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Mononucleosi: falsi miti e prevenzione

mononucleosi falsi miti e prevenzione
Rosaura Bonfardino
Scritto da:
Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere

I più la conoscono come la "malattia del bacio", ma questa definizione non è del tutto veritiera e spesso genera dei veri e propri falsi miti che non danno il giusto senso alla patologia. La mononucleosi è un'infezione di natura virale che in genere si trasmette per mezzo della saliva o della condivisione di oggetti che comunque sono entrati in contatto con la saliva del trasmettitore. Si tratta di un'infezione molto diffusa che consiste in un aumento abnorme del numero di cellule mononucleate (monociti e linfociti) nel sangue circolante.

Sintomi

Come scritto, in molti hanno contratto la malattia nei primi anni di vita senza saperlo, perché molto spesso la mononucleosi è asintomatica. Quando, invece, i sintomi sono visibili essi consistono in febbre, forte mal di gola, mal di testa, debolezza, stato di malessere generale, dolori muscolari diffusi, ingrossamento dei linfonodi, specie quelli del collo, ingrossamento della milza e talvolta anche del fegato. In molti casi compaiono anche rash cutaneo, ittero, sudorazioni intense specie di notte, perdita di peso, piccoli puntini rossi sul palato, rigonfiamento delle palpebre, e più raramente esantema come quello del morbillo.
Nella maggior parte dei casi, però, tutti questi sintomi non sono presenti e il quadro clinico di chi contrae la malattia si presenta simile a quello di una persona affetta da influenza o faringite.
 

Contagio

Come anticipato, il contagio può avvenire o per via oro-faringea, o per mezzo di un rapporto sessuale o trasfusioni di sangue. In alcuni casi, portatori del virus sono anche coltelli, forchette, cucchiai e bicchieri condivisi. Ma persino piatti e giocattoli. Chi ha contratto il virus è a rischio contagio per almeno sei mesi, motivo per cui è consigliabile evitare il contatto soprattutto tra i bambini. Locali piccoli, autobus, metropolitane e sale d’attesa sono tra i posti più a rischio per la trasmissione del EBV (Epste in-Barr Virus).

Chi colpisce

Ad essere maggiormente colpiti dalla mononucleosi sono soprattutto i giovani. La malattia è, infatti, particolarmente presente tra i ragazzi, nell'età del primo bacio o nel periodo in cui si scambiano con maggior facilità oggetti anche intimi, come spazzolini o propri bicchieri. In base ad alcuni dati, la mononucleosi colpisce soprattutto persone di età compresa tra i 15 ed i 35 anni. Nei paesi industrializzati, infatti, una percentuale pari ad almeno il 50 per cento degli individui colpiti è adolescente.

Qual è il decorso della malattia?

La malattia ha un decorso di 3-6 settimane negli adolescenti, mentre nei più piccoli l'incubazione è di circa 2-3 settimane. L'unico disturbo che tende a persistere, anche per molto tempo è una stanchezza generalizzata. La complicanza conseguente alla malattia che più si teme è l'ingrossamento della milza e la sua rottura in seguito a un trauma o a uno sforzo.

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Falsi miti da sfatare

Abbiamo iniziato proprio da qui. Se in molti la considerano "la malattia del bacio", esistono tuttavia dei miti da sfatare a riguardo perché non sempre tutto ciò che si sente riguardo a questa malattia è veritiero.Il bacio è certamente una causa comune ma non l'unica. Il virus si può diffondere anche attraverso tosse, starnuti e la condivisione di oggetti come un bicchiere o spazzolino da denti. Tuttavia, la mononucleosi non è facile da contrarre come invece lo è un comune raffreddore. Un altro mito da sfatare riguarda il fatto che si pensa che la malattia colpisca solo i più giovani. In realtà, come già scritto, essa è comune nelle persone fino ai 30 anni di età anche se i loro sintomi sono in genere molto miti. Falso è anche credere che la mononucleosi provochi solo stanchezza o gonfiore alle ghiandole perché ci sono tanti altri sintomi - come abbiamo precedentemente scritto. Non è vero neanche il pensiero comune in base a cui la mononucleosi richieda sempre un trattamento specifico. Il più delle volte essa va infatti via da sola, stando a riposo e bevendo molto. Nei casi più gravi i farmaci steroidei possono diminuire il gonfiore alla gola. C'è chi ritiene inoltre che per diagnosticare la malattia serva sempre un esame di sangue. Non è così. A volte, infatti, bastano solo dei test in laboratorio uniti alla diagnosi dei sintomi enumerati.

Prevenzione

Per i motivi appena elencati, l'aspetto senza dubbio più importante passa dalla prevenzione. A tal riguardo, è opportuno evitare il contatto (fisico o di oggetti) quando la malattia è conclamata. La mononucleosi si previene vivendo in ambienti puliti ma soprattutto rafforzando il proprio sistema immunitario. Proprio per questo è bene fare una regolare attività fisica, seguire una dieta equilibrata e bere molta acqua, integrando con la giusta dose di vitamine e minerali.

06/07/2017
04/05/2016
TAG: Malattie infettive | Virus | Infezioni
Rosaura Bonfardino
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Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere