09-04-2008

Salve , ho già scritto qualche volta. ho 40 anni,

Salve , ho già scritto qualche volta. Ho 40 anni, non bevo e non fumo. Peso 63Kg e sono alto 1,58 m Premetto che sono un Ingegnere e lo dico solo per evidenziare il fatto che lo stress lavorativo è per mè quotidiano. Tre mesi fà il mio dottore mi ha trovato la minima a 140/90 e la massima a 140. Da allora ho modificato radicalmente lo stile di vita (dieta iposodica e attività fisica) ed i valori sono scesi a 130/85. Il dottore non mi ha dato nessuna terapia. Nel corso di questi tre mesi ho preferito non utilizzare i misuratori digitali e fare uso di quello classico . Durante le misurazioni ho verificato che ci sono variazioni anche di 10 unità a seconda delle seguenti condizioni: A) seduto, braccio appoggiato su un tavolo, piegatura del gomito a distanza di -4 cm dallo sterno B) seduto, braccio appoggiato su un tavolo, piegatura del gomito a distanza di 0 cm dallo sterno C) seduto, braccio appoggiato su un tavolo, piegatura del gomito a distanza di +4 cm dallo sterno Mi conferma che la posizione ideale è quella B) e che quindi per allineare la piegatura del gomito alla stessa altezza dello sterno (posizione approssimata del cuore) può essere necessario interporre qualche cuscino ? Le chiedo questo perchè ritengo senza voler assolutamente sostituirmi al giudizio di un dottore che: 1) molto al di sotto del limite 140/90 (es. 110/70) ovviamente in qualsiasi delle condizioni A,B e C non si rilevano valori critici. 2) molto al di sopra del limite 140/90 (es. 150/100) ovviamente in qualsiasi delle condizioni A,B e C si rilevano valori critici. 3) in prossimità dei valori limiti, si possono riscontrare condizioni diverse per A,B e C. Riassumendo ritengo di classificarmi nella condizione 3 e faccio fatica a capire con il mio bravo medico di famiglia cosa devo fare. Grazie , ancora per la sua consulenza
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
La posizione del braccio durante la misurazione della pressione arteriosa condiziona sicuramente una variabilità dei valori misurati. Tuttavia dal punto di vista clinico le variazioni da lei descritte sono previste e di trascurabile significato. Sicuramente lo stress connesso con la misurazione è dimostrato influenzare i valori ottenuti: le consiglio di non variare , nei limiti del possibile, le condizioni di misurazione e di ripeterle per tre volte a distanza di qualche minuto (3-5min) e di utilizzare il valore medio delle tre misurazioni.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato respiratorio | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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