Le scene di bambini che si prendevano per mano, entusiasti delle feste di compleanno e delle attività di gruppo, sono purtroppo un ricordo di un anno fa ormai. La pandemia ha cambiato molte cose, ma forse il cambiamento più grande è stato proprio quello nelle interazioni umane.

La repentina trasformazione della socializzazione dei più piccoli è quella che ha preoccupato maggiormente gli esperti dell’età evolutiva, temendo ripercussioni negative per il futuro della nuova generazione, in ambito di competenze sociali ed emotive

Gli effetti negativi della pandemia sulle relazioni  

La psicologia dello sviluppo ci insegna quanto siano importanti le relazioni per uno sviluppo completo del soggetto, soprattutto la socializzazione con il gruppo dei pari. Esperienze di cooperazione, collaborazione e condivisione sono necessarie affinché i bambini sviluppino competenze sociali, emotive e cognitive.

In questo momento storico, il deficit relazionale che i ragazzi stanno vivendo genera disagio e malessere a vario livello.

Sono in aumento, in particolare, tra i preadolescenti i problemi collegati a:

Tutto questo è la punta dell’iceberg del disagio psicologico che le nuove generazioni stanno affrontando a causa di una riduzione delle attività sociali, sportive e scolastiche.  

Quanto sono importanti per i bambini le interazioni sociali? 

La socializzazione precoce dei bambini fuori dell’ambiente domestico è fondamentale per uno sviluppo armonico del piccolo. L’esperienza sociale influenza in modo considerevole lo sviluppo delle soft skills ovvero di quelle competenze fondamentali in ogni ambito di vita. 

È soltanto con l’uscita dal nucleo familiari e quindi con l’entrata a scuola, l’asilo, la ludoteca, le attività sportive, che i bambini imparano a confrontarsi con persone diverse dalla famiglia. La scuola (asilo nido, ludoteca) rappresenta il primo ambiente in grado di costruire i primi passi di autonomia del bambino.

L’avvento delle prime emozioni di paura, rabbia, gioia gestite all’interno di ambienti diversi dalla famiglia, sono i precursori delle future capacità di gestione emotiva.

Le amicizie a scuola e l’esperienza della Dad 

I bambini, prima della pandemia, stringevano facilmente le loro prime amicizie a scuola. Con il passaggio alla didattica a distanza, i bambini e i ragazzi hanno sofferto di questo distacco sociale, questa modalità è stata tutt’altro che apprezzata dai più giovani.

Dalla interazione vis a vis sono passati alla comunicazione per video, con un adattamento immediato ormai già diventato una nuova abitudine di interazione sociale.

Inevitabilmente, il mezzo con il quale comunichiamo, genera nuove caratteristiche relazionali, essendo diversa la comunicazione verbale ma soprattutto quella non verbale fatta di gesti, espressioni, posture, modo di vestire e così via.  

Come capire se il bambino ha bisogno di aiuto?

La salute mentale dei bambini è un tema di cui ci stiamo preoccupando molto nell’ultimo periodo. Oggi, essere genitori consapevoli che la pandemia ha impattato negativamente sullo sviluppo dei più piccoli è il primo passo per scongiurare deficit relazionali ed emotivi sul percorso di crescita.

Bambini ansiosi, depressione e isolati hanno bisogno di aiuto per superare questa fase. La difficoltà sta nel comprendere i segnali comuni da tenere d’occhio e interpretarli con l’aiuto di uno specialista può essere decisivo.

Se cerchi un supporto concreto per superare i problemi di tuo figlio puoi chiedere qui un consulto alla dr.ssa Elisa Marcheselli, psicologa e psicoterapeuta.