Incubi notturni nei bambini

incubi notturni nei bambini

Nel bel mezzo della notte un pianto vi sveglia e vi mette in agitazione? Niente paura, vostro figlio ha soltanto avuto un incubo. Non c'è da preoccuparsi: per la sua mente è uno strumento per analizzare la realtà ed è un passo obbligato della crescita personale di tutti i bambini.

Come le altre angosce dei bambini, anche gli incubi nascono dall'atavica paura della separazione, che il bambino trasferisce su un mostro, un essere soprannaturale, un fantasma che popola i suoi sogni. Il piccolo in questo periodo comincia a prendere coscienza della sua individualità e soprattutto del mondo che lo circonda ed è proprio per questo che le paure possono essere più frequenti. Il ruolo dei genitori, in questo caso, è proprio quello di rassicurare il bambino, mostrargli che nella sua stanzetta non c'è nulla che può fargli del male.

Spesso basta poco per agitare un bambino: una scena di un film, qualche gioco visto sul computer del fratellino più grande, perfino una fiaba raccontata con il tono della voce sbagliato può incutere timori e provocare poi degli incubi. Un'altra causa sono tutti quei personaggi dell'immaginario popolare che servono ai genitori proprio per mettere paura e farsi obbedire dai figli, come il lupo o l'uomo nero.

Posto quindi che l'incubo è una tappa fondamentale nella crescita mentale del bambini, è anche vero però che bisogna fare attenzione a che queste piccole paure non diventino fobie, magari invalidanti, che potrebbe portarsi appresso anche da adulto.

L'inspiegabile terrore di fronte ad un cane, la paura di uscire in strada, la fuga alla vista di personaggi particolari (zingari, barboni, ecc.), l'isolamento improvviso dagli altri compagni, un comportamento aggressivo mai avuto prima possono essere le prime avvisaglie di un disagio più profondo, che sarebbe meglio far indagare da uno psicologo specialista dell'infanzia.

Se, invece, l'incubo è passeggero e si limita al risveglio notturno casuale, allora basterà rassicurare il bambino, magari dimostrandogli tangibilmente ciò che affermate (se ha paura di entrare nella stanzetta al buio, fatelo prima voi, se crede che ci siano i mostri nell'armadio, apritelo e dimostrategli che non è vero, ecc.), senza prenderlo in giro perché ha paura e senza essere troppo protettive nei suoi confronti, ma con ferma serenità.

Se il vostro bambino è sotto i due anni, sappiate che non è immune da risvegli notturni. Sebbene non si sappia ancora con precisione se e come i neonati sognano, può capitare che anche loro si sveglino nel bel mezzo della notte in preda alle lacrime. Che cosa fare? Sicuramente correre da lui e prenderlo in BRACCIO per farlo riaddormentare, se è molti piccolo.

Infatti, all'età di 12-18 mesi non è ancora in grado di distinguere alla perfezione la realtà dalla fantasia, quindi è sufficiente cullarlo, cantargli una ninna-nanna oppure parlargli dolcemente per rassicurarlo; è bene, infatti, dimostrargli la propria presenza per non far insorgere precocemente un senso di sfiducia verso chi gli sta intorno.

14/04/2015
28/03/2011
TAG: Pediatria | Bambini | Disturbi del sonno