Gentili Dottori, sono un ragazzo di ventitrè anni e vi scrivo perchè due giorni fa - a causa di una tonsillite persistente dopo un ciclo di azitromicina - mi sono recato al pronto soccorso della mia città, dove durante la visita otorinolaringoiatrica è emerso avessi un ascesso peritonsillare. Sono stato sottoposto al drenaggio dell'ascesso con ago e bisturi. Poco dopo è stato disposto il mio ricovero in ospedale, dove sarei stato sottoposto ad una terapia cortisonica e antibiotica via flebo, oltre che a probabili altri interventi di drenaggio (non è stato fatto alcun cenno ad eventuale tonsillectomia). Tuttavia, ancora sconvolto per il dolore delle incisioni (ho una soglia del dolore molto bassa e non ho mai subito traumi importanti) e soffrendo psicologicamente parecchio l'ambiente ospedaliero, mi sono sottratto al ricovero e ho firmato per andar via. Mi sono comunque fatto consigliare dall'otorinolaringoiatra che mi ha visitato una cura per bocca. Mi è stato consigliato di procedere con 3 bustine di antibiotico (AMOXICILLINA E ACIDO CLAVULANICO) al dì ogni 8 ore per 8 giorni, e un antinfiammatorio. Al momento non ho più mal di gola, deglutisco regolarmente e le placche sembrano essere svanite. La situazione è migliorata sensibilmente dopo il drenaggio. Adesso avverto solo un leggero fastidio (che giunge, lievissimo, sino all'orecchio) nell'area della crosta dove sono state fatte le incisioni in corrispondenza dell'ascesso. Pur non avendo dunque particolari dolori, vorrei chiederVi se ritenete necessario che io continui ad assumere l'antinfiammatorio per sfiammare l'ascesso (e in caso, in che quantità?) o se addirittura reputate la mia decisione di rifiutare il ricovero estremamente incauta consigliandomi di tornare in ospedale per sottopormi alle cure che mi erano state disposte.In attesta di un Vs cordiale riscontro s'inviano cordiali saluti