Gentile dott., ho 60 anni e mi sono sottoposto recentemente ad una seconda biopsia con 24 prelievi per una lenta progressione del PSA: 14-3-2012 Tot:6,41; libero 0,92; rapporto 0,1615-10-2012 Tot:7,54; libero 1,09; rapporto 0,142-1-2013 Tot:7,82; libero 1,43; rapporto 0,18 L'ultima biopsia recita: " Parenchima prostatico con lieve iperplasia ghiandolare con moderata flogosi cronica di tipo diffuso". Esame obiettivo: prostata congesta in toto, non noduli, 1x1,6. Modicamente aumentata di volume, soffice a sinistra. Eco: adenoma 40, ecoTR: piani di clivaggio rispettati, eco struttura iperecogena come da flogosi, non aree sospette. Continuo così a rimanere in quella sgradevole condizione psicologica di chi è sospeso nel limbo. Biopsia negativa ma Psa che non regredisce, anzi continua a lievitare(malgrado 3 cicli di antibiotici(prulifloxacina, claritromicina ciprofloxacina, levofloxacina). Ecotransrettale ed esame obiettivo che non evidenziano sospetti ma messaggi di estrema prudenza da parte dell'urologo nell'escludere la presenza di un carcinoma. Ma allora è proprio vero che la storia del Psa alto si chiude solo quando viene individuato un carcinoma?E se non abuso della sua pazienza le chiederei un consiglio rispetto ad un secondo aspetto: dopo la seconda biopsia, a distanza di un mese, continuo ad avere perdite di sangue dopo l?eiaculazione e la capacità erettiva è diventata decisamente poco soddisfacente. Non risolutivo un ciclo antibiotico. Cosa mi consiglia? La ringrazio e mi scuso se continuo a chiedere il suo qualificato aiuto. Feliciano.