24-06-2016

Dolori persistenti in seguito a infezione da escherichia coli

Buon giorno, la contatto da Vigevano per conto di mia madre, in quanto ella non è pratica dei nuovi mezzi di comunicazione.
Vorrei un parere da lei, se fosse possibile. Circa 4 mesi fa (fine marzo) mia madre venne colpita da un lieve attacco di cistite, avendo in programma il viaggio di nozze in Thailandia fece una cura di bustine a base di mirtillo per giorni seguenti. Essendosi associata anche la febbre il medico le prescrisse una cura antibiotica pari a 5 giorni (non ricordiamo il nome dell'antibiotico).

Partì per la Thailandia munita di antibiotici, termino la cura e la febbre passò, ma il dolore rimase. Tornata dal viaggio fece l'urinocultura in quanto il dolore zona rene fegato persisteva. Risultò positiva all'escherichia coli, fece 10 giorni di antibiotici (ciprofloxacina), il dolore persisteva e continuò a prendere degli integratori a base di mirtillo e bere molto.

Terminata la cura antibiotica fece passare 7 giorni e ripetè l'esame. Venne riscontrato un nuovo bacter ''citrobacter farmeri'', il medico le prescrisse di nuovo altri 10 giorni con il medesimo antibiotico e un eco. Siamo in attesa del risultato ecografico ma l'ecografa anticipò che si vedeva un micro calcolo ai privi renali dx. Finita la cura antibiotica ripetè l'urinocultura e nuovamente presente è l'escherichia coli + enterococcus faecali.

Siccome sono passati circa 4 mesi ed il dolore è sempre pià forte acuto e prerompente volevo sapere da un esperto che strada intraprendere, in quanto il medico di base continua a dare antibiotici che a quanto pare risultino essere poco efficaci. Mia madre ha 51 anni, è una donna particolarmente maniacale del pulito, non mangia cibi crudi, lavoro su un mezzo pubblico. Iniziamo a preoccuparci, lei può suggerirci qualcosa? La ringrazio anticipatamente dell'attenzione posta. Cordialmente la saluto. Aspetto sue.
Risposta
Possiamo escludere che la causa di tutto sia legata al piccolo calcolo all'interno del rene segnalato all'ecografia. La persistenza dei disturbi impone però senz'altro ulteriore attenzione, al di là della semplice somministrazione di antibiotici, che a lungo temine potrebbe addirittura essere controproducente.
La situazione deve essere pertanto valutata sollecitamente da un nostro Collega specialista in urologia. È probabile che si pongano indicazioni alla ripetizione di una ecografia od una TAC ed una valutazione endoscopica (cistoscopia).
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