Buongiorno, ho deciso di porre questo quesito sperando di chiarirmi un po' le idee in merito ad un fastidio che accuso da molti anni ormai e che, pur capitando raramente (indicativamente una volta ogni 3 mesi ma gli episodi sono irregolari), è motivo di una certa apprensione. In poche parole talvolta mi capita di trovare il mio testicolo sinistro "girato" di 180 gradi, con l'epididimo rivolto verso il basso. Ad oggi tale condizione è sempre andata naturalmente a posto muovendo leggermente lo scroto (scrollandolo delicatamente similmente a come si fa con una bustina da tea nella tazza) o riposizionandolo manualmente. Per altro il verso che segue il testicolo compiendo questo spostamento è sempre stato il medesimo, ovvero in senso antiorario, con l'estremità generalmente rivolta verso il basso che ruota verso il setto scrotale (e conseguentemente verso il testicolo destro). Ció non mi ha mai provocato dolore a parte, talvolta, un po' di indolenzimento. In occasione di una visita urologica a cui mi sottoposi un paio di anni fa (di controllo, non avendo in precedenza mai visto un urologo) purtroppo dimenticai di far presente il problema allo specialista. A seguito della visita e dell'ecodoppler, tuttavia, l'urologo non evidenzió problemi o eccessiva mobilità. Oggi mi chiedo se la mia condizione sia fisiologica o, contrariamente, sia da annoverare tra quelle a rischio torsione e quindi se sia il caso di valutare un intervento atto a ridurre o eliminare questa eccessiva mobilità. Nel caso ho letto che esistono due possibili strade: una consistente nell'ancorare il testicolo (suppongo il didimo?) alla tunica vaginale ed il secondo consistente in un intervento di resezione ed eversione della tunica vaginale; potete gentilmente confermarmelo? Nel secondo caso come avverrebbe la fissazione del testicolo? Mi scuso in anticipo per la prolissità della mia domanda. Vi ringrazio anticipatamente per la vostra pazienza.