19-01-2006

A giugno 2005, in seguito a una grave anemia,

A giugno 2005, in seguito a una grave anemia, causata da forti perdite mestruali, di tipo emorragico, a mia madre è stata consigliata l’asportazione dell'utero fibromatoso. Nel corso degli esami pre-operatori riscontrato blocco branca sinistro. Dopo scintigrafia e coronografia, che hanno escluso problemi coronarici, le è stata diagnosticata una miocardiopatia dilatativa di causa non ancora accertata. La F.E. inizialmente del 32%, è poi risultata del 33%, poi di nuovo del 32% e ad ottobre, infine, del 39% dopo un Ecocardiogramma che mi è sembrato poco obiettivo, influenzato dal desiderio del cardiologo. Mia madre segue una Terapia con Dilatren, cardioaspirina e diuretici, oltre alla terapia con ferro per l’anemia. Il cardiologo si mostra ottimista, dice che la situazione migliora, ma io temo che non sia così. Mia madre mostra affanno quando sale le scale o cammina più velocemente, è sempre stanca. Vorrei sapere se è vero che questa malattia è realmente guaribile, se la mortalità è veramente molto elevata, e se è consigliabile iscrivere mia madre in una lista d’attesa per trapianto cardiaco. Ricordo che l’anemia è migliorata grazie al ferro e ai farmaci che le hanno bloccato il flusso mestruale per alcuni mesi, ma non è stata operata per cui potrebbe ancora andare incontro a Anemia. Prego anche di suggerirmi centri di cura validi per la cura del problema. Grazie davvero!
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Purtroppo la malattia di Sua madre è uno scompenso cardiaco cronico da miocardiopatia dilatativa di origine sconosciuta. Si tratta di una patologia grave, quanto un tumore, e purtroppo l’età di Sua madre la rende non proponibile per una lista di trapianto. La FE è un parametro variabile, per cui le minime differenze riportate non sono significative. La terapia è sostanzialmente corretta, anche se ho qualche dubbio circa l’aspirina: essendo le coronarie indenni il rischio non è tanto quello di infarto quanto di ictus embolico, ma in tal caso sarebbe più indicato un anticoagulante. Probabilmente lo stato anemico frena molto in questa direzione. A questo proposito la correzione dell’anemia è parte integrante della terapia. Esistono numerosi centri ospedalieri dedicati allo scompenso cardiaco, ma non è politica del sito fornire informazioni sui singoli centri.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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