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Introduzione ai metodi contraccettivi

introduzione ai metodi contraccettivi

Come scegliere un metodo contraccettivo?

 

Orientarsi tra i tanti metodi contraccettivi non è semplice e non è un’operazione che la donna, o la coppia, può fare da sola, magari basandosi su conversazioni con gli amici o suggestioni della pubblicità. Scegliere un metodo contraccettivo significa tenere conto della storia passata della donna, in particolare di eventuali disturbi o malattie precedenti; significa anche, come più volte ripetuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), tenere conto delle esigenze e delle attese della donna e della coppia. Soprattutto, quella del metodo contraccettivo è una scelta che può cambiare nel tempo. I metodi disponibili sono numerosi: naturali, di barriera, chimici, ormonali, chirurgici e intrauterini (IUD). Concentreremo l’attenzione soprattutto sui metodi contraccettivi più efficaci: lo IUD (la 'spirale') nelle sue varie versioni e i contraccettivi ormonali (la tradizionale 'pillola', il cerotto transdermico da applicare sulla cute, l’anello vaginale e la pillola progestinica).

 

Come si valuta l’efficacia di un metodo contraccettivo?

La chiave è il cosiddetto 'indice di Pearl': numero di gravidanze osservate nell’arco di un anno in 100 donne che utilizzano il metodo in esame. L’indice di Pearl non è mai zero perché nessun metodo, nemmeno i più affidabili come la 'pillola' o i cerotti transcutanei, garantiscono la sicurezza assoluta contro il rischio di gravidanze indesiderate. Tanto più ridotto è l’indice di Pearl, tanto più elevata è l’affidabilità contraccettiva del metodo.

 

Quali sono i metodi più sicuri ed efficaci e quali quelli meno sicuri?

La 'pillola', i cerotti transdermici e gli anelli vaginali sono i contraccettivi a base di combinazioni di Estrogeni e progestinici: tutti efficacissimi, come dimostrato dall’indice di Pearl inferiore a 1. Al contrario, è piuttosto scarsa la protezione contraccettiva offerta dai metodi naturali: con un’unica eccezione, la misurazione della temperatura basale (metodo complicato, ma indubbiamente affidabile anche se non sicurissimo, con un indice di Pearl di 1-5). Soprattutto pericoloso è il coito interrotto, purtroppo molto diffuso tra i più giovani per scarsa conoscenza dei metodi più sicuri.
 

Cosa sono gli estrogeni e i Progestinici che entrano nei contraccettivi ormonali?

Gli estrogeni e il Progesterone sono le due classi di ormoni che regolano il ciclo femminile. Iniziano a diffondersi le prime 'pillole' contenenti l’estrogeno naturale, il 17ß-estradiolo o E2 (l’ormone che, durante il ciclo femminile, ha un picco in corrispondenza dell’ovulazione), ma spesso l’estrogeno è un derivato dell’E2 chiamato etinilestradiolo. Il progesterone è l’ormone che domina la seconda parte del ciclo dopo l’ovulazione: il progestinico della 'pillola' ha gli stessi effetti ormonali del progesterone, ma non è il progesterone; è anzi piuttosto variabile da un contraccettivo ormonale all’altro. Quando il contenuto di estrogeno è inferiore a 35 millesimi di grammo si parla di 'pillole a basso dosaggio'. Solo pochi contraccettivi ormonali sono forniti gratuitamente dal SSN.

 

Questo per la "pillola": in quanto agli altri contraccettivi ormonali?

I cerotti transdermici hanno forma quadrangolare, di 4,6 cm di lato, e agiscono rilasciando estrogeni e progestinici a velocità costante attraverso la cute. L’anello vaginale agisce in modo analogo ai cerotti transdermici; la sua forma è quella di un piccolo anello di materiale anallergico. L’assorbimento dell’estrogeno e del progestinico lentamente rilasciati dall’anello avviene attraverso la mucosa delle vie intime femminili.


Quali donne possono utilizzare i contraccettivi ormonali senza problemi?

L’OMS ha pubblicato una lista di criteri per aiutare il medico nella prescrizione della 'pillola' e delle altre combinazioni ormonali. La valutazione del medico deve tenere conto dell’età, dell’eventuale consumo di sigarette e della storia personale della donna e dei suoi familiari più prossimi per quanto riguarda alcune malattie: ipertensione, obesità, diabete, alterazioni dei grassi nel sangue, malattie della coagulazione, trombosi, infarti e ictus, cefalee e gravi disturbi del fegato. È soprattutto importante la valutazione della pressione sanguigna: livelli superiori a 165 mmHg di massima e 95 di minima (un’ipertensione ancora piuttosto lieve) controindicano in modo assoluto l’uso dei contraccettivi ormonali. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’OMS non indica la visita ginecologica e l’esame del seno come indispensabili prima della prescrizione della 'pillola' o di un altro contraccettivo ormonale (in pratica, il medico di famiglia è sufficiente anche per la prima prescrizione), ma un esame del seno è consigliabile nelle donne di oltre 30 anni con precedenti in famiglia di tumori mammari.
 

Sono necessari degli esami di laboratorio prima della prescrizione?

Anche in questo caso, e contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’OMS è molto chiara: non sono necessari esami di laboratorio prima della prescrizione di un contraccettivo ormonale, a meno che non siano presenti alcuni fattori di rischio (per esempio, precedenti casi in famiglia di trombosi, infarti o ictus oppure di disturbi della coagulazione o di grassi elevati nel sangue). Tuttavia, dovrebbe essere eseguito almeno un controllo di colesterolo, trigliceridi e glicemia dopo qualche mese dall’inizio della 'pillola' e in seguito a distanza di qualche anno. La pressione sanguigna dovrebbe essere invece tenuta sempre sotto controllo.

07/08/2015
02/03/2011
TAG: Ginecologia e ostetricia | Urologia | Salute femminile | Organi Sessuali | Sessualità