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Esperto Risponde

Gentile dottore, sono un’insegnante di 47 anni,

Gentile dottore, sono un’insegnante di 47 anni, di carattere emotivo, figlia di genitori ipertesi (mia madre lo diventa dopo la menopausa). Dopo un monitoraggio pressorio di 24 ore, le cui conclusioni descrivono “valori medi di PA sisto-diastolica lievemente elevati durante tutta la registrazione, con fisiologico decremento notturno” (i valori medi diurni sono 144-92) e dalla conferma da un diario di circa un mese di valori di PA, misurati a casa, il mio medico curante mi ha prescritto una Terapia antiipertensiva (i valori per la funzionalità tiroidea sono nella norma). Inizialmente ho preso il Norvasc 5mg, che ha portato i valori pressori a valori normali; il mal di testa si è attenuato dopo pochi giorni, non ho avuto gonfiore alle caviglie indicato negli EFFETTI COLLATERALI bensì gonfiore delle palpebre e del viso. Dopo circa una ventina di giorni ho riconsultato il mio medico ed ho fatto presente il gonfiore del viso e il senso di palpebre pesanti per gran parte della giornata. Mi ha proposto un altro farmaco, calcio antagonista di seconda generazione, lo Zanedip 10 mg, 1/2 compressa al dì; il medico mi ha spiegato che la categoria dei farmaci calcio-antagonisti sarebbe adatta alla mia situazione, in quanto farmaci di questo tipo risultano agire bene in particolare nell’abbassamento della pressione minima, quella più stabilmente alta nelle misurazioni effettuate. Dopo una settimana con il nuovo farmaco osservo buoni valori pressori ma permane il gonfiore del viso più o meno evidente. Perché questo effetto di gonfiore al viso? E’ necessario fare ulteriori esami? Il gonfiore è un effetto transitorio ed è solo questione di tempo affinché si attenui? Vorrei far presente che ho avuto la mia prima ed unica figlia a 43 anni: verso termine della gravidanza si è sviluppata una forma di pre-eclampsia individuata inizialmente dai valori pressori elevati, risoltasi poi positivamente, per madre e figlia, con un Parto cesareo alla 34esima settimana. Per sei mesi dopo il parto ho preso, sotto l’indicazione dell’urologo curante, l’Adalat Crono 30 mg , 1/2 compressa, senza avere effetti collaterali di rilievo. Dopo la sospensione del farmaco i miei valori pressori erano pressoché normali (135-130/ 85-80), ma lievemente alti, così da indurre a effettuare un controllo periodico dei valori. Ci può essere una relazione tra il gonfiore attuale(effetto rilevabile solo dopo l'assunzione dei farmaci antiipertensivi) e il periodo di "scombinio" generale (pressione, reni) generato dalla pre-eclampsia avvenuto ormai quattro anni fa? La ringrazio per l’attenzione, F.C.
Risposta del medico
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Il gonfiore attuale è da attribuire ai calcio-antagonisti. Se l’effetto collaterale persistesse sarebbe consigliabile modificare la classe del farmaco antiipertensivo (proverei con gli ACE-inibitori).
Risposto il: 27 Dicembre 2005