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08-06-2018

Dubbia contaminazione durante prelievo ematico

Gentilissimi Dottori, con la presente sono a chiedervi delucidazioni in merito ad un fatto avvenuto oggi

. Premetto che sono infermiere e presto particolare attenzione a qualsiasi dettaglio, a maggior ragione nel mio lavoro. In sostanza mi sono recato oggi presso un laboratorio analisi privato per eseguire esami ematici di routine. Ho subito notato che l'infermiere adibito ai prelievi non sostituiva i guanti che indossava tra un pz e l'altro, e per non essere scortese, ho evitato di farlo presente. Una volta eseguito il prelievo, uscito dal laboratorio, ho notato che il cerotto con il quale mi aveva fissato il batuffolo di cotone era sporco in vari punti (per lo meno due) di materiale rossastro (verosimilmente sangue) sulla parte adesiva. Ho quindi deciso di rimuovere il tutto. Durante la rimozione, ho notato che anche il batuffolo di cotone applicato al mio punto di prelievo, presentava un'altra traccia rossastra (rosso vivo) vicino alla zona sporca di mio sangue (più scuro, venuto a contatto col disinfettante) del mio prelievo. A questo punto ho subito pensato che l'infermiere in questione avesse i guanti sporchi di sangue (verosimilmente a livello delle dita) e abbia contaminato, nell'ordine, prima il batuffolo e poi il cerotto (tant'è vero che le macchie erano tutte di dimensioni simili): nella malaugurata ipotesi che così fosse, esiste un rischio di contagio (HIV/HCV) nel momento in cui il sangue (una goccia) presente sul batuffolo fosse venuto a contatto con il punto di inserzione dell'ago sul mio braccio una volta rimosso? Alla luce dei miei studi, risulta essere contatto indiretto, ma il fatto che possa essere venuto a contatto con una soluzione di continuo appena creata (foro di ingresso dell'ago) mi ha messo non poca agitazione, soprattutto a tutela della persona che frequento. Volendo ragionare per estremi, prevalentemente in merito a quello che si definisce "contatto indiretto" (concetto che per me è sempre stato molto annoso, e non ho mai avuto modo di dirimere in modo univoco, nemmeno ai tempi della mia tesi di laurea) e calando il concetto all'evento di cui sopra, posto che l'infermiere dei prelievi avesse i guanti sporchi di sangue, e che nello scappucciare il butterfly l'avesse contaminato, nel praticarmi il prelievo con l'ago contaminato, il rischio sarebbe comunque nullo in virtù del contatto indiretto che vi è alla base?! Ribadisco che sto ragionando per estremi, ma volevo capire una volta per tutte se il concetto di contatto indiretto è universalmente valido a prescindere dal tipo di esposizione.

PS: volendo estremizzare ulteriormente (non voletemi male, ma per natura sono portato ad analizzare tutto in modo molto meticoloso), ed ammesso che il batuffolo fosse già contaminato precedentemente al prelievo (molto verosimile, vista la macchia presente quando me lo sono levato), sfregandolo sulla mia pelle prima del prelievo, e verosimilmente spargendo il virus sulla cute, la successiva penetrazione dell'ago esporrebbe a contagio in virtù di vettore, o rimaniamo sempre nell'ambito del contatto indiretto?! PPS: se invece la macchia di sangue sul batuffolo si fosse creata perché appoggiato sul tavolo prelievi sporco di gocce di sangue (che francamente non ho notato), e non a causa delle dita dell'operatore, cambierebbe qualcosa in termini di contagiosità? In attesa di risposta, saluto tutti cordialmente, sperando di dirimere le mie ansie (spero comprensibili).

Risposta di:
Dr. Pietro Di GregorioDottore Premium
Specialista in Gastroenterologia e Malattie infettive
Risposta

il contatto indiretto rimane sempre … indiretto. La prossima volta cambi laboratorio

TAG: Adulti | Biochimica clinica | Ematologia | Giovani | Igiene e medicina preventiva | Infezioni | Malattie infettive | Patologia clinica | Prevenzione
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