Quello che le donne non sanno sull'endometriosi

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La maggior parte delle donne che ne soffre non ne è a conoscenza ma l'endometriosi è una patologia particolarmente diffusa, molto fastidiosa e dolorosa in cui il tessuto che normalmente è posizionato all'interno dell'utero - l'endometrio – cresce al di fuori di esso.

Nelle donne che ne sono affette, del tessuto simile all'endometrio si localizza in altre aree del corpo dove si sviluppano noduli, tumori, lesioni, impianti o escrescenze.
Se è vero, però, che fino a qualche anno fa era per lo più misconosciuta e non particolarmente considerata, a conclusione dell'iter di aggiornamento dei nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza), l'endometriosi rientra nell'elenco delle malattie croniche invalidanti (grado d’invalidità dal 10 al 35 per cento), che danno diritto all'esenzione.

Quante donne ne soffrono?

Al mondo ne soffrono 150 milioni di donne, di cui 14 milioni in Europa e 3 milioni in Italia. Una percentuale pari dunque a circa il 10% delle persone di sesso femminile. Il sintomo principale per ognuna è il dolore che può coinvolgere le ovaie o l'intestino. Raramente il tessuto endometriale può estendersi oltre la regione pelvica.

Ma il dato che lascia più esterrefatti è il fatto che dai sintomi alla cura passano in media nove anni. Un ritardo dovuto al fatto che circa cinque anni sono spesi per accettare e riconoscere i sintomi e che - dunque - il dolore provato non è nella norma, il resto per identificare la malattia.

Quali sono i sintomi?

Innanzitutto, l'endometriosi può causare una sofferenza molto forte soprattutto durante il ciclo mestruale. Se il dolore è il sintomo, l'infertilità può essere una delle conseguenze, anche se esistono trattamenti efficaci che possono contrastare tale possibilità.

Altri sintomi frequenti possono essere il dolore ovulatorio e il dolore in altre fasi del ciclo.
A risentirne è anche la normale attività sessuale. Nelle donne più giovani, infatti, spesso è quasi impossibile la penetrazione profonda a causa dei forti dolori. In casi più rari quest'ultima può provocare anche sanguinamento.

Diagnosi e cura

Per prevenire le conseguenze più serie, prima tra tutte la sterilità, è certamente importante fare una diagnosi precoce.
Tra i sistemi tradizionali, oltre a un'eventuale ecografia, è prevista una risonanza magnetica e specifici esami del sangue per eseguire il dosaggio dei marcatori di malattia. Nel caso in cui il medico lo ritenga opportuno, è possibile effettuare anche una laparoscopia, che può agire sia da sistema diagnostico che da vera e propria terapia. Un esame di questo tipo, che si effettua in anestesia locale o totale, consente di verificare quanto è estesa l'endometriosi per passare già successivamente alla cura della malattia.
I farmaci possono essere utili per ridurre i sintomi, a volte è usata anche la pillola anticoncezionale o gli analoghi del Gnrh, che - provocando una sorta di menopausa forzata - possono agire per contrastare la patologia. La cura, in questo caso, non va prolungata per più di sei-otto mesi.

Come prevenire l'endometriosi?

La prevenzione della malattia può passare attraverso l'alimentazione. In particolare, nelle donne giovani e dunque in età fertile, è consigliato limitare i cibi ricchi di fitormoni come la salvia, la soia e le leguminose. Consigliabile è invece incrementare il consumo di fibre, di noci, olio d'oliva e pesce azzurro. Particolarmente utile può essere anche preferire gli alimenti integrali a quelli raffinati e - certamente - limitare i grassi.


Per approfondire guarda anche: “Endometriosi: quali controlli fare?“

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