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G.le dottore,ho 29 anni e convivo da 2 anni e

G.le Dottore,ho 29 anni e convivo da 2 anni e mezzo con la mia compagna che ha un anno in meno di me.Premessa:A Novembre ha dato alla luce nostra figlia e tutto sembrava essere il classico "sogno di vita": io con un lavoro ben remunerato ed una solida situazione economica alle spalle e anche Lei con un buon impiego ed una famiglia che, sebbene distante (lei è ungherese) ci sarebbe stata vicina con frequenti visite.Il parto non è stata una scelta facile nel senso che, presentatosi in maniera inaspettata, era vissuto inizialmente dalla mia ragazza con timore per paura dei giudizi della sua famiglia (che la volevano fidanzata con un connazionale) e dei datori di lavori.Questo ha fatto sì che al secondo mese abbia avuto una sorta di esaurimento sfociato in un attacco di panico che l'ha portata ad essere ricoverata per 5 giorni. Il responso medico fù che si era trattato di un blackout dovuto ad eccessivo stress e che si risolse con un semplice colloquio con la sua famiglia ed i datori di lavoro che anzi furono molto felici della notizia dando quindi ampio supporto.Problema:Dopo il parto mia moglie ha avuto la classica crisi che la portava a giudicare errato qualsiasi mio comportamento ed a porsi con modi molto duri e severi nei miei confronti.Io ho sempre assecondato tutte le sue richieste ed ho portato pazienza sino a quando, con il passare dei mesi, ho dovuto intervenire spiegandogli che il suo continuo criticarmi e infangare qualsiasi mia azione era veramente duro da sopportare, soprattutto per la cattiveria con cui veniva fatto.La risposta fù che lei non capiva il motivo per cui lo faceva ma cercò di non farlo più.In questa situazione ci ricadde altre volte e la situzione fù sempre gestita meglio che potessi.Ad oggi, 9 mesi dopo, la mia ragazza è veramente dura e il suo comportamento è caratterizzato da questi punti:- Critica sempre qualsiasi cosa faccia e soprattutto, dato che deve ritornare al lavoro per esaurimento della maternità, continua ad incolpare me, la mia famiglia e chiunque gli passi per la mente per dover rientrare.- Trova sempre delle scuse, veramente al limite del possibile, per giudicarmi nelle maniere peggiori: quando gli domando il perchè mi dica quelle cose non trova però spiegazione alle sue affermazioni.- Non si fà sesso e quando cerco di toccarla tende sempre a sfuggire.- ALla sera quando rientro dal lavoro lei si "rifugia" in camera con la bimba lasciandomi così cenare solo e dimostrando massimo disinteresse per la mia giornata.Domanda:Cosa posso fare? Come posso salvare il mio rapporto dato che io amo ancora moltissimo la mia compagna?Gli ho palato più volte di andare da uno specialista ma al suo rifiuto aggiunge poi una serie di grandi giudizi negativi su qualsiasi cosa gli passi per la mente: insomma è colpa di tutto e tutti se lei è così.il problema è che in qualsiasi modo io assecondi i suoi comportamenti Lei trova sempre sbagliato ciò che faccio e quando gli chiedo perchè mi debba insultare in quella maniera lei risposnde: non lo sò!Continua a dirmi che se lei tornasse in Ungheria non dovrebbe lavorare (secondo i paramentri di quello stato lei è economicamente agiata). Ad ogni suo insulto ( a cui peraltro non rispondo) minaccia sempre di ritornare lì e poi aggredisce nuovamente tutto ciò che le passa per la testa: la mia faglia, me, mia sorella, il mio lavoro.Sono disperato. Cosa posso fare?Matteo
Risposta del medico
Dr.ssa Silvia Garozzo
Dr.ssa Silvia Garozzo
Specialista in Psicologia clinica e Psicologia e Psicoterapia
Caro Matteo, prima di tutto un'informazione? come mai non vi trasferite in Ungheria? Certo mi pare che per la sua compagna tutto sarebbe più semplice, e forse anche per tutti voi a questo punto. Poi, l'arrivo di un bimbo mette a dura prova l'equilibrio di coppia, avete necessità di riassestarvi entrambi, se anche on riuscite da soli con una psicoterapia breve andrà bene ma non per lavorare sulla sua compagna ma su entrambi. anche lei probabilmente dovrà rivedere delle cose.
Risposto il: 09 Agosto 2010