25-07-2018

Danno da riperfusione in esito a trombectomia meccanica

Il principale trigger della trasformazione emorragica dell’ictus ischemico è il danno da riperfusione. Ho letto che anche intervenendo entro 3 ore dall’accidente, dentro una “stroke unit”, questo danno da riperfusione si manifesta con la stessa frequenza, sia in esito a trombolisi, che in esito a trombectomia meccanica (ad esempio per aspirazione). Questo fatto statistico non è ovvio. Come mai succede così? Dove posso cercare ulteriormente?

Risposta di:
Prof. Carlo Gandolfo
Specialista in Neurologia e Terapia fisica e riabilitazione
Risposta

Se la riperfusione del territorio cerebrale ischemico avviene troppo tardivamente (quando c'è già lesione infartuale) si può verificare una trasformazione emorragica della lesione che, peraltro, non sempre si associa a peggioramento clinico. Ormai l'esperienza e gli studi indicano che si può procedere ai trattamenti riperfusivi anche dopo le tre ore, fino a 4 ore e mezza e, in casi selezionati con la Risonanza Magnetica o con la TC perfusionale, anche oltre, con ottime probabilità di beneficio. Il quesito è ultra-specialistico e non può essere affrontato senza adeguata competenza medica neuro-vascolare.

TAG: Adulti | Anziani | Apparato circolatorio | Cervello | Chirurgia | Chirurgia vascolare | Esami | Malattie della circolazione | Malattie neurologiche | Neurologia | Radiodiagnostica
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