06-09-2017

Mancata erezione, cosa fare?

Ho 73 anni e sino a sei mesi fa tutto regolare, ad aprile è mancata mia moglie; il mio quadro clinico: nel 2008 infarto miocardico - nel 2012 angina instabile, nel 2015 ricovero per recidiva di IM complicato da fibrillazione ventricolare in pronto soccorso la coronografia si osserva pervietà dell'IVA, occlusione cronica della CDX e stenosi subcritica della CX. non trattato con angioplastica. FE circa 50%, terapia cloropidel 75mg, asa 100mg, renexa 375x2dì, torvast 80mg, pantorc 20, cardicor 2,5, triatec 5mg, lasix 25mg n° 2, norvast 10mg, rocaltrol.

Ho reincontrato un'amica di 66 anni dopo 40 anni ci amiamo entrambi ho trascorso con lei 23 giorni a luglio e sebbene entrambi desiderassimo avere un rapporto completo ciò non è stato possibile, benché lo desiderassimo da morire entrambi non sono riuscito ad avere nessuna erezione, due volte sembrava possibile ma appena inserito in vagina scompariva anche quel minimo di erezione che c'era, ho sperato che sentendo il calore il desiderio avesse il sopravvento invece - morto totalmente.

Cosa posso fare in queste condizioni? mi sento menomato io e lei in una profonda tristezza, non so spiegarmi questa reazione negativa in sua presenza, quando invece ci sentiamo al telefono e diciamo che facciamo l'amore completo via cavo con una mia soddisfacente erezione ed eiculazione, è una bella donna che nonostante l'età è molto piacente e desiderabile, non è una persona con cui tapperei saltuariamente un mio desiderio sessuale. Ringrazio della risposta e invio cordiali saluti

Risposta di:
Dr. Emanuele De Vietro
Specialista in Psichiatria e Psicologia ad indirizzo medico
Risposta

Salve, senza averla visitata è molto difficile fare una diagnosi e quindi una terapia, oltretutto con un quadro cardio-vascolare così complesso. Da quello che racconta sembra che riesca ad avere una erezione e orgasmo con l'autoerotismo mentre quando siete insieme non riesce.

Tralasciando i possibili effetti collaterali della terapia farmacologica che assume e trattando il suo disturbo erettile come psicologico, direi che si tratta di ansia da prestazione classica in cui Lei è fortemente motivato a non fare assolutamente "una brutta figura" e questo purtroppo può generare un circolo vizioso che alimenta ansia e impedisce il rapporto sessuale. Dopo una malattia grave si modifica la propria immagine che da forte diventa "soggettivamente debole", e anche questo non aiuta. Le consiglio una terapia Cognitiva Comportamentale per la sua ansia e accettazione di quello che le successo.

TAG: Organi Sessuali | Psicologia | Salute maschile | Salute mentale | Sessualità | Sessuologia | Terapie
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