Vaccinazioni: falsi miti e raccomandazioni

vaccinazioni falsi miti e raccomandazioni
Scritto da:
Dr.ssa Fiammetta Trallo
Specialista in Ginecologia e ostetricia


Vaccinazioni si. Vaccinazioni no. La polemica si infiamma nuovamente in seguito ad alcune affermazioni del cantante Red Ronnie nel corso della trasmissione televisiva Virus, andata in onda il 12 Maggio su RaiDue, secondo cui le vaccinazioni non solo sarebbero inutili, ma addirittura dannose per la salute. A rispondere a queste affermazioni, il Dott. Roberto Burioni, Direttore della Scuola di specializzazione in Microbiologia e Virologia e specialista in immunologia clinica e allergologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Il medico ha tentato di smontare l’inconsistenza logica delle affermazioni del DJ, sottolineando la mancanza di dati scientifici a sostegno delle sue affermazioni.
 

Il parere dell'esperto 

In merito a quanto accaduto, abbiamo chiesto un commento alla Dott.ssa Fiammetta Trallo, Ginecologa e giornalista della salute, da sempre attiva sui temi della prevenzione attraverso al diffusione di un’informazione medica corretta. In questo articolo la dottoressa ha messo in luce tutte le motivazioni per cui è importante vaccinare i propri figli.

 
Quello che è accaduto si commenta da solo: ognuno faccia il suo lavoro. Ma anche i genitori devono poter fare il loro in un momento in cui la polemica sulle vaccinazioni non si placa nonostante le rassicurazioni della classe medica e delle autorità sanitarie su benefici e sicurezza dei vaccini. Del resto, che le preoccupazioni dei genitori per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie continuino ad aumentare in modo esponenziale è comprensibile anche alla luce di tutte le (dis)informazioni che circolano negli ultimi anni.
 
In pratica, gli stessi comitati che tanto combattono la cosiddetta “mercificazione della malattia” delle Big Pharma non fanno altro che aumentare la “mercificazione della paura” che, nel caso delle vaccinazioni,  sta già portando molti genitori a rinunciare e/o interrompere il calendario vaccinale raccomandato. E non solo.
 
Questi stessi comitati, complici il web ed altri  media alternativi, sono spesso “contro la medicina ufficiale, a prescindere” e a “favore invece di tutto ciò che può essere alternativo”. I loro portavoce hanno spesso atteggiamenti aggressivi, sia nella comunicazione verbale che scritta, tipici di chi sa che non sta comunicando certezze ma vuole solo affermare le proprie idee. Hanno sempre un tono di voce alto, gesticolano, interrompono di continuo l’interlocutore e si sentono sempre vittime di complotti. Dibattono di cose che spesso non conoscono o quantomeno non le affrontano in termini medico-scientifici. Si basano su teorie e nelle rare occasioni in cui vengono presentate delle prove, queste sono frammentarie e totalmente prive di controllo inverso. Contrastano a priori gli interessi economici delle grandi aziende del farmaco non facendo altro che incentivare quelli di tante altre. Nei gruppi sul web, poi, proliferano le discussioni e si alimentano leggende come quella che la  broncopolmonite si cura con i rimedi naturali e il cancro con la meditazione e il pensiero positivo. 

Proprio in questo ambiente è stata amplificata la teoria sui presunti rischi dei vaccini ed in particolare sulla relazione tra autismo e vaccino trivalente facoltativo contro morbillo, parotite e rosolia o MPR. La diatriba, ormai completamente screditata, parte da una ipotesi avanzata  dal medico Andrew Wakefield e pubblicata su Lancet che si è rivelata poi una vera e propria frode scientifica in quanto il suo studio era fondato sulla scorretta manipolazione di dati sperimentali.
 
Poichè la medicina ufficiale non si basa su ipotesi ma su evidenze scientifiche, prima di rigettare definitivamente l’errata ipotesi di Wakefield, sono stati condotti molti studi senza mai trovare il nesso causale tra vaccino MPR e autismo. Lo studio più autorevole, come ricorda il Prof. Burioni, è stato condotto in Giappone.  Nel 1993 nonostante la sospensione completa dell’MPR l'incidenza della patologia è continuata ad aumentare.
 
Ma la polemica non si placa ancora, nonostante nel 2010, al termine delle indagini del General Medical Council inglese, Wakefield è stato espulso dall'Albo dei Medici per “comportamento disonesto, fuorviante, irresponsabile e cattiva pratica professionale" e Lancet ha definitivamente ritrattato lo studio pubblicato. Nel 2011, il British Medical Journal ha poi pubblicato un'ampia inchiesta che ha appurato che Wakefield ed alcuni suoi collaboratori avrebbero percepito un compenso in denaro per asserire la falsa evidenza di una correlazione fra autismo e assunzione del vaccino MPR.

Allo stato attuale, la correlazione tra vaccini e autismo o altre malattie è fermamente negata da tutto il mondo scientifico e le autorità sanitarie  di tutto il mondo. Studi commissionati dall'Oms hanno inoltre escluso ogni associazione con gli adiuvanti al mercurio usati in alcune formulazioni. Secondo l'OMS  “Non c'è un legame tra vaccini e autismo. I dati  disponibili non mostrano nessuna evidenza di correlazione tra vaccino MPR e autismo, e lo stesso vale per ogni altro vaccino infantile”.

Il messaggio che tale correlazione non è scientificamente provata dovrebbe essere chiaro per tutti ed anche per i Tribunali. I Giudici di fronte a casi di denuncie di genitori per “risarcimento danni post vaccinazioni” devono sì indagare, ma anche affidarsi a CTU competenti in materia e possibilmente non legati ai comitati no-vaccino per garantire un giudizio non viziato dalla partenza. Di queste cause ne sono state intentate tante e anche se le sentenze di condanna sono rare queste vengono sbandierate come prove provate da parte di chi alimenta la polemica. La sentenza che nel 2012 ha condannato il Ministero della Salute a risarcire una famiglia in cui un bimbo avrebbe sviluppato una sindrome autistica a seguito della vaccinazione, non a caso parte dal Tribunale di Rimini, città feudo del COMILVA.

Il Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazioni, con sede legale a Rimini, è presente in molte regioni italiane con gruppi organizzati che predicano l’obiezione di coscienza nei confronti del sistema vaccinale. Secondo il COMILVA esiste un "Paradigma della Vaccinazione" ovvero un complesso sistema di credi pseudoscientifici e manipolazioni dell'informazione e dei dati sperimentali  che ha portato a ritenere erroneamente le vaccinazioni come una delle maggiori espressioni della medicina occidentale moderna. Ma non hai mostrato prove scientifiche che lo comprovino. Nelle Province in cui è più radicato, come quella di Rimini, si registra il tasso più basso di adesione a tutti i vaccini e non solo al MPR.
 
Per la Società di Pediatria il consiglio ai genitori è di ''continuare a vaccinare i propri bambini con assoluta tranquillità'. Sebbene il rischio di encefalite in seguito a vaccinazione contro il morbillo sia stato considerato biologicamente plausibile, nessuno studio ha confermato l’esistenza di un’associazione causale. Confrontando i rischi associati al morbillo nei non vaccinati ci si rende conto dei notevoli benefici che il vaccino offre.  La frequenza di encefalite che viene osservata in associazione alla vaccinazione MPR è pari a 1 caso ogni milione di dosi ed è la stessa che si osserva nelle persone non vaccinate. Inoltre,  la frequenza di encefalite negli individui che contraggono il morbillo è di 1 ogni 1.000 casi. Una temibile complicanza del morbillo, per fortuna rara, è la panencefalite sclerosante subacuta, una  patologia progressiva che conduce a distanza di anni dalla malattia ad una degenerazione neurologica invalidante e a morte.
 
Non dimentichiamo che il vaccino MPR immunizza anche nei confronti del Virus della Parotide, responsabile di sterilità maschile, e del Virus della Rosolia, infezione banale che se contratta in gravidanza è molto pericolosa per il feto.

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L’allarme dei pediatri e del Ministero della Salute: sempre meno bambini vengono sottoposti alla vaccinazione raccomandata MPR.

 

Ma è meglio prendere la malattia naturale o vaccinarsi?

Il consiglio di vaccinare si basa sul bilancio tra rischi e benefici. I rischi associati alla vaccinazione  sono rari, mentre quelli associati all’infezione naturale sono gravi e frequenti. È bene ricordare che i vaccini vengono monitorati in modo costante anche durante il loro utilizzo risultando tra i farmaci più controllati. 

Perché fare tante vaccinazioni a bimbi così piccoli?

Quello che occorre sapere è che alla nascita i bambini posseggono gli anticorpi che la mamma ha trasmesso loro tramite la placenta e solo quelli contro le infezioni che la mamma ha contratto nella sua vita o ha prodotto in seguito alle vaccinazioni effettuate.  Questi anticorpi non sono eterni e nel giro di 2/3 mesi si esauriscono quando ancora il sistema immunitario del bambino non è in grado appieno di difendersi. Ecco perché le prime vaccinazioni obbligatorie vengono fatte nel corso del terzo mese di vita. E a seguire, i richiami.
 
La somministrazione di preparati esavalenti non è solo una modalità di conferire protezione contro più infezioni o far guadagnare maggiormente le multinazionali produttrici. Il vero vantaggio è che i vari vaccini contenuti fungono da “adiuvanti reciproci” con meno effetti collaterali (gonfiore in sede d’iniezione o reazioni febbrili) che se fatti singoli.

 Da qualche anno la ricerca sulle cause dell’insorgenza dell’autismo si è concentrata sull'ipotesi di una "pista infettiva". Gli studi sono coordinati da Luc Montagnier, premio Nobel per la Medicina che ha avviato un protocollo sperimentale di cura a base di antibiotici su 200 ragazzini affermando di aver avuto incoraggianti risultati. L’ipotesi a cui stanno lavorando i vari team di ricercatori è che i batteri Sutterella, presenti solo nell’intestino dei bambini autistici con disturbi gastrointestinali, tramite il sangue arrivano nel cervello causando la malattia. Il nodo della ricerca stà nel capire come possano questi batteri superare la barriera ematoencefalica, ovvero il sistema di protezione del cervello che non lascia permeare batteri così grandi. Secondo Montagnier la Sutterella sarebbe in grado di scindersi nell’intestino, e il suo DNA e parte dei suoi geni sarebbero in grado di penetrare nel sangue e raggiungere il cervello, superarne la barriera e lì ricomporsi. Questa specifica proprietà, comune anche ad altri microorganismi, permetterebbe di infettare cellule a distanza con un processo che ricorda il teletrasporto. 

L’ipotesi di Montagner, che tuttavia è ancora tutta da validare scientificamente, è molto affascinante anche se in prima istanza può sembrare fantascienza. Ma posso garantire che quando lo scorso anno in un convegno tenutosi a Milano in occasione dell’EXPO ho ascoltato una lezione magistrale di questo scienziato mi sono commossa ed inchinata a tanta dedizione alla ricerca.

06/02/2017
30/05/2016
Scritto da:
Dr.ssa Fiammetta Trallo
Specialista in Ginecologia e ostetricia