Prevenzione e fertilità? Un discorso da affrontare in coppia

prevenzione e fertilita un discorso da affrontare in coppia
Scritto da:
Dr. Raffaele Petta
Specialista in Ginecologia e ostetricia

Il 22 settembre si terrà il primo Fertility Day, giornata dedicata al tema della fertilità con manifestazioni in diversi Comuni Italiani. Molte polemiche hanno accompagnato questo progetto. Senza dubbio il tema della denatalità è molto attuale. Nel 2014 sono nati 502.596 bambini; circa 12.000 in meno rispetto all’anno precedente; le culle sono sempre più vuote! Questa riduzione delle nascite ha interessato sia le coppie italiane che quelle straniere. È sceso anche il tasso di fecondità da 1,46  del 2010 a 1,37 del 2014. Il dato italiano è il più basso della Comunità Europea.

Per la prima volta i nati da mamme ultra quarantenni (8,9 nati per anno) hanno superato quelli nati da mamme con meno di 25 anni (8,5 nati per anno). L’età media delle neomamme supera i 31 anni contro i 28,8 della media europea. In conclusione sempre meno donne e sempre meno giovani diventano mamme!

Sul Fertility Day distinguerei l’aspetto sociale e politico da quello medico. Senza dubbio sui dati prima riportati incidono diversi fattori sociali e politici.
La donna adesso pensa in primis ad una realizzazione professionale e ad una autonomia economica; ci sono diversi step nella vita di una donna: raggiungimento di  un titolo di studio, corsi e masters successivi, inserimento nel mercato del lavoro. Queste aspettative si realizzano dopo un percorso lungo che porta inevitabilemente a programmare una gravidanza in età avanzata, spesso dopo i 30 anni quando il tasso di fertilità, massimo tra i 18 ed i 30 anni, è già in decremento.

Vi è poi un aspetto strettamente politico; non sempre il Governo è vicino alle neomamme. Non basta il bonus bebè ad incentivare la progrmmazione di una gravidanza. La nascita di un figlio comporta un forte impegno economico oltre che familiare e lo Stato non accompagna le famiglie sufficientemente in questo percorso con idonei incentivi come potenziamento delle infrastrutture (asili nido, supporto economico, agevolazione sul lavoro, etc.).

Dal punto di vista medico, il Fertility Day sensibilizzerà sicuramente l’opinione pubblica facendo emergere un problema spesso nascosto e misconosciuto.
Si discuterà sulle cause di infertilità e soprattutto sulla informazione tra i giovani per effettuare una buona prevenzione su alcune malattie come quelle trasmesse sessualmente che hanno un ruolo importante nel determinare la sterilità.

Sarebbe auspicabile che in questa occasione le coppie si sottoponessero ad un controllo medico per definire lo stato di fertilità; basterebbe un colloquio con una visita con ecografia ginecologica ed  una visita andrologica con spermiogramma, per identificare eventuali patologie; in questa occasione si potrebbe coniugare anche un discorso di prevenzione oncologica .

In conclusione dal punto di vista medico questa iniziativa va sicuramente approvata; lascio ad altri ulteriori considerazioni politiche  e sociali.

02/08/2017
20/09/2016
Scritto da:
Dr. Raffaele Petta
Specialista in Ginecologia e ostetricia