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Abbronzatura, le dieci regole d'oro

abbronzatura le dieci regole d oro
Massimo Canorro
Scritto da:
Massimo Canorro
Giornalista & web content editor

L’estate si avvicina sempre più e, con essa, il desiderio di poter sfoggiare un’abbronzatura perfetta. Attenzione, però: arrossamento o desquamazione della pelle, prurito o bruciore, formazione di bolle e pustole, febbre, brividi, nausea o capogiri sono sempre in agguato. Sono i sintomi, semplici da riconoscere, di una brutta scottatura, il risultato di un’esposizione eccessiva e prolungata ai raggi solari (dunque all’azione dei raggi ultravioletti). A risentirne sono in particolar modo le persone che hanno la pelle chiara e delicata, ma anche chi – con l’unico obiettivo di abbronzarsi – non si protegge nel modo giusto. I rischi riguardano, prima di tutto, la pelle con la formazione di rughe e perdita di elasticità ma la conseguenza più rilevante è rappresentata dalla formazione di tumori della pelle, con particolare riferimento al melanoma.

Saper stare al sole per acquisirne tutti gli effetti benefici evitandone i rischi: è questa la strategia da seguire per fare il pieno di benessere in un’estate che si avvicina. La regola principale per avere un’abbronzatura sana è utilizzare già prima di arrivare in spiaggia la crema abbronzante – non badando al risparmio nella scelta – con un fattore di protezione adatto al proprio tipo di pelle. Affinché i solari siano efficaci occorre metterli una quindicina di minuti prima dell’esposizione al sole. E ancora, le creme abbronzanti devono essere utilizzate sull’intera superficie del corpo, e riapplicate pazientemente ogni 2/3 ore. Va sfatato l’assurdo mito che recita: “non mi proteggo altrimenti non mi abbronzo”. L’abbronzatura sana esiste eccome.

Come ottenere l’abbronzatura ideale

Le agognate vacanze sono alle porte ed è arrivato il momento di preparare la pelle all’esposizione solare e all’abbronzatura. Sempre con attenzione e senza esagerare, ovviamente. Ecco dieci regole per ottenere un’abbronzatura perfetta, luminosa, duratura e soprattutto sana.

  • Protezione mirata: bisogna ricorrere a una protezione solare mirata, consigliata dal dermatologo, che vada a proteggere le aree della pelle esposte (con particolare attenzione a naso, orecchie, petto, spalle) e scegliere antisolari con un ampio spettro di assorbimento, in grado di coprire tanto la banda dei raggi UVA che degli UVB. E ancora, la protezione solare va utilizzata agli intervalli consigliati sulla confezione e va sempre applicata dopo essere usciti dall’acqua, dopo una passeggiata o una corsa.
  • Protezione dei capelli: rispetto alla pelle, i capelli non producono la melanina e non sono in grado di difendersi dallo stress di una lunga esposizione al sole, nonché alla salsedine e al cloro delle piscine. Il consiglio è distribuire una piccola quantità di olio oppure crema solare sui capelli per evitare antipatiche scottature del cuoio capelluto. Sono in commercio anche delle tipologie di balsamo e shampoo che contengono la protezione solare.
  • Doposole: la sera, dopo la doccia, è bene applicare sempre un doposole. Di frequente questa fase viene trascurata; sono molti infatti a ritenere il doposole un prodotto non indispensabile per la cura del nostro corpo oppure a credere che sia sufficiente affidarsi esclusivamente ad una crema idratante per ottenere lo stesso risultato. Niente di più errato.
  • Idratazione: in estate è ancora più importante reintegrare i liquidi eliminati dalla sudorazione. Bere molta acqua contribuisce all’idratazione della pelle e ne migliora l’aspetto. Il consiglio è quello bere circa due litri di acqua al giorno.
  • Betacarotene: è un integratore molto conosciuto e utilizzato per preparare la pelle all’esposizione solare. Ma al di là dei prodotti che possiamo comprare in erboristeria, è possibile integrare l’alimentazione in maniera naturale grazie alle carote, che contengono – appunto – betacarotene.
  • Alimentazione: oltre alle carote, tra i cibi che aiutano la pelle a proteggersi dall’azione dei raggi solari e agevolano l’abbronzatura troviamo i pomodori, ricchi di licopene, un antiossidante utile a combattere l’azione dei radicali liberi. E ancora, spazio a frutta (angurie, meloni, pesche, albicocche, ananas) e verdura fresca, per stimolare la produzione di melanina e proteggere la pelle.
  • Acidi grassi: per arricchire l’alimentazione di acidi grassi benefici – che sono di supporto a preparare la pelle al sole – il consiglio è di mangiare, ogni giorno, almeno una manciata di mandorle. Gli acidi grassi contenuti nelle mandorle, infatti, sono particolarmente utili per mantenere la pelle sana.
  • Tempo di esposizione: monitorare i tempi di esposizione della pelle ai raggi del sole, in particolar modo durante le prime giornate di vacanza, facendo attenzione anche quando le giornate sono nuvolose. In ogni caso occorre esporsi sempre gradualmente al sole per consentire alla pelle di sviluppare la naturale abbronzatura, a maggior ragione se si ha una carnagione chiara e una pelle delicata.
  • L’abbronzatura “inizia” da casa: per preparare la pelle alle giornate da trascorrere in montagna o al mare, dove l’obiettivo è quello di abbronzarsi, già prima della partenza sarebbe opportuno esporsi al sole in modo graduale, proteggendo la pelle con una serie di prodotti mirati a seconda della tipologia di carnagione.
  • Ombrellone e cappellino: ombrelloni, occhiali da sole e cappelli con visiera sono utili, ma è opportuno coprirsi anche con qualcosa di più “completo”. Nel caso di escursioni in montagna, ad esempio, le magliette di cotone a maniche lunghe sono un’ottima soluzione. Per ritemprarsi, bisogna approfittare sempre dell’ombra naturale, degli ombrelloni o delle tettoie.

La fotoprotezione nei bambini

Studi epidemiologici hanno dimostrato che l’esposizione intensa in giovane età esercita effetti assai più pericolosi ai fini del rischio di tumori della pelle. È bene ricordare che i più piccoli, almeno fino agli otto mesi, devono essere tenuti all’ombra per l’intera giornata. Quindi, almeno fino ai tre anni, l’esposizione ai raggi solari deve avvenire con cautela ed esclusivamente nelle ore meno calde. A maggior ragione nel caso dei bambini affetti da fotodermatiti, ovvero malattie della pelle provocate dall’esposizione al sole, in quelli sottoposti a terapia sistemica foto sensibilizzante e nei bambini affetti da patologia sistemica associata a fotosensibilità.

La pelle va difesa con una crema solare ad alta protezione, proteggendo la testa con un cappellino che possa riparare da insolazioni e colpi di sole. Al mare come in montagna, passeggiando sulla spiaggia o lungo i sentieri, è opportuno che la pelle dei bambini rimanga, nonostante il caldo, perfettamente idratata; per questa ragione occorre dare loro da bere con una certa frequenza: prima di tutto acqua, sempre a temperatura ambiente.

Per approfondire guarda anche: “Sole e cura della pelle”

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08/02/2018
21/04/2017
TAG: Abbronzatura | Bambini | Dermatologia e venereologia | Estate | Pelle | Salute in viaggio | Viso | Giovani | Adulti
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Giornalista & web content editor