L’ictus si può curare e, nell’80% dei casi, si può evitare. Informati, la prevenzione comincia da te”. Parola di Alice onlus, l’Associazione per la Lotta all’Ictus CErebrale, che promuove anche quest’anno, ad aprile, il mese della prevenzione dell’ictus cerebrale. Tante le iniziative nel Nord e nel Centro e anche un questionario - la campagna si chiama “indovina l’ictus” - per imparare a riconoscere e gestire in tempo i sintomi.

Aprile, mese della prevenzione dell’ictus cerebrale. In Italia 100mila persone colpite ogni anno

L’ictus colpisce nel mondo una persona su sei. Si può fare la differenza aiutando qualcun altro, ma soltanto se si conosce la malattia e se si sa cosa fare. A questo scopo l’associazione Alice ha creato un apposito glossario per imparare a riconoscere i sintomi dell’ictus. Una sorta di “abc della prevenzione” consultabile da tutti direttamente online. È così che si scopre che ogni anno in Italia circa 100mila persone vengono colpite dall’ictus: una lesione cerebro-vascolare dovuta all’ostruzione o alla rottura di un’arteria, le cui cause sono sconosciute nel 30% dei casi. L’insorgenza totalmente improvvisa rende questo disturbo una delle principali cause di disabilità ed è talvolta fatale.

In caso di ictus, dunque, agire tempestivamente è fondamentale. Bisogna chiamare immediatamente il 118, descrivere i sintomi, e prendere nota dell’ora esatta di inizio dell’episodio. Quest’ultimo punto è decisivo, in quanto permette agli operatori sanitari di determinare il tempo entro il quale l’intervento può essere efficacie sul paziente, generalmente compreso tra le 4 e le 6 ore. Tra le cause principali di ictus cerebrale compaiono l’ipertensione arteriosa, il diabete e la presenza di cardiopatie, prima tra tutte la fibrillazione atriale.

In generale è importante, per ridurre il rischio di ictus, seguire alcune regole preventive di base, legate all’adozione di uno stile di vita e una dieta sani, accompagnati da attività fisica, dalla limitazione di alcolici e dall’astensione dal fumo.

Mese della prevenzione dell’ictus: niente fumo per abbassare il rischio

È proprio il fumo il maggior nemico delle arterie. Eliminandolo, si riduce di molto anche il rischio di ictus. Molti vantaggi si ottengono già dopo poche settimane e, dopo cinque anni, il rischio cerebro-cardiovascolare degli ex fumatori è simile a quello di chi non ha mai avuto questa cattiva abitudine. Il fumo è l’unico fattore di rischio che potrebbe essere completamente rimosso.

La nicotina viene assorbita dai polmoni, passa nel sangue, provoca la riduzione del diametro delle arterie e riduce la circolazione del sangue, fa aumentare la pressione arteriosa e la tachicardia, causa una predisposizione alla formazione di placche di aterosclerosi e, infine, facilita la formazione di coaguli, che andando in circolo possono danneggiare cuore, cervello, reni e altri organi.

“L'ictus è un evento improvviso, inatteso e traumatico - spiega la dottoressa Nicoletta Reale, presidente di Alice Italia Onlus -, fumare comporta un rischio due volte maggiore di essere colpiti da ictus: i fumatori hanno la probabilità doppia che si verifichi un ictus ischemico e ben quattro volte superiore che si verifichi un ictus emorragico”.

Aprile, mese della prevenzione dell’ictus: le iniziative in Italia

A Milano, via al Progetto SI (Stroke Information): ogni martedì e giovedì dalle ore 14,30 alle 16,30 i volontari di Alice Milano San Carlo sono a disposizione dei degenti e dei famigliari per tutte le informazioni relative alla patologia cerebrovascolare (iter in ospedale, prosecuzione delle cure, tipologia delle cure, prevenzione primaria e secondaria, invalidità, amministrazione di sostegno).

Due incontri in programma a Mantova: il 4 aprile su “Disturbi cognitivi e comportamentali provocati da un danno cerebrale, con la neuropsicologa Emanuela Galante; l’11 aprile, incontro su “Malattie Cerebrovascolari: medicina riabilitativa, trattamento riabilitativo, volontariato e territorio” con la fisiatra Ilaria Storti, fisiatra, la fisioterapista Lucia Gaburro e il presidente di Alice Mantova Alberto Malagutti.

Due le serate di prevenzione a Monza (1 aprile con i dietologi e i nutrizionisti, 8 aprile con i cardiologi) in programma nell’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo di Lesmo; mentre in 28 del mese sarà la domenica della prevenzione con gazebo in piazza.

Mattinata di screening, il 4 aprile, anche a Perugia (via Cestellini 1 Ponte San Giovanni - Centro commerciale Apogeo 1° piano), con misurazione della pressione arteriosa e rilevazione della fibrillazione atriale; misurazione parametri di glicemia, colesterolo e trigliceridi.

A Varese tutti i mercoledì e i giovedì di aprile dalle 9alle 12, verrà allestito un banchetto informativo con misurazione dei parametri vitali e distribuzione di materiale informativo presso l’Ambulatorio Malattie Cerebrovascolari della sezione locale dell’associazione Alice.

A Piacenza, il 16 aprile, alle 16, conferenza sul tema della prevenzione dell’ictus dal titolo “Vedo, Riconosco, Chiamo”, con Donata Guidetti primario U.O. Neurologia, Andrea Magnacavallo primario U.O. Emergenza/Urgenza e Cardiologa Ausl Piacenza. L’appuntamento è in programma all’auditorium Sant’Ilario.

Per approfondire guarda anche: “Ictus”

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L'ictus cerebrale è conseguenza della mancata irrorazione di sangue ossigenato di una zona del cervello.