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Medico di famiglia: diritti e doveri di pazienti e medici di base

medico di famiglia diritti e doveri di pazienti e medici di base

Il medico di famiglia è, senza dubbio, un'enorme risorsa che il Servizio Sanitario Nazionale mette a disposizione dei cittadini.

Sebbene negli ultimi anni è sempre più frequente da parte dei pazienti la consultazione dello specialista soprattutto per patologie consolidate/croniche, l'apporto del medico di famiglia risulta comunque indispensabile per una serie di ragioni cha vanno dalla necessità di filtrare l'afflusso verso le strutture specialistiche all'importanza di una figura emotivamente più vicina come può essere vista sicuramente quella del medico di medicina generale. Il fatto che lo si frequenti molto più spesso di uno specialista mette a proprio agio, così da indurre a parlare anche di questioni delicate.

La figura del medico di medicina generale (o medico di base o di famiglia) nasce nel 1978, quando la legge 833 sancisce che il Servizio Sanitario Nazionale mette a disposizione un vero e proprio esercito di medici al servizio dei cittadini.

I suoi compiti vengono stabiliti dalla Convenzione Nazionale della Medicina Generale, rinnovata ogni 3 anni. Il medico di base non è un dipendente dell'ASL, ma un libero professionista, che ha un contratto di lavoro autonomo, ma continuo e coordinato, con l'ASL di zona.

Per tutti i suoi pazienti, il medico di famiglia compila una cartella clinica orientata ai problemi che ogni suo assistito ha, ivi compresi quelli sociali, e la aggiorna ogni volta che l'assistito si presenta allo studio, immettendovi anche le terapie prescritte, le visite specialistiche con relativi risultati, gli esami con i relativi referti.

Scegliere un medico di base non è cosa semplice; solitamente, c'è sempre qualche amico che ci consiglia il proprio perché si è trovato bene, perché viene ascoltato e seguito. In ogni caso, per scegliere il medico di famiglia bisogna andare alla ASL di appartenenza con il proprio libretto sanitario e chiedere dell'elenco dei medici di zona; attenzione a verificare quanti assistiti il medico ha già: egli non può averne più di 1.500; oltre questa soglia, vi verrà proibito di sceglierlo.

Siamo dei bravi pazienti?

Anche il ruolo del paziente in ogni caso non è affatto da sottovalutare: correttezza, chiarezza ed apertura verso il medico di famiglia sono caratteristiche fondamentali del buon rapporto medico/paziente.

Il paziente è tenuto a ricordare, ad esempio, che ci sono orari ben precisi in cui il medico tiene ambulatorio e che questa attività ambulatoriale si innesta su una sua attività che va al di là della prestazione al SSN.

Anche per le visite a domicilio vale lo stesso discorso: queste vanno richieste entro le 10 del mattino perché il medico si presenti durante la stessa giornata; se invece vengono richieste dopo questo orario il medico ha tempo fino alle 12 del giorno successivo per effettuare la visita. Quindi, niente recriminazioni se arriviamo qualche minuto oltre l'orario di chiusura dell'ambulatorio e il medico non c'è oppure se lo chiamiamo dopo le 10 e non riceviamo visita entro la giornata.

Inoltre, un buon paziente instaura subito un rapporto di fiducia con il proprio medico, sia dal punto di vista dei sintomi che l'affliggono che dal punto di vista della sincerità. Se nascondete, ad esempio, al vostro medico un sintomo del quale vi vergognate, non lamentatevi poi se la Diagnosi e la terapia non sono adeguate; il vostro medico si fida di voi e della vostra sincerità, fate lo stesso con lui.

Confidategli il vostro problema e fatevi aiutare a trovare la cura giusta; se per vergogna non gli dite un particolare, egli potrebbe prescrivervi una Terapia non efficace. Lo stesso vale per l'Anamnesi familiare: se trascurate di informarlo sulle malattie che hanno colpito i vostri familiari più stretti, il medico non potrà attuare una buona prevenzione nei vostri confronti, che invece vi permetterebbe di evitare spiacevoli condizioni, sintomi e terapie.

01/04/2015
27/06/2013
TAG: Medicina generale