Morsi e punture: come intervenire

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Morsi e punture: tipi e complicanze 

La natura del morso o della puntura dipende in primo luogo dalla destinazione e dal tipo di attività svolta nel luogo di arrivo. Oltre ai danni ai tessuti molli, i morsi e le punture possono trasmettere malattie infettive, tra cui quelli trasmesse da vettori. In alcuni casi i morsi di animali velenosi possono essere letali.
Analizziamo i vari tipi di morsi e di punture:

  • Mammiferi
  • Serpenti 
  • Scorpioni e ragni
  • Animali acquatici
  • Insetti e altri vettori

Morso di cane, gatto o altri mammiferi

I mammiferi carnivori sono raramente aggressivi, tranne nel caso in cui vengano provocati o venga invaso il loro territorio o quando devono proteggere i loro piccoli. I morsi di animali possono provocare lacerazioni, tagli e schiacciamenti, con lesioni anche ad organi interni, danni vascolari arteriosi e venosi e fratture multiple. Talora il morso di animali selvatici o di animali domestici come il cane può trasmettere la rabbia attraverso la saliva dell’animale.

Che cosa fare in caso di morso 

  • Detergere immediatamente la ferita con disinfettanti (ad esempio composti di ammonio quaternario allo 0,1%, acqua ossigenata, alcol al 40-70%, soluzioni acquose di iodio o di tintura di iodio) o con acqua e sapone;

  • recarsi il più presto possibile presso un presidio medico;

  • effettuare una eventuale immunizzazione post-esposizione.

Come evitare il pericolo

  • Evitare il contatto diretto con animali domestici e non in aree dove è endemica la rabbia;
  • non avvicinarsi, toccare o provocare in qualunque modo gli animali;
  • in caso di viaggi, se nel Paese di destinazione c’è un rischio considerevole di rabbia effettuare vaccinazione prima della partenza.

Morso di serpente

I serpenti velenosi sono ampiamente diffusi in tutto il mondo, fino ad altitudini di 2500 m, tranne che in Islanda, Irlanda, nella maggior parte delle isole del Mediterraneo occidentale e del Pacifico comprese le Hawaii, la Nuova Caledonia e la Nuova Zelanda, il Cile e il Madagascar.
La diversità del veleno dei vari serpenti riflette la varietà dei segni e sintomi presentati. I componenti più studiati dei diversi veleni sono le neurotossine che possono indurre parestesie, debolezza e paralisi, anche dei muscoli respiratori.
Quasi tutti i veleni inoltre danneggiano la coagulazione con possibile emorragia e conseguenze emodinamiche come ipotensione (pressione bassa) e shock. Le miotossine invece provocano un danno muscolare con rilascio di potassio e conseguenti danni cardiaci e renali.

Che cosa fare in caso di morso di serpente

  • Immobilizzare l’arto colpito per minimizzare l’assorbimento sistemico del veleno, altresì ridurre al minimo l’attività fisica; in caso di un tempo di trasporto prolungato applicare una benda compressiva a monte del morso per bloccare la circolazione linfatica e venosa ma non quella arteriosa;
  • applicare un laccio emostatico arterioso solo nel caso di morsi di serpenti di mare e serpenti australiani. Allentare il laccio ogni 30 minuti per 15 secondi e non applicarlo per più di 2 ore;
  • bere almeno 2 litri di acqua nelle 24 ore per assicurare un buon flusso renale e controllare il volume circolatorio;
  • non incidere né succhiare la ferita perché si potrebbe causare un ulteriore trauma;
  • evitare l’uso di siero antiveleno sul posto per possibili reazioni anafilattiche;
  • non tentare di uccidere il serpente perché persino dopo 60 minuti che la testa è stata decapitata può mordere con la possibilità di iniettare veleno.

Come evitare il pericolo

  • Evitare gli habitat dei serpenti;
  • non mettere mani e piedi nei posti dove si potrebbe nascondere un serpente, come fessure nelle pietre;
  • non sedere su tronchi o mucchi di pietre;
  • non allontanarsi dal sentiero durante un escursione;
  • in caso di folta vegetazione controllare gli ostacoli con un bastone;
  • indossare un abbigliamento protettivo come scarpe di cuoio e pantaloni lunghi.

Morso di scorpioni e ragni

Gli scorpioni sono diffusi soprattutto nelle aree tropicali, subtropicali e desertiche. Il veleno degli scorpioni è una neurotossina che causa Dolore locale, parestesie e talora disfunzioni del sistema neuromuscolare e scheletrico e crisi epilettiche. Talora si possono avere nausea, vomito, tachicardia, ipertensione e di stress respiratorio.
Gli scorpioni pungono prevalentemente di notte e sono colpiti prevalentemente gli arti, solo occasionalmente collo e testa di persone addormentate. I ragni invece hanno distribuzione piuttosto definita, sebbene alcuni come la vedova nera si trovino ovunque. Generalmente i ragni non mordono volontariamente ma solo se minacciati. Esiste però un ragno, detto "tunnel-web" o ragno dei cunicoli australiano che è aggressivo e dotato di un veleno letale. Il veleno dei ragni contiene varie sostanza proteolitiche e una sostanza neurotossica, responsabile del forte dolore nella sede del morso, spasmo muscolare e Necrosi cellulare, a seconda della specie.

Che cosa fare in caso di morso di scorpioni e ragni

  • Controllare il dolore locale con ghiaccio, applicato per 30 minuti ogni ora o con analgesici orali;
  • trasportare la vittima nel presidio medico più vicino;
  • in caso di morso da ragno velenoso immobilizzare l’arto e applicare una fasciatura a monte per ridurre il ritorno linfatico.

Come evitare il pericolo

  • Non camminare a piedi nudi di notte;
  • non tenere vestiti vecchi, materassi, giornali o altra spazzatura in casa perché offre riparo agli scorpioni;
  • tenere le buste della spazzatura chiuse;
  • controllare sempre vestiti e scarpe prima di indossarli;
  • le case in aree infestate devono avere uno scalino di almeno 20 cm liscio per impedire agli scorpioni di entrare in casa;
  • fare uso di insetticidi.

Morso di animali acquatici

Se il rischio di essere assaliti dagli squali o altri pesci quali barracuda e piranhas, è piuttosto basso, se tenuti a debita distanza, potenzialmente pericolosi per l’uomo sono alcuni celenterati quali coralli, meduse e anemoni di mare. La gravità dell’avvelenamento dipende dalla specie, dalla quantità di veleno, dalla taglia dell’animale, dalla stagione e dall’età della vittima.
Il veleno delle meduse causa immediatamente irritazione cutanea accompagnata da prurito, dolore e parestesie. Talora si può andare incontro nei giorni a necrosi locale, ulcerazione e infezioni secondarie e nei casi gravi a disturbi sistemici.
La cubomedusa (Chironex fleckeri) detta anche 'box jellyfish' presente nelle acque costiere dell’Australia settentrionale, è la creatura di mare più velenosa al mondo, portando a morte entro 2 minuti dalla puntura.
I ricci e le stelle di mare invece provocano dolore immediato con edema della parte colpita. Difficile estrarre gli aculei penetrati nella pelle, che così possono portare ad un’infezione secondaria.
Tra i disturbi meno gravi ricordiamo anche il prurito del nuotatore che è una dermatite dolorosa causata da alghe presenti in fiumi, laghi, piscine e oceani.

Che cosa fare in caso di morso di animali acquatici

  • Per le punture da medusa sciacquare il punto colpito con acqua di mare (o acqua salata), quindi applicare una soluzione di alcol al 40-70% o aceto per 30 minuti, rimuovere eventuali tentacoli con le pinzette;
  • nel caso della cubomedusa somministrare immediatamente l’antidoto;
  • le ferite da riccio di mare fanno bagnate con acqua calda per 30-90 minuti e rimuovere gli aculei con delle pinzette se possibile;
  • il trattamento dei morsi da serpenti di mare è uguale a quello per i serpenti terrestri.

Come evitare il pericolo

  • Stare il più lontano possibile da animali pericolosi;
  • indossare scarpe protettive quando si cammina in acque poco profonde o in prossimità delle scogliere tropicali e non;
  • non infilare le dita in fori o in fessure dove possono risiedere animali marini.

Morso di insetti e altri vettori

Molti insetti e altri vettori sono implicati nella trasmissione di malattie infettive attraverso diversi meccanismi:

  • attraverso un pasto di sangue da un ospite malato ad uno sano;
  • contaminazione di cute o mucosa e successivo ingresso dell’agente eziologico attraverso piccole soluzioni di continuo dei tegumenti prodotte dal vettore o per trattamento.

L’acqua e la temperatura spesso giocano un ruolo fondamentale nel ciclo biologico di molti vettori così si spiega la stagionalità di alcune malattie, nonché l’endemia. I principali vettori sono:

  • Mosche: quelle del genere Glossina, o mosche tse-tse, sono in grado di trasmettere la tripanosmiasi africana. I fattori che determinano la presenza di tali mosche nell’ambiente sono una temperatura compresa tra i 25°C e i 30°C e un’umidità diversa a seconda delle specie. Mordono tutte prevalentemente di giorno e il morso non è doloroso. Le mosche allo stadio larvale si cibano per un certo periodo di tessuti necrotici o vitali dell’organismo parassitato (uomo o altri vertebrati) in tal caso sono responsabili della Miasi.
  • Zanzare: i generi più importanti per la patologia umana sono l’Aedes responsabile della trasmissione della Dengue, della Febbre Gialla e della febbre della Rift Valley, l’Anopheles responsabile della trasmissione della Malaria e della Filariasi linfatica, e il genere Culex responsabile della trasmissione dell’Encefalite Giapponese, della Filariasi linfatica e dell’Encefalite da virus West-Nile. Tutte le zanzare hanno bisogno di un ambiente acquatico per lo sviluppo degli stadi larvali.
  • Flebotomi: piccoli ditteri che vivono in ambienti umidi, le cui femmine, ematofaghe, sono responsabili della trasmissione della Leishaniosi e della Febbre da flebotomi.
  • Simulidi: ditteri di colore nerastro le cui larve si sviluppano in ambienti acquatici ricchi di ossigeno come le acque correnti dei fiumi. Anche in questi caso sono le femmine ad essere ematofaghe e responsabili della trasmissione dell’Oncocercosi. Pungono durante le ore diurne e la puntura è molto pruriginosa.
  • Pulci: ne esistono circa 2000 specie differenti con distribuzione cosmopolita. Le due principali patologie trasmesse all’uomo sono la Peste e il Tifo murino esantematico. La pulce della sabbia (Tunga penetrans), diffusa in aree tropicali dell’America Latina, dell’Africa e dell’India, è responsabile della Tungiasi.
  • Cimici: le cimici che rivestono un importante ruolo medico sono quelle della famiglia Reduvidae che sono presenti esclusivamente in America Latina e trasmettono la Tripanosmiasi americana. Pungono di notte.
  • Zecche: suddivise in Argasidae (zecche molli) e Ixodidae (zecche dure), le prime sono responsabili della trasmissione della Borreliosi mentre le seconde possono trasmettere diverse patologie tra cui encefaliti virali, Rickettsiosi, Ehrlichiosi, malattia di Lyme, Tularemia e Babesiosi.
  • Pidocchi: ectoparassiti permanenti dei mammiferi a distribuzione cosmopolita che attraverso le zampe riescono a rimanere attaccati ai peli del corpo. Pediculus humanus varietà corporis può trasmettere il Tifo esantematico, la Febbre Volinica e la Febbre ricorrente.
  • Acari: tra questi ricordiamo Sarcoptes scabiei varietà hominis che infesta gli strati superficiali della cute. La femmina è l’agente responsabile della Scabbia.

Come evitare il pericolo

  • Utilizzare repellenti cutanei;
  • utilizzare abiti lunghi, capaci di coprire al maggior parte del corpo;
  • utilizzare zanzariere, alle finestre o sopra i letti con maglie, di grandezza compresa tra 1,2 e 1,5 mm;
  • applicare su abiti e zanzariere con insetticidi a base di permetrina;
  • effettuare una profilassi farmacologia e vaccinale qualora sia presente.
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