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28-01-2013

due mappaggi bioptici negativi

Gentile dott., ho 60 anni e mi sono sottoposto recentemente ad una seconda biopsia con 24 prelievi per una lenta progressione del PSA: 14-3-2012 Tot:6,41; libero 0,92; rapporto 0,1615-10-2012 Tot:7,54; libero 1,09; rapporto 0,142-1-2013 Tot:7,82; libero 1,43; rapporto 0,18 L'ultima biopsia recita: " Parenchima prostatico con lieve iperplasia ghiandolare con moderata flogosi cronica di tipo diffuso". Esame obiettivo: prostata congesta in toto, non noduli, 1x1,6. Modicamente aumentata di volume, soffice a sinistra. Eco: adenoma 40, ecoTR: piani di clivaggio rispettati, eco struttura iperecogena come da flogosi, non aree sospette. Continuo così a rimanere in quella sgradevole condizione psicologica di chi è sospeso nel limbo. Biopsia negativa ma Psa che non regredisce, anzi continua a lievitare(malgrado 3 cicli di antibiotici(prulifloxacina, claritromicina ciprofloxacina, levofloxacina). Ecotransrettale ed esame obiettivo che non evidenziano sospetti ma messaggi di estrema prudenza da parte dell'urologo nell'escludere la presenza di un carcinoma. Ma allora è proprio vero che la storia del Psa alto si chiude solo quando viene individuato un carcinoma?E se non abuso della sua pazienza le chiederei un consiglio rispetto ad un secondo aspetto: dopo la seconda biopsia, a distanza di un mese, continuo ad avere perdite di sangue dopo l’eiaculazione e la capacità erettiva è diventata decisamente poco soddisfacente. Non risolutivo un ciclo antibiotico. Cosa mi consiglia? La ringrazio e mi scuso se continuo a chiedere il suo qualificato aiuto. Feliciano.
Risposta

Gentile Signore,

due mappaggi bioptici negativi (di cui il più recente addirittura "di saturazione a 24 prelievi") con valori di PSA modestamente elevati ed un rapporto libero/totale comunque ancora stabilmente in ambito non sospetto, uniti ad un evidente reperto ecografico di tipo infiammatorio, in assenza di noduli ed altre irregolarità, diremmo che possano indurre ad una certa tranquillità. In un caso come il suo, potrebbe essere utile eseguire il dosaggio del PCA3 sulle urine, per ottenere un ulteriore parametro di giudizio. Al di là di questo risultato, solo un deciso movimento del PSA potrebbe ragionevolmente indurre a ripetere in futuro una ulteriore biopsia e, dovendosi tenere primariamente in conto la sua qualità di vita, non la si può condannare a proseguire controlli esageratamente ravvicinati. Lei non ci riferisce di suoi eventuali disturbi minzionali, in questo caso le indicazioni ad un intervento endoscopico dsostruttivo potrebbero essere caldeggiate. Questo, oltre ad alleviare la sintomatologia, ci darebbe la disponibilità di tessuto in quantità enormemente superiore alle biopsie su cui eseguire l'esame istologico. Concludendo, nell'esperienza di quasiasi urologo non proprio di prima nomina, non mancano mai casi di pazienti con PSA anche molto elevato con inequivocabili reperti costantemente benigni in cui ci si deve arrendere ai limiti di un marcatore tumorale assai più sensibile che specifico. Ci auguiriamo che nei prossimi anni si potrà disporre di un marcatore alternativo in grado di evitare il lievitare della spesa sanitaria e, talora, delle inutili preoccupazioni dei pazienti.

Saluti

 

TAG: Reni e vie urinarie | Urologia
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