28-09-2017

Comportamenti tipici dell'autismo

Le spiego la mia, anzi nostra situazione. Mio figlio ha quasi 2 anni che compirà questo 18 ottobre. All'età di 14 mesi è stato inserito all'asilo nido perché era molto attaccato a me e non faceva niente senza di me e il mio seno (che voleva continuamente), volevo spronarlo a interagire con gli altri. Forse è stato brusco perché lo stesso mese è stato inserito all'asilo nido, ho levato il seno con cui si alimentava, e la sera io andavo a studiare dalle 6 alle 23. Quindi tutto a un tratto io non c'ero più, solo due tre ore al giorno. A parte il sabato e domenica che si passava insieme, e i giorni in cui era malato.
A circa marzo mi convocano le maestre del nido e io tutta felice vado per sentire cosa fa mio figlio al nido. Appena messa a sedere loro mi aggrediscono con parole come 'va tutto bene in famiglia?' 'Cosa fa suo figlio a casa?' Io che non mi spiegavo perché mi rivolgevano queste domande chiedo delucidazioni (visto che io non mi ero accorta di niente in mio figlio) mi dicono 'SUO FIGLIO NON È COME GLI ALTRI BAMBINI! Passa tutto il tempo a masturbarsi sul pavimento e a piangere, come vede la porta aperta scappa, non si può prendere in braccio, non ci guarda, non interagisce, sembra che a volte sia assente'. Io preoccupatissima vado subito dalla pediatra che mi manda in visita alla NPI di zona.

La neuropsichiatra dopo averlo visto 15 minuti in cui lui giocava solo, isolato, con le macchinine, e non cercava noi dice che a lei sembra DSA e noi crolliamo. Ho iniziato a guardare gli altri bambini della sua età, mio figlio non ci guarda più, prima imitava adesso no, prima giocava con il gatto adesso sembra non vederlo più, prima faceva ciao ciao e adesso non più. Il mio bambino sembra molto diverso dagli altri in effetti e noi siamo molto molto spaventati (anche di poter aver causato l'autismo).
Abbiamo iniziato da un mese il Denver starter model in casa, soprattutto io che ci sto tutto il giorno, e vedo dei buoni risultati. La NPI ci ha mandato a un centro specializzato dell'autismo a Niguarda il 20 ottobre, noi non vogliamo aspettare e abbiamo già iniziato questa terapia con le lacrime agli occhi. Prima i comportamenti mi sembravano quelli di un bambino che cresceva e sperimentava il suo corpo, adesso mi sembrano proprio quelli di un bambino con autismo. Dondolamento del corpo, roteazione degli occhi, sfarfallio delle mani, ride da solo, contatto oculare poco presente, isolamento se non spronato da noi, non sembra accorgersi del mondo intorno, parla molto ma non si capisce niente solo 'mamamama' 'papapapapa', non si gira sempre se chiamato, non interagisce non i bambini o adulti che non siamo io e papà o nonni.

Ora elenco i lati positivi - Appena io mi allontano lui mi segue, ovunque. Se non mi vede mi viene a cercare dove sono di solito, se lo chiamo io si gira e viene da me se protendo le braccia. Mi abbraccia, mi bacia (a suo modo), mi ascolta quando chiedo di fare qualcosa (non sempre), se indico guarda cosa sto indicando, gioca con me a rincorrersi e anche con i bambini più grandi (8anni). Dorme bene dalle 10 alle 8 di mattina senza svegliarsi da sempre, il pomeriggio regolarissimo 2 ore, mangia tutto (anche da solo), ci indica cosa vuole portandoci nei luoghi, con i giochi gioca in modo tipico e con immaginazione(abbastanza). Ma resta il fatto che non ci vedo dalla preoccupazione. Vorrei sapere lei che ne pensa, se posso essere d'aiuto per qualsiasi altra informazione, naturalmente, sono qui. Grazie

Risposta

Cara mamma, per poter emettere una diagnosi certa, dovrei avere il bambino davanti ai miei occhi, però, da quanto descrive sembrerebbe si tratti proprio di autismo. I comportamenti tipici dei piccoli autistici sono tutti presenti: evitare il contatto fisico e visivo, indicare con il dito ciò che desidera, linguaggio poverissimo e stereotipato, eccessiva indipendenza... infatti sta bene da solo ed è infastidito da chiunque gli graviti intorno.

È molto importante: non dovete assolutamente colpevolizzarvi, né lei né suo marito, le cause reali dell'autismo ancora non sono conosciute per intero sembrerebbe un problema legato allo sviluppo a livello fetale, ovvero in gravidanza. Il sostegno con il Denver, va benissimo, lavora sulla rieducazione attraverso il modeling, i processi imitativi sono fondamentali nel processo rieducativo sopratutto se messo in atto i primi tre anni di vita, ovvero prima che lo sviluppo neuro-cerebrale sia completato.
Cordialmente Rosalba Trabalzini - psichiatra, psicologo clinico e psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo-comportamentale

TAG: Bambini | Neuropsichiatria infantile
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