27-11-2017

Problemi di minzione post-operatori

Salve, ho 47 anni; è passato più di un anno dall'intervento di turp al collo della vescica, dove fatta anche una biopsia risulta una prostatite cronica In questo periodo non ho la pesantezza e i fastidi che avevo dopo l'intervento, ma sono rimaste le minzioni frequenti e anche di notte (svegliandomi più volte sempre con erezione e quindi con difficoltà ad urinare), da un pò di tempo un oretta prima di alzarmi la mattina mi sveglio e non riesco a stare nel letto perchè il fastidio diventa continuo, cioè mi alzo faccio 2 gocce, mi ristendo e dopo neanche 5 minuti mi devo rialzare e sforzarmi per fare altre 2 gocce e così continua per più di mezz'ora. Il fastidio lo sento all'altezza dello stomaco in giù. Se mi alzo sto meglio... Mi sapete spiegare specie quest'ultimo sintomo a cosa è dovuto? Può essere che tutto questo possa dipendere anche da qualche intolleranza alimentare, colon, etc. specie le minzioni frequenti? Possono essere le erezioni la causa dello stimolo notturno? o il contrario ? perchè quando mi alzo sto meglio? Prima dell'intervento prendevo la terazosina, se provo a riprenderla prima di dormire può aiutarmi? è il caso di prendere anche qualcosa per la prostata tipo prostamol? Chiedo scusa per le troppe domande.

Saluti e grazie in anticipo...

Risposta

È abbastanza raro che prima dei 50 anni si manifestino problemi prostatici ostruttivi tali da meritare una risoluzione operativa e quando questo accade si presume che sia stata effettuata una valutazione completa, anatomica e funzionale. Questo perchè la disostruzione endoscopica agisce unicamente sui problemi idraulici di flusso, mentre se nei disturbi prevale la componente irritativa (sintomi classici della prostatite cronica) questi possono permanere invariati o talora malauguratamente anche peggiorare. D'ogni modo, nel suo caso quel che è fatto è fatto ed ora si deve affrontare la situazione attuale quale essa è, senza inutili recriminazioni, ammesso e non concesso che ve ne siano. Noi riteniamo che per avere un quadro chiaro ed inequivocabile si dovrebbe eseguire daccapo una valutazione completa, sia endoscopica che funzionale, pertanto lei dovrebbe essere sottoposto ad una uretro-cistoscopia (meglio se in sedazione) ed una indagine urodinamica (studio pressione/flusso). Solo in base ad una meticolosa diagnosi si potranno mettere i presupposti per un eventuale ulteriore approccio teraputico efficace.

TAG: Chirurgia dell'apparato digerente | Medicina interna | Reni e vie urinarie | Reumatologia | Urologia
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