28-03-2006

A mio cognato (56 anni), affetto da cirrosi

A mio cognato (56 anni), affetto da Cirrosi epatica in conseguenza di epatite B, è stata fatta la seguente diagnosi in esito ad esame ecografico (06/12/2005) Cirrosi epatica macronodulare HCC del V segmento (diam.4.2 cm) Trombosi completa della vena porta, delle branche portali e dei rami portali di secondo ordine, verosimilmente di natura eteroplastica. Si programma trattamento ormonale con somatostatina alte dosi. Si prescrive nel frattempo Konakion 2 cps 3 volte al dì Megace 1 cps - In data 23 dicembre, in esito ad angioecografia che confermava la diagnosi, veniva somministrata la prima dose di somatostatina e proseguiva la cura con i medicinali di cui sopra. - In data 10/01/2006 l’epatologo, che lo seguiva da dieci anni, prescriveva una tac con e senza MDC che dava l’esito di seguito trascritto nei tratti essenziali: - “fegato dismorfico a margini arrotondati come da epatopatia cronica. La densità parenchimale appare diffusamente e marcatamente disomogenea con visibilità a livello del VI segmento, a sede sottocapsulare, per visibilità di una formazione rotondeggiante di circa 4 cm di diametro massimo che mostra parziale sviluppo eso-epatico, caratterizzata da impregnazione contrastografica nella fase arteriosa del MDC ev;tale reperto è da riferire a focus di degerazione eteroplastica su cirrosi.. Altra formazione nodulare centimetrica, anch’essa caratterizzata da spiccata impugnazione contrastografica nella fase arteriosa del MDC ev, si evidenzia al III segmento epatico in sede sottocapsulare ed è da riferire anch’essa a focus di natura eteroplastica. Marcata opacizzazione del tronco principale della Vena porta a monte dell’ilo per trombosi a suo carico con diffusa disomogenea densità a livello del parenchima epatico”. - Il 17 gennaio viene praticata la seconda dose di somatostatina (ovviamente ogni dose viene preceduta dagli esami previsti). Intanto accusa forti dolori che vengono affievoliti con applicazione di antidolorifici(cerotti). - In data 16 febbraio l’epatologo prescrive Chemioembolizzazione praticata nei giorni successivi; dalla quale si è ripreso a fatica e gli è comparso ittero diffuso e marcato, aumento eccessivo di birilubina a tal punto che è stato impossibile praticare la successiva dose di somatostatina prevista per la fine di febbraio. Gli è stato somministrato un farmaco per riassorbire l’ittero. - Nella prima settimana di marzo incomincia ad avvertire forte astenia, senso di nausea, e forte sonnolenza. La birilubina è alle stelle. Viene ricoverato. I medici dicono che non c’è più niente da fare. Cercano comunque di garantirgli una buona qualità della vita (per quanto possibile). Prescrivono una ulteriore Tac (di seguito riportata nei contenuti essenziali): - “esiti di chemioembolizzazione per HCC focale del VIII e V segmento epatico senza visibilità, dopo somministarziione di MDC e.v., in fase arteriosa precoce e venosa tardiva di alterata vascolarizzazione né impregnazione patologia. Il fegato è aumentato di volume con ipertrofia del lobo sinistro, a margini arrotondati. Colecisti scarsamente visualizzata, contratta e a contenuto finemente disomogenea. Vie epatiche intra ed extra epatiche non dilatate .Asse spleno-mesenterico-portale di calibro aumentato con presenza di esteso materiale tromboembolico che determina occlusione subtotale del lume con dilatazione dei rami portali intraepatici destro e sinistro ed estasia del plesso venoso splenico, della gastrica sinistra e shunts lieno renali. ---------------- Milza notevolmente aumentata di volume, a margini arrotondati e a densità finemente disomogenea. ------- Lieve estasia dei rami venosi lombari del sistema dell’emiazygos Quesito: 1. E’ già finita? Può chiarirmi la situazione? 2. la mia sensazione, magari mi sbaglio, è che sia stato trascurato qualcosa 3. la chemioembolizzazione che ha causato il tracollo andava praticata? 4. adesso i medici dicono vogliono tentare di sbloccare il trombo che si è creato (ma è davvero possibile) = parlano successivamente di metterlo in lista per un trapianto ma è davvero possibile ? 5. Vorrei tanto capirci qualcosa ma sembra quasi che si parlino lingue diverse. Tra l’altro sono impossibilitata a parlare personalmente con i medici. 6. spererei comunque di poter dare delle spiegazioni (sia in positivo che in negativo) a mia sorella che si è persa nei meandri della malattia. La ringrazio per la disponibilità e mi scuso per il disturbo Adele.
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
La situazione clinica di suo cognato, purtroppo, presenta una prognosi infausta a breve. Non riteniamo sia stato trascurato nulla di rilevante, essendo una patologia di estrema gravità, per la quale è stato tentato di tutto, inclusa una chemioembolizzazione. Quest’ultima ha potuto anche peggiorare le condizioni epatiche. Riteniamo inoltre che, da quanto lei riporta, sia del tutto improbabile che si possa prendere in considerazione il trapianto di fegato.
TAG: Epatologia | Fegato | Gastroenterologia | Medicina interna
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