26-09-2012

Egr. dott. pietro de domenico, in merito alla mia

Egr. Dott. Pietro De Domenico, in merito alla mia richiesta (Codice domanda: F7WCIZUDZ7), voglio innanzitutto ringraziarla per la celerità nel rispondermi e per la disponibilità dimostratami. Per quanto concerne la terapiadi mio padre, contestualmente all'episodio ictus, fu aggiunta la cardioaspirina a quella che era già la sua cura permanente per via del cuore (in particolare l'assunzione del SINTROM). La cardioaspirina dopo pochi mesi fu eliminata. Le chiedo se generalmente le cure post-ictus, come nel caso di mio padre, oltre che ad essere di mantenimento e quindi ritardanti per quello che potrebbe essere un processo degenerativo, possano in un certo senso essere correttive. Inoltre chiedo se effettivamente è vero che si innescano, in via del tutto naturale, dei processi autoriparatori del cervello dopo eventi tipo l'ictus. Grazie e cordiali saluti.
Risposta di:
Dr. Pietro De Domenico
Specialista in Neurologia e Psichiatria
Risposta

Fondamentalmente le cure postictali a base di antiaggreganti (es. cardioaspirina) o anticoagulanti (sintrom), come nel caso di suo padre (presumo che assuma ancora il sintrom), hanno funzione di prevenzione di nuovi accidenti vascolari. Nel caso si stia instaurando un processo degenerativo, documentabile agli esami strumentali, ma con un corrispettivo di sintomi clinici  (di solito  disturbi cognitivi) è il caso di prendere in considerazione una terapia che, in ogni caso serve per lo più a ritardare un processo che per definizione è progressivo ed irreversibile. Dopo l'ictus, entro certi limiti e diversamente da caso a caso si verificano quelli che Lei chiama processi riparativi, che contribuiscono in maniera significativa alla ripresa funzionale. 

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