La scuola e le malattie

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La scuola, da sempre, è il luogo in cui si diffondono le più comuni malattie esantematiche (morbillo, rosolia, scarlattina, varicella, pertosse ed orecchioni) e alcune infezioni dovute alle scarse condizioni igieniche di alcuni bambini più trascurati (ad esempio, la pediculosi).

Per certi versi è anche un fattore positivo: le malattie elencate, tipiche dell'infanzia, sono invece molto più serie e pericolose per la salute se prese in età adulta.
Per questo motivo molte mamme di una volta erano solite tentare di far prendere la malattia anche agli altri fratellini quando uno dei figli era ammalato, così da 'risolvere il problema'.

Una di queste malattie, la rosolia, è infatti particolarmente rischiosa per le donne in stato di gravidanza, in quanto può portare malformazioni al feto.

Il contagio

Il contagio di queste malattie avviene molto semplicemente, dato che gli agenti patogeni che le causano si diffondono per via aerea (colpi di Tosse, starnuti...) e sono molto resistenti nell'aria e in ambiente ostile. Il periodo primaverile è quello in cui si verificano il maggior numero di contagi: in genere, se un alunno ne viene colpito, ben presto tutta la scolaresca si ammala, nel giro di una settimana o dieci giorni.

Decorso

Le malattie esantematiche non comportano, in genere, nessun rischio particolare. I bambini presentano, al manifestarsi della malattia, macchioline rosse e pruriginose, tosse, dolori di gola e febbre più o meno alta. Questo stato non dura più di una settimana, e regredisce tramite apposite somministrazioni di farmaci e con controllo pediatrico. Più rilevanti sono le complicazioni che possono insorgere da una trascurata o mal curata malattia di questo genere, strascichi di Infezione virale in grado di produrre gravi patologie.

La pediculosi

È un disturbo socialmente molto imbarazzante, che è frequente negli asili e nelle scuole dell'obbligo. Il pidocchio è un piccolo animale che vive aggrappato al capello, cibandosi del Sangue che preleva dal cuoio capelluto. Le sue punture provocano un forte prurito. Le uova del pidocchio (lendini) si attaccano tenacemente ai capelli, specie sulla nuca, e possono essere trasmesse tramite contatto diretto di teste o per scambio di oggetti (pettini, spazzole, lenzuola, cuscini, pupazzi...).

Eliminare definitivamente i pidocchi è molto difficile: bisogna trattare i capelli con un'apposita polvere, usare il detergente antipidocchi e risciacquare i capelli, ad ogni lavaggio, con una soluzione a base di aceto. Talvolta i pidocchi si annidano anche nelle ciglia e sopracciglia. Contrariamente a quanto si crede, i prodotti per la cura della pediculosi non hanno alcun potere preventivo (non impediscono di prendere i pidocchi).

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28/02/2017
11/09/2013
TAG: Pediatria | Bambini | Malattie infantili
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