15-03-2006

Ho effettuato un test anti hcv con metodo: ditta

Ho effettuato un test anti HCV con metodo: ditta Ortho CLINICAL Diagnostics, strumento VITROS, metodo Luminescenza. Volevo sapere se questo é un test di ultima generazione ed equiparabile ai comuni EIA, MEIA, ELISA di terza generazione. E soprattutto se il periodo finestra é simile a questi ultimi metodi. Cordialmente, Stefano.
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
I metodi per la rilevazione degli anticorpi del virus dell’epatite C (HCVAb) possiedono alti tassi di falsi positivi, soprattutto nelle popolazioni a bassa prevalenza. Quindi altri tests quali il RIBA o HCV RNA PCR sono usati per la conferma di tests di screening anticorpali. I dati ottenuti col confronto di tre di tali tests di screening (due immunoenzimatici EIA, ed uno [VITROS] in chemioluminescenza, CIA) mostrano che il VITROS è altrettanto specifico e sensibile come I convenzionali EIA, pertanto l’uso dei tests in CIA è andato recentemente aumentando. I tests diagnostici per l’infezione da virus C attualmente disponibili si possono distinguere in test indiretti che valutano la risposta anticorpale agli antigeni virali (anti-HCV, RIBA) e test diretti che valutano la presenza nel siero del genoma virale (HCV-RNA qualitativo o quantitativo). Lo sviluppo dei tests diagnostici di utilizzo nei laboratori per lo screening dell’HCV ha subito negli ultimi 15 anni notevoli progressi. I primi tests sierologici per la diagnosi dell’infezione da HCV sono stati approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) nel 1990. I tests sierologici sono basati sulla determinazione degli anticorpi diretti contro antigeni specifici del virus dell’epatite C (HCV). Le prime versioni di tests immunoenzimatici (EIA di I e II generazione) determinavano la presenza di anticorpi diretti contro gli antigeni virali del core, delle regioni NS3 e NS4 . La terza generazione dei test EIA (anti-HCV 3.0) sono in grado di identificare la presenza di anticorpi diretti verso antigeni virali del core, NS3, NS4 e NS5. Sono inoltre disponibili nuove versioni di test in fluorescenza (MEIA anti-HCV Abbott Laboratories, Abbott, Illinois) e chemioluminescenza (CIAs) (VITROS anti-HCV assay, Ortho-Clinical Diagnostics, Abbott Laboratories, Abbott, Illinois) per l’uso in automazione e utilizzati per lo screening sierologico dell’infezione da HCV sia in laboratori ospedalieri che esterni il cui carico di lavoro può raggiungere anche 25.000 test/anno. La specificità dei tests anti-HCV EIA commerciali attualmente disponibili ha raggiunto livelli del 99%. La sensibilità di questi tests è invece più difficile da valutare: solitamente un test di prima generazione viene confrontato con il test di seconda generazione (più sensibile) e quello di seconda generazione con un test di terza generazione prima di essere sostituito. Spesso negli studi pubblicati il test di screening anti-HCV viene confrontato con la ricerca dell’HCV-RNA (test diretto di replicazione attiva) o con il test di conferma RIBA (test di esposizione al virus). La ricerca degli anticorpi anti-HCV viene eseguita nella comune routine con test EIA. La specificità dei tests HCV EIA è superiore al 99%. Tuttavia anche tra una popolazione a bassa prevalenza di infezione, il 99% di specificità non assicura che non possano verificarsi dei falsi positivi. In soggetti immunocompetenti con una prevalenza di anti-HCV inferiore al 10% (come ad esempio donatori di sangue, militari, popolazione generale, operatori sanitari o soggetti afferenti ad una clinica per malattie sessualmente trasmesse) il tasso di risultati falsi positivi può raggiungere anche il 35%. Al contrario, in soggetti immunocompromessi (quali ad esempio i dializzati) il tasso di falsi positivi raggiunge il 15%. I tests di screening sono stati utilizzati per lo studio di prevalenza e incidenza dell’infezione da HCV nella popolazione generale (studi di popolazione sul territorio nazionale) o in categorie di soggetti a rischio di infezione medio-elevato (tossicodipendenti, emofilici, dializzati, trapiantati etc.). In questi studi viene riportata una sensibilità dei test EIA di terza generazione variabile dal 97.2% al 98.9% ed una specificità del 100% (in pazienti con epatite cronica).
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