16-04-2018

anestesia post operatoria

Nel mese di maggio dovro' sottopormi ad intervento chirurgico. Espongo in breve il mio problema.

Gia operato due volte per papillomi in vescica nel 2012 in un’altra struttura ospedaliera , le conseguenze sono state drammatiche perche' intollerante al catetere, i farmaci somministrati con flebo non hanno sortito effetto, in pratica il dolore era cosi' lancinante da non fare dormire nessuno dei pazienti ricoverati e operati per papillomi per circa due giorni e due notti. La causa dell’intervento è l’asportazione di una minuta multimetrica lesione moriforme in parete laterale dx verso l'anteriore.Per evitare il ripetersi dei dolori lancinanti è possibile chiedere all'anestesista di somministrarmi farmaci di altro tipo che i fans, esempio morfina, oppoidi o quant'altro? Inoltre esiste una soluzione che faccia sciogliere i coaguli di sangue che si formano dopo circa 14 giorni dell’intervento quando si elimina la crosta della ferita e che impediscono di minzionare? La ringrazio infinitamente se riuscira’ a rassenerarmi rendendomi edotto che possa esistere una soluzione al mio problema

Risposta

La tollerabilità del catetere vescicale, il controllo del sanguinamento, la formazione di coaguli, i sanguinamenti secondari da caduta di escara sono purtroppo costanti ed ingombranti presenze nel lavoro dell'urologo e nella tollerabilità del paziente. Nonostante tutte le attenzioni e la diligenza che si può porre, vi sarà sempre molto di imprevedibile, poiché il tutto è legato da una serie quasi infinita di fattori.

A partire dalla soglia di tollerabilità del fastidio/dolore che è estremamente variabile da soggetto a soggetto, per continuare con la posizione della lesione asportata, la più o meno efficace coagulazione del sangue, la velocità dei processi di cicatrizzazione, per citarne solo alcuni. Dando per scontato che l'intervento venga eseguito correttamente, ovviamente il catetere - se necessario - dovrebbe essere mantenuto per il minor tempo possibile. Nella nostra pratica, per interventi di media entità si tratta talora anche di sole poche ore, quanto basta alla risoluzione completa dell'anestesia periferica (spinale).

E' noto quanto i fastidi da corpo estraneo (catetere vescacale, ma anche ad esempio endoprotesi ureterali) siano di difficile trattamento, poiché scarsamente rispondent ai comuni antidolorifici (anti-infiammatori). D'altronde vi è una certa ritrosia ad utilizzare antidolorifici maggiori per i loro non indifferenti effetti collaterali e perché ritenuti sproporzionati all'intervento eseguito. La terapia antidolorifica post-operatoria è in genere amministrata dall'anestesista ed è a questo specialsita che sarà opportuno far riferimento facendo presente le proprie brutte esperienze precedenti in occasionedella valutazione anestesiologica preventiva sempre eseguita nell'imminenza dell'intervento.

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