Tatto: il linguaggio del corpo come espressione vocale

tatto il linguaggio del corpo come espressione vocale
Scritto da:
Prof. Grazia Aloi
Specialista in Psicologia e Psicoterapia e Psicologia clinica

 

Il tatto è il senso preferito da chi, in generale: suppone che la modalità di confronto con il mondo sia di tipo ermeneutico, ossia pensa di dover essere alternativamente soggetto e oggetto di interpretazioni e di spiegazioni.

In particolare:

  • Aspira all'autorizzazione esterna per la concentrazione su di sè

Desidera contatti fisici confortanti, cullarsi nelle onde dell’acqua sia essa di mare, piscina, o vasca idromassaggio. Questo bisogno ripara l’antica ninnananna che è stata scarsa o abbondante – comunque ora mancante. Il contatto, che oltre con l’acqua può raffigurarsi con vestaglie di seta, golfini di cachemire, morbidi accappatoi, è comunque richiesto ad un oggetto, quasi mai ad una persona.

La pelle è sempre idratata e soffice, levigata e profumata, le mani ben curate. Uomo o donna, devolve al proprio tatto la cura di sé e i contatti con gli altri sono limitati ad un piacere 'di ritorno' e di 'conferma'. Nell’intimità, preferisce abbracciare che essere abbracciato, atto per il quale provvede da solo. Eczemi, psoriasi, desquamazioni potrebbero comparire per il troppo uso cosmetico. La professione può non riguardare il manipolare il corpo ma essere inerente, tipo professore di scienze, dermatologo, venditore di abbigliamento sportivo o capi-spalla.

  • Codifica e regola unilateralmente la sua presenza nel mondo

Ama toccare gli altri per esplorarli, è interessato alla pelle dell’altro, sentirne la consistenza, a volte anche in modo aggressivo. Nell’intimità graffia, morde e cerca di lasciare segni. Insieme al partner, difficilmente dorme nudo; ha poca cura del proprio corpo e, anzi, può trascurarlo fino alla trasandatezza, difficilmente sa di buono. Potrebbe avere la forfora. Corrisponde all’adulto che da bambino amava sporcarsi e rotolarsi ovunque, senza troppa attenzione per gli insegnamenti igienici.

Oppure, è il soggetto che ama 'sporcare' l’altro, ad esempio con una Eiaculazione volutamente sparsa sul corpo della donna, oppure con mestruazioni molto esibite. Tutto ciò per rivendicazioni nei fatti a pensieri che gli sono stati attribuiti e qualificati come 'sporchi'. Può incidere tatuaggi, portare orecchini, anellini vari appesi alla pelle. Può costruire in proprio tali oggetti e venderli. Infezioni, scabbia, pidocchi ecc. sempre in agguato, ma con piacere dell’ospitante.

  • Instaura vincoli comportamentali di tutela sociale

Teme i contatti con gli altri per timore di essere contagiato: indossa, se appena possibile, guanti bianchi di cotone, stringe mal volentieri la mano, nonostante i guanti, e si astiene dal toccare qualunque oggetto, se non indispensabile farlo. Ricorre a lavaggi frequenti fino a procurarsi escoriazioni alla pelle. Il tatto, rivisitato alla sua maniera, ossia al contrario, lo esonera dai rapporti sociali e può, in tal modo, ritornare in un autismo forzatamente abbandonato.

Vuole stare nel suo cantuccio senza toccare e senza che niente lo tocchi, tranne i pensieri che possono essere, in qualche misura, di tipo sia paranoide che omosessuale. Veste con abiti essenziali e di facile pulitura. La sua pelle difficilmente sarà esposta all’aria o al sole. Può avere disturbi da deficienza immunitaria. Per professione, può prediligere un esercizio di lavanderia a secco, di pulitura tappeti, pellicce ecc, oppure fare l’igienista, il salutista, il moralizzatore dei costumi sociali.

  • Designa il prossimo come canalizzatore della propria espressività

Ha bisogno d’affetto, di darlo e di riceverlo, e lo comprende solamente attraverso la fisicità. La qualità delle pelle è irrilevante purché ci sia un contatto. Se le convenzioni sociali non consentono abbracci e vicinanze intime, prende sottobraccio o mette la mano sulla spalla dell’altro. Qualunque occasione è buona per toccare o, piuttosto, farsi toccare, tipo mostrare qualcosa che si ha sul corpo. Il tatto diventa un linguaggio per esprimere, soprattutto in queste persone, la richiesta di contatto, la quale ha, a svantaggio di chi la esercita (perché sembra non volersene accorgere) un duplice aspetto: quello gradevole e gradito e quello opposto.

Nell’aspetto 'sano', si limita a toccare bonariamente senza altro fine se non quello di 'sentire' l’altro, che c’è – a costo di infastidire un po’; nell’aspetto morboso, tocca di nascosto approfittando di ogni occasione buona (frotteurismo). Non soggetto a nessun rischio di malattie della pelle (perché ne ha troppa cura preventiva), se non quelle infettive, tipo esantematiche. Può fare il mimo, mestieri a rischio di frattura o incidenti al corpo, tipo stuntcar, attore in film hard, trapezista, ballerino.

  • Conforma la relazione sociale a criteri soggettivi emozionali

Non sa parlare con le parole e utilizza il linguaggio del corpo come espressione vocale per indicare stati d’animo e sensazioni. Ama la sua pelle come potrebbe amare le sue corde vocali, anzi di più – perché la parola detta, a volte, è intelligibile e – quindi – non soggetta a interpretazioni riduttive. Rossori, pallore, gonfiamenti, edemi possono essere utili e funzionali a trasmettere un linguaggio che si presti a fraintendimenti soggettivi, ossia lascia che siano gli altri a capire le sue emozioni, senza 'compromettersi' direttamente. Ama farsi vedere ma non toccare.

Aborrisce il contatto attivo, ma ben adotta comportamenti miranti a continue visite specialistiche ad esempio per alopecia, acne, Herpes, candida, Funghi in genere, iperidrosi. È triste, depresso, ansioso, affaticato dalla vita, non in buoni rapporti relazionali e affettivi; ha un’alta soglia della sofferenza psicologica. Paga lo scotto di scelte, soprattutto affettive, che si sono verificate errate nel tempo. Mansueto ma può scatenarsi in fiera selvaggia. Il lavoro preferito è di tipo intellettuale, di testa ma solitario, difficilmente in equipe e con pochissimo coinvolgimento del corpo.

  • Adotta la reattività esplorativa in sostituzione della riflessività

È affetto da manifestazioni psichiche che portano a toccare tutto e a portar via (cleptomania); il tatto è privilegiato perché gli oggetti rubati sono utilizzati per il corpo, indipendentemente dal loro uso specifico – che però quasi sempre è coerente: non a caso si rubano rossetti, trucchi vari, cravatte, biancheria intima, profumi, cioè oggetti per il corpo: c’è quindi una doppia utilizzazione della sensorialità (rubare attraverso il tatto-mano e mettere addosso). Gli oggetti di altra natura (non destinati al corpo) vengono ugualmente utilizzati 'sul' e 'dentro' il corpo, con una gestualità atta a produrre piacere al tatto.

È la rivalsa della deprivazione sensoriale e della non chiara identificazione (anche di tipo sessuale) che porta a 'confondere' le cose. Il soggetto può essere, per contro, portato a farsi toccare in modo mercenario. Può ammalarsi di infezioni varie soprattutto ai genitali per masturbazioni o sfregamenti impropri o eccessivi. Può rendere manifesto il suo disagio facendo il ladro e potrebbero anche ben riuscire in mestieri di prestigiatore o di mago, oppure, nell’aspetto ulteriormente maturo e sublimato, l’archeologo, lo storico, il talent scout.

  • Privilegia l'intenzionalità funzionale alla maturità relazionale

Sa donarsi e prendere e sente le vibrazioni salire fino al cervello. Sa amare con dedizione e con generosità e altrettanto richiede al partner. È il soggetto adulto ('genitale' nelle fasi classificate da Freud); i suoi accoppiamenti, sessuali e non, hanno sempre la caratteristica di essere sinceri e spontanei, tesi al piacere del tatto. Disinibito quanto basta, socialmente rispettoso, confidenziale e ottimo confidente. Socievole, intrattenitore di buone compagnie, ama fare complimenti sull’aspetto fisico, toccando con gli occhi.

È pulito, profumato, ben vestito, specialmente con biancheria fresca e accurata. Gioisce baciando o accarezzando una pelle profumata. Nell’intimità si lascia andare a giochi erotici 'di pelle'. Difficilmente si ammala da un punto di vista dermatologico. Gli piace sedurre e farsi sedurre, può essere un raffinato viveur, un compagno discreto. Può prediligere una professione 'manuale', tipo architetto di interni, disegnatore di gioielli, pittore, creatore d’arte e lavori correlati.

16/09/2015
12/04/2013
TAG: Psicologia | Salute mentale
Scritto da:
Prof. Grazia Aloi
Specialista in Psicologia e Psicoterapia e Psicologia clinica