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10-05-2006

Carissimo dottore, mi chiamo ylenia, ho 26 anni e

Carissimo Dottore, mi chiamo Ylenia, ho 26 anni e Le scrivo da Milano. Ho un problema e alcune domande da rivolgerLe. Nell’agosto 2004 ho iniziato a soffrire di extrasistole. Ovviamente mi sono messa in cura da un cardiologo (che mi segue ancora e che, peraltro stimo tantissimo) e ho iniziato a fare una serie di controlli da Lui prescritti. Dall’ecocardiogramma è risultato che soffro di un lieve prolasso alla valvola mitrale con rigurgito. Dall’Holter e dall’elettrocardiogramma non sono comparse alterazioni di nessun tipo. La diagnosi del mio cardiologo è stata questa: stato ansioso che, secondo Lui, è la causa delle mie extrasistole. Per aiutarmi a ridurle mi ha prescritto il farmaco betabloccante SOTALEX. Abbiamo iniziato con un dosaggio minimo ma, visto che la situazione non migliorava abbiamo aumentato gradatamente la dose fino a raggiungere un massimo di due pastiglie al giorno. I mesi sono passati e ora, a distanza di un anno e mezzo siamo riusciti a ridurre notevolmente il dosaggio senza avere nessuna conseguenza negativa. A tutt’oggi assumo mezza pastiglia al giorno. Da due pastiglie intere a solo mezza è un bel traguardo! Mi chiedo solo se la terapia da seguire sarà ancora lunga. Non vorrei prendere pastiglie a vita! Le extrasistole possono diventare pericolose? C’è qualche attività che non posso praticare? In futuro potrei avere ancora bisogno di un dosaggio elevato di betabloccanti? Questi farmaci hanno effetti collaterali col passare del tempo? Ho sentito parlare di ABLAZIONE…di cosa si tratta? La ringrazio infinitamente. Distinti saluti. Ylenia.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Mi chiedo come mai non abbia rivolto tutte queste domande al cardiologo che stima così tanto. Comunque le rispondo. Le extrasistoli spesso scompaiono anche senza assumere alcuna terapia. Se lei fosse una mia paziente le consiglierei di provare a togliere anche quella mezza pastiglia ed eventualmente a riprendere la cura se dovessero tornarle. Infatti, le extrasistoli in un cuore giovane non sono pericolose e, se non le danno tanto fastidio, può sopportarle senza assumere alcuna terapia. Può svolgere qualunque attività: di solito le extrasistoli scompaiono mentre uno svolge uno sforzo fisico. Tutti i farmaci hanno degli effetti collaterali, per cui è necessario assumerli solo quando sono necessari a curare una malattia o un disturbo. L’ablazione è una procedura che, passando con uno o più cateteri attraverso le vene o le arterie dell’inguine, consente di arrivare nel cuore provocando una serie di bruciature dove si formano le aritmie. Non si esegue l’ablazione per eliminare le extrasistoli, ma solo aritmie più gravi.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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