Singhiozzo: cause e rimedi del fastidio

singhiozzo cause e rimedi del fastidio

Improvviso, sconquassante, sgradevole. È il singhiozzo, una condizione non patologica, ma molto fastidiosa, che ognuno di noi vorrebbe eliminare al più presto. Solitamente, funzionano benissimo i cosiddetti 'rimedi della nonna', quei piccoli accorgimenti 'fatti in casa' che da soli bastano per ovviare a questo spiacevole inconveniente.

Ma a cosa è dovuto il singhiozzo?

Il singhiozzo non è altro che una contrazione rapida ed involontaria del diaframma, accompagnata dalla chiusura della glottide e seguita da un brusco respiro. Quando respiriamo il Diaframma si contrae; i nervi frenici, che controllano le sue contrazioni, hanno origine dal cervello e compiono un percorso molto lungo, passando per il diaframma, il mediastino, il fegato, la zona di congiunzione tra Stomaco ed esofago, una parte dello stomaco stesso e dei reni.

Basta che il Nervo frenico si irriti anche in un solo punto di questo percorso per provocare il singhiozzo. Il suono tipico che accompagna questa condizione è dovuto alla chiusura improvvisa della glottide, la valvola che separa l'apparato respiratorio dall'apparato digerente. Il singhiozzo implica un coinvolgimento non solo del nervo frenico, direttamente interessato nelle contrazioni diaframmatiche, ma anche dell'ipotalamo, una parte del cervello che non è controllata dalla volontà, e dei centri che presiedono alla respirazione.

Il motivo per il quale si scatena una crisi di singhiozzo non è ancora conosciuto, ma ci sono alcune situazioni che possono facilmente evocarlo: l'ingestione troppo veloce di cibo e/o liquidi, l'ingestione di bevande alcoliche o di bevande troppo fredde o troppo calde, per gli sbalzi di temperatura, ma anche situazioni psicologiche particolari, come momenti di forte emotività, che ci portano ad ingerire più aria del solito.

In questi casi, però, il singhiozzo deve essere considerato una condizione passeggera e normale. Bisogna invece preoccuparsi quando le crisi sono particolarmente continue e persistenti. Ci sono stati casi di singhiozzo durato ore, addirittura giorni senza mai smettere o solo intervallato da brevissime pause.

In questi casi, la condizione non si ritiene più normale e va posta all'attenzione di un medico perché potrebbe essere segno di patologie diverse, come pericardite, alterazioni nervose o infezioni neurologiche, disturbi afferenti all'apparato digerente, al cuore, ai polmoni, ai reni, perfino conseguenza di interventi chirurgici addominali.

Cosa fare?

I sovracitati rimedi fatti in casa sono innumerevoli e spesso bastano a risolvere il problema. Per alcuni di essi esiste perfino un fondamento medico anche se magari il più delle volte può restare sconosciuto.

Il rimedio più comune, ed anche quello più antico (Ippocrate lo consigliava già più di 2000 anni fa) è quello di trattenere il respiro per almeno 10-15 secondi, dopo aver inspirato profondamente, inducendo così un rilassamento del diaframma.

Un altro valido rimedio è l'ingestione veloce di acqua a piccoli sorsi, che indurrebbe il cervello a concentrarsi su altre attività, bloccando il singhiozzo. Ancora, si potrebbe cercare di starnutire; questo azzererebbe un ritmo sconsiderato della muscolatura diaframmatica, facendola ripartire con il giusto movimento.

Anche l'ingestione di un cucchiaino di zucchero pare possa aiutare, perché, scendendo nell'esofago, lo zucchero, che è di forma granulosa, stimolerebbe il diaframma fermandone le contrazioni convulsive.

Se proprio tutti questi metodi non riescono a risolvere il problema, rimane il vecchio rimedio di spaventare la persona affetta da singhiozzo. Non si tratta, come molti potrebbero pensare, di una leggenda, perché questo metodo ha una base di scientificità nascosta: la paura, ed il conseguente sobbalzo, provocano una contrazione improvvisa del diaframma, che, in molti casi, riesce a sovvertire la situazione arrestando il singhiozzo.

In ogni caso, soltanto per crisi gravi e continuati nel tempo, si può ricorrere alla somministrazione, sotto stretto controllo medico, di sedativi ed antispasmodici.

01/04/2015
27/11/2013
TAG: Gastroenterologia | Stomaco e intestino