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Esperto Risponde

Salve!ho 27 anni...ho avuto circa un mese fa un

salve!ho 27 anni...ho avuto circa un mese fa un episodio di tachicardia parossistica SV.(254 bat/min)..mi hanno subito ricoverato per tutti gli accertamenti ma non hanno trovato nulla...da due anni prendo la pillola in quanto sono sta operata di endometriosi..solo da poco prendevo l'eutirox...mi hanno mandato poi in una clinica specializzata per lo studio elettrofisiologico...durante l'esame e dopo lo studio giunti al momento dell'ablazione...come i cateteri si avvicinavano al mio cuore non c'era possibilità di entrata perche schizzava subito a 240 battiti e quindi non c'è stata possilbilità di entrare nel cuore e vedere se realmente c'è questo substrato da bruciare...mi hanno detto che in genere quando un cuore arriva a 254 battiti è perche di fondo c'è questo substrato che ostacola l'impulso e rieccita il cuore fino ad arrivare a quella frequenza..in sogg che non ce l'hanno a quella frequenza non ci arrivano..quindi dovrebbe risolversi con l'ablazione....e pare con questo ci sia nata...ma puo essere ho avuto nella vita un solo episodio?davvero ho sicuro questo substrato??e come mai non sono riusciti ad entrare nel cuore durante lo studio elettrofisiologico??io al solo pensiero di rufarlo svengo ho sofferto tantissimo!!!in molti concordano sia stato l'eutirox...e lo stress che in effetti tra quello mentale e fisico era tantissimo...e poi mi risponda anche a questa domanda...ho continuato a lavorare 2 ore con 130 140 battiti...se mi fossi fermata subito...arrivavo a 254 battiti????son preoccupata mi aiuti!aspetto la sua risposta!
Risposta del medico
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il punto centrale mi sembra che dopo un solo episodio di tachicardia, nella vita, non c’è una particolare fretta di procedere all’ablazione, per vari motivi. Primo perché la TPSV è una aritmia che – a quella frequenza – può essere molto fastidiosa, ma non è particolarmente pericolosa in un cuore peraltro sano, come presumo sia il suo, visto che non ha riferito nulla in questo senso. Secondo perché se dovesse verificarsi un’altra crisi può essere affrontata con una terapia medica. Non ho chiaro perché la procedura di ablazione non sia stata portata a termine, ma questa “difficoltà” non invoglia ripetere l’esperienza, se non in presenza di un quadro clinico che lo richieda, cioè dopo una eventuale recidiva dell’aritmia. In sintesi, aspetterei ancora prima di prendere decisioni “interventistiche”, e credo che si possa aspettare senza particolari ansie. Tutto ciò senza nulla togliere all’ipotesi dell’esistenza del “substrato” elettrofisiologico per l’aritmia, che in effetti – data la frequenza raggiunta - è verosimile.
Risposto il: 05 Febbraio 2008