Aspirina, una panacea storica

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La storia dell'aspirina è strettamente legata all'uso dell'acido acetilsalicilico, il suo principio attivo, e comincia circa quattro secoli prima della venuta di Cristo in Grecia, con quello che è considerato il padre della medicina, Ippocrate di Kos.

Egli, infatti, consigliava alle partorienti di bere la linfa estratta dalla corteccia del salice oppure un infuso delle sue foglie per calmare i dolori dovuti alle doglie. Questo utilizzo si protrasse fino al Medioevo, quando la raccolta dei rami di salice fu proibita perché questi venivano adoperati per intrecciare i cesti. Da allora, l'estrazione della salicilina da corteccia e foglie del salice fu dimenticata come pratica medica.

Fu soltanto nel XVIII secolo che ritornò in auge questo medicamento, grazie al reverendo inglese Edward Stone che, per puro caso, come è successo per tante altre grandi scoperte, masticando una corteccia di salice durante una passeggiata, si accorse che il suo sapore amaro gli riportava alla mente quello della cincona, da cui si estraeva il chinino per curare la malaria.

Poiché in quel periodo Napoleone aveva posto un embargo all'esportazione di questa medicina dal Perù, Stone ebbe l'idea di sostituire il chinino con l'acido salicilico, non sapendo che, pur abbassando la febbre, non era invece efficace contro il parassita che provoca la malaria.

Un altro passo avanti fu compiuto da Johan Buchner, il quale riuscì, nel 1809, a separare la salicilina dagli altri componenti. Su questa strada lo seguirono poi anche il napoletano Raffaele Piria, il tedesco Hermann Kolbe ed il suo allievo Von Heyden.

Purtroppo, però, sebbene l'acido salicilico avesse grandi effetti antipiretici e antinfiammatori, soprattutto nella Terapia contro i reumatismi e l'artrite reumatoide, aveva anche due enormi difetti: innanzitutto, aveva un pessimo sapore amaro e, cosa molto più grave, era dannoso per l'integrità dell'intestino.

Così si arrivò alla fine del XIX secolo; Felix Hoffman, un chimico della casa farmaceutica Bayer, fece reagire l'acido salicilico con l'acido acetico, ottenendo l'acido acetilsalicilico. Sperimentò sul proprio padre, affetto da reumatismi, questo nuovo composto e scoprì che non soltanto i dolori diminuivano, ma non si riscontravano effetti dannosi per l'organismo.

Il 6 marzo 1899 questo composto fu brevettato dalla Bayer con il nome di aspirina ('a' per 'acetil', 'spir' da 'acido spireico', sinonimo di acido salicilico, ed il suffisso 'ina' che viene solitamente utilizzato per le sostanze scoperte in natura) come medicamento antipiretico ed analgesico. Inoltre, l'aspirina fu il primo prodotto ad avere una formulazione in compresse, il che rendeva più semplice l'assunzione di precise quantità di principio attivo.

Da allora l'aspirina è diventato l'analgesico, l'antinfiammatorio e l'antipiretico più venduto al mondo, tanto da entrare nel Guinness dei primati già nel 1950. Intanto, si sono scoperti anche nuovi impieghi terapeutici: oltre ai reumatismi, all'artrite reumatoide, ai dolori vari (mal di denti, nevralgie, mal di testa, ecc.) e al raffreddore ed alla febbre, l'aspirina viene utilizzata per combattere la trombosi venosa, prevenire l'apoplessia, migliorare la circolazione e proteggere il Cuore ed il sistema Cardiovascolare (tanto che la Bayer ha prodotto in seguito un'aspirina, la Cardio aspirina, appositamente creata per quello scopo).

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