Gli incubi sono sogni particolarmente vividi, spesso accompagnati da emozioni intense come paura, ansia o angoscia. Ma cosa succede nel cervello mentre stiamo vivendo un brutto sogno?
Negli ultimi anni la ricerca ha iniziato a chiarire alcuni dei meccanismi coinvolti, mostrando che gli incubi non riguardano soltanto ciò che accade durante la fase REM, ma potrebbero essere legati anche al modo in cui il cervello elabora emozioni, ricordi e diverse fasi del sonno.
Incubi e cervello: cosa accade?
Gli incubi sono tradizionalmente associati soprattutto alla fase REM (Rapid Eye Movement), quella in cui si verificano molti dei sogni più vividi e durante la quale l'attività cerebrale è particolarmente intensa. Oggi, però, sappiamo che il quadro potrebbe essere più complesso.
Uno studio pubblicato nel 2026 su NPJ Biological Timing and Sleep ha analizzato il sonno di 26 adulti con disturbo da incubi e 32 persone senza il disturbo. I ricercatori hanno osservato alcune differenze anche nella microarchitettura del sonno NREM, in particolare nei meccanismi che coordinano oscillazioni lente e fusi del sonno.
Questo suggerisce che, almeno nelle persone con un vero e proprio disturbo da incubi, le alterazioni del sonno potrebbero non riguardare esclusivamente la fase REM.
Che rapporto c'è tra incubi, emozioni e umore?
Anche le emozioni vissute durante il giorno sembrano avere un rapporto con quello che accade durante la notte.
Uno studio del 2025 ha seguito per tre settimane 103 persone esposte a eventi traumatici, raccogliendo quotidianamente informazioni sull'umore e sui sogni. Un umore peggiore prima di dormire risultava associato a una maggiore probabilità di avere almeno un sogno angosciante; dopo una notte con sogni angoscianti, inoltre, i partecipanti tendevano a riferire un umore peggiore al mattino successivo.
I ricercatori hanno osservato anche che una migliore capacità di regolazione delle emozioni era associata a una minore frequenza di sogni angoscianti. Si tratta però di risultati ottenuti in persone esposte a traumi e non possono essere automaticamente estesi a tutti coloro che fanno occasionalmente un brutto sogno.
Incubi, memoria e immagini: cosa dicono le ricerche più recenti?
Un'altra linea di ricerca sta cercando di capire perché alcuni incubi risultino così vividi e realistici. Uno studio pubblicato nell'agosto 2026 su Translational Psychiatry ha coinvolto 66 adulti esposti a traumi, monitorando per due settimane le caratteristiche dei loro incubi e analizzando anche l'attività cerebrale attraverso risonanza magnetica funzionale.
I ricercatori hanno osservato che una maggiore connettività tra ippocampo posteriore e corteccia visiva era associata a incubi caratterizzati da immagini più dettagliate e da una maggiore intensità emotiva. L'ippocampo è una regione importante per la memoria episodica, mentre la corteccia visiva partecipa all'elaborazione delle immagini.
Anche in questo caso lo studio riguarda specificamente incubi legati a esperienze traumatiche, quindi non permette di spiegare tutti i brutti sogni. Offre però un nuovo tassello per comprendere perché alcune esperienze oniriche possano apparire così vivide e cariche di emozioni.
La ricerca sugli incubi è quindi ancora in evoluzione. Quello che emerge dagli studi più recenti è che sogno, memoria, emozioni e architettura del sonno sono strettamente intrecciati, ma non esiste ancora una spiegazione unica di ciò che accade nel cervello quando facciamo un incubo.
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Fonti
- I. Papp et al. Nightmare disorder shows reduced slow oscillation-dominant spindle coupling in NREM sleep. NPJ Biological Timing and Sleep. 2026
- M. Rozaik et al. Neuroanatomy of dreaming and REM phenomenology. Review. 2026
- McKenna M. et al. Emotional intensity and visual imagery in trauma nightmares map to posterior hippocampus connectivity. Translational Psychiatry. 2026
- N. Malek et al. Evaluating the Relationship Between Emotion Regulation, Mood and Distressing Dreams Using Daily Sleep Diary Reports in Trauma Survivors. Journal of sleep research. 2025




