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10-05-2006

Gent.mo dottore, circa tre mesi fa sono stata

Gent.mo Dottore, circa tre mesi fa sono stata ricoverata d'urgenza per una pericardite acuta. Il ricovero é stato di soli tre giorni. La terapia assegnatami é stata di un Cemirit 800 una volta al dì, che il cardiologo successivamente ha aumentato per una decina di giorni a due volte al dì. La prima eco segnalava la scomparsa del sia pur piccolo versamento iniziale, ma successivamente altre due eco hanno evidenziato la ricomparsa di un "modestissimo" versamento ed anche i tracciati ECG indicano "lievi turbe aspecifiche della ripolarizzazione". Persiste anche il tipico rumore da sfregamento, ma VES e PCR sono nella norma, così come é stata negativa la ricerca effettuata per gli autoanticorpi, la funzionalità tiroidea e il "Lupus like"; A fronte di tutto questo però continuo ad avere sintomi di affanno da sforzo piuttosto invalidanti (non posso fare una rampa di scale senza affanno!). Devo aggiungere che ben 30 anni fa ebbi un altro episodio di pericardite acuta e che da allora non avevo avuto più alcun problema (pur avendo peraltro effettuato numerosi controlli in occasione delle due gravidanze ecc.) Il cardiologo ora mi ha aumentato il Cemirit 800 a tre volte al dì. La terapia é sufficiente? Non esistono altre terapie più efficaci dell'aspirina? Tutta questa aspirina, a parte i problemi gastrici che prevengo con l'omeprazolo, non comporta rischi di emorrargie interne? Ed in ultima analisi, si può guarire dalla pericardite, si può tornare a condurre una vita normale? Grazie
Adriana
Paginemediche
Risposta di:
Paginemediche
Risposta
La terapia è corretta. Certamente l’utilizzo di aspirina a lungo andare può anche determinare problemi gastrici, che dovrebbero essere ben controllati con l’omeprazolo. L’affano non è correlabile con la pericardite. Il problema è che purtroppo la guarigione può essere lenta, ma ritornerà a condurre vita normale.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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