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19-10-2006

Buongiorno, sono un ragazzo di 18 anni a cui è

Buongiorno, sono un ragazzo di 18 anni a cui è stata diagnosticata la sindrome Wolf Parkinso White in merito ad una visita agonosistica effettuata 3 anni fa. Prima della visita avevo avuto qualche caso sporadico di tachicardia, poi ho cominciato ad averli con più frequenza, finché nell'ultimo anno i casi si manifestano con una media di una volta al mese. Gli ultimi 2 sono stati più forti del solito tanto che il penultimo mi ha dato senso di debolezza per tutto il giorno, con mal di testa e capogiri; mentre l'ultimo mi ha causato anche deficenza respiratoria (non riuscivo a respirare regolarmente), irformicolamento degli arti e brividi, ed essendoci spaventati abbiamo chiamato un'ambulanza. Quando mi diagnosticarono questa sindrome mi insegnarono a misurare le pulsazioni: anche se non con moltissima precisione, ogni volta che mi capita le conto e la media si aggira intorno ai 200-240 battiti al minuto. L'ultimo credo di aver raggiunto i 260 (circa). Ad ogni modo dopo l'ultimo episodio in casa abbiamo cominciato a parlare di intervenire o meno con l'ablazione. I casi avvengono prevalentemente sotto sforzo, ma ci sono state degli episodi dove la tachicardia è iniziata mentre ero a "riposo". Lei cosa mi consiglierebbe? La ringrazio per la disponibilità.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
La sua aritmia è senz’altro importante. Credo che sarebbe opportuno per lei discutere dei vantaggi, ma anche dei rischi connessi alla sua patologia con un cardiologo di un centro in cui si faccia della elettrofisiologia per valutare in maniera più esauriente il suo caso specifico.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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