Mia madre soffre da 23 anni di cirrosi multifattoriale (da epatite B e C, alcolica) da due anni in fase di scompenso, con ascite, encefalopatia porto-sistemica, ipertensione portale. e' inoltre portatrice di angiodisplasia intestinale con sanguinamento cronico. Ha di recente subito un ricovero per sospetta peritonite batterica spontanea con... Leggi di più sub-occlusione intestinale, insufficienza renale e problemi alla coagulazione. Ha superato la crisi ma all'eco-addominale e alla Tac cui è stata sottoposta le è stato rilevato un nodulo epatico ipo-ecogeno e un altro nodulo su un linfonodo tracheale. E' stata dimessa con valutazione di Child 3, ma i medici non hanno voluto fare prognosi di tipo temporale. Vorrei dunque sapere se la sua aspettativa di vita si misura in mesi o in anni, e come mai i medici alla dimissione le hanno praticamento azzerato la terapia, limitandola al Lasix, a un inibitore della pompa protonica e al lattulosio, eliminando anche gli antipertensivi. Si tratta forse di una forma indiretta di eutanasia passiva? potrei anche capirla e accettarla, visto le condizioni pessime di mia madre e della sua qualità di vita, ma come figlia vorrei un pò più di trasparenza, collaborazione e chiarezza, anche per una maggiore consapevolezza e partecipazione a quelli che potrebbero essere gli ultimi giorni di mia madre. Ringraziando saluto cordialmente