04-09-2012

si può fare tutto, ma non certo io

Mio padre ha 80 anni e dal dicembre 2010 il neurologo gli ha diagnosticato una sindrome parkinsoniana, e da come sostiene il neurologo si tratta di parkinson primario o primitivo.La cura assegnatagli è Sinemet 100/25 da assumere 3 volte al giorno. Alla seconda visita circa dopo sei mesi il neurologo ha rilevato un moderato miglioramento, miglioramento che noi famigliari abbiamo poco percepito.La prima manifestazione della malattia pensiamo sia stata nell’agosto 2008, quando un mese dopo ad un intervento al collo (dietro al orecchio) per togliere un grumo di grasso, mio padre prese una forte gastroenterite che lo indeboli a tal punto che inizialmente strisciava i piedi per camminare fino al punto che non riusciva più a camminare poi adirittura a sostenersi in piedi. Poi al pronto soccorso con delle flebo è stato rimesso in forze e tutto sembrava passato. Ma ogni tanto ritornava una certa difficoltà per camminare, finchè la visita dal neurologo del dicembre 2010, e così la diagnosi.Adesso agosto 2012 sembra che alcuni sintomi siano peggiorati “troppo in fretta“, c’è da considerare però che ha dovuto effettuare tre interventi: chirurgia di carcinoma al naso (ottobre 2011), impianto di pacemaker per bradicardia (aprile 2012) e chirurgia di fimosi serrata (giugno 2012).I sintomi di cui notiamo un peggioramento sono:Andatura (piccoli passi striscianti e con busto in avanti)RigiditàStanchezzaUrgenza di minzioneRinorrea Tosse durante i pastiTono della voce alteratoOltre alla terapia per il parkinson mio padre assume:Acesistem per ipertensioneCumadin per valvola aortica artificiale (dal 1996)Avodart per ipertrofia prostaticaTotalip per il colesteroloQuello che vorrei chiederle è come si può migliorare la cura; aumentando il Sinemet o aggiungendo un dopaminoagonista nonergo per evitare problemi al cuore (Ropinirolo o Pramipexolo) oppure un anticolinergico (Prociclidina) o un inibitore delle COMTo altro?Ringrazio e cordiali saluti.
Risposta

Tutto quello che mi ha raccontato è assai congruo, così come è verosimile la bontà dei miglioramenti alla terapia che lei stesso mi sta suggerendo. Il problema è che io non ho alcuna autorità, nè diritto, di fare prescrizioni all'interno di questo servizio, cheè caratterizzato dalla condizione di non conoscenza diretta dei pazienti.

Saluti

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