasi di instabilizzazione che possono comparire anche dopo eventi non strettamente cardiaci (es. febbre, indigestione, abuso di alcool, uso di farmaci dannosi come per esempio un abuso di anti-infiammatori/analgesici - i cosiddetti FANS -, ecc). Il trattamento riduce i sintomi, migliora la qualità della vita e rende possibile il ritorno a svolgere le proprie attività.

Le possibilità terapeutiche più comuni nello scompenso cardiaco:

FARMACI
Diuretici
Ace-inibitori
Beta-bloccanti
Sartanici
Digitale
Anti-aldosteronici

DEVICE
Resincronizzazione
Defibrillatore impiantabile

Alcuni consigli
Oltre ad assumere tutte le medicine senza mai sospenderle autonomamente...

Impara con l’aiuto del medico e del personale infermieristico a riconoscere e a prevenire l’accumulo di liquidi nel corpo:

  • controlla quotidianamente il tuo peso, sempre nelle stesse condizioni, alla stessa ora e con la stessa bilancia, possibilmente al risveglio
  • annota i valori rilevati in un diario o sul calendario. Un aumento di quasi 1 Kg può significare ritenzione di liquidi e necessità di incrementare la dose di diuretico
  • misura la quantità di liquidi introdotti quotidianamente ricordando di conteggiare l’acqua bevuta (non superare 8 bicchieri da 125 ml) e i liquidi contenuti nei cibi (es. minestre, frutta)

Da ricordare sempre

Quando non devi esitare a chiamare il medico o il centro scompenso per prenotare una visita?

  • se il peso aumenta di 2-3 Kg o più in pochi giorni se vedi gonfiarsi i piedi, le caviglie o altre parti del corpo (pancia)
  • se fatichi a respirare o non riesci più a svolgere le tuo attività quotidiane
  • se hai necessità di aumentare il numero di cuscini per non accusare affanno o difficoltà di respiro quando ti sdrai a letto
  • se hai tosse insistente con o senza catarro
  • se hai una minore necessità di urinare
  • se hai la febbre o un processo infettivo
  • se accusi un “giramento di testa” anche da sdraiato o da seduto
  • se hai dolore al torace o variazioni del battito cardiaco.
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TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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