'Gli Uomini Vengono da Marte, le Donne da Venere' è il titolo sarcastico, ma non troppo, di un best seller di John Gray che continua a scalare le classifiche di vendita tutto il mondo anche se è stato scritto anni fa.

La tesi dello studioso statunitense è che gli uomini e le donne sono geneticamente, fisicamente e psicologicamente diversi tra loro e questa diversità non può non provocare un black out nella comunicazione e qualche difficoltà nella vita quotidiana.

Gli uomini hanno la tendenza a voler essere apprezzati, ma anche a ricercare un proprio momento di solitudine, mentre le donne sono più inclini a condividere i propri sentimenti con gli altri, spiega Gray, che però non ritiene impossibile un dialogo tra i due sessi che, in qualche modo, restano due parti della stessa mela e per questo sono destinati a cercarsi sempre.

Sul piano più scientifico, le differenze tra uomo e donna partono dal cervello. È ormai noto che il cervello delle donne è più piccolo e pesa leggermente meno di quello degli uomini e, aldilà di facili ironie, questa differenza di peso è spiegata con il fatto che le donne pesano complessivamente meno degli uomini.

Ciò che è diversa è, invece, l’anatomia del cervello femminile rispetto a quello maschile: nelle donne sono più sviluppate le connessioni tra i due emisferi, mentre negli uomini si registrano neuroni maggiori, per numero e dimensioni, nella zona dell’ipotalamo.

Tradotto nella pratica quotidiana, ciò vuol dire che, almeno teoricamente, le donne hanno una maggiore capacità di ragionare per schemi logici basati sull’intuizione e che il cervello femminile è più plastico di quello degli uomini, che utilizzano schemi logici bastati più sulla razionalità.

Generalizzazioni, certo. Perché ciò che conta, a un certo punto, sono soprattutto l’educazione, il retaggio culturale e sociale e l’ambiente: elementi che rendono un essere umano un individuo unico, a prescindere dal sesso.

In medicina, però, non si può più prescindere dalle differenze di genere. Le diversità dell’apparato Endocrino, sessuale e cerebrale tra donne e uomini sono evidenti e biologicamente evidenti. Per questo, anche se solo da qualche anno, la ricerca scientifica ha iniziato modificare l’approccio relativo alla sperimentazione dei farmaci.

I trial difficilmente coinvolgono le donne, per una molteplicità di fattori (primo fra tutti, la variazione ormonale tipicamente femminile che può rappresentare un ostacolo per lo studio degli effetti dei farmaci), ma oggi non si può più ignorare il fatto che le donne hanno una maggiore predisposizione a soffrire di alcune malattie e che i farmaci possono sortire effetti, positivi e indesiderati, del tutto diversi tra uomo e donna.

Insomma, le donne hanno bisogno di farmaci che sono stati studiati e sperimentati appositamente per loro: un cambiamento imposto dalla medicina di genere che non può più essere rimandato.